INDIPENDENZA OPERAIA ALLA GKN DI FIRENZE

Gli operai della GKN hanno la potenza di chi non delega a nessuno la gestione della propria lotta. Non sono forti perché tanti tifano per loro, tanti tifano per loro perché sono loro forti e daranno filo da torcere anche ai più terribili pescecani della finanza internazionale
Condividi:

Gli operai della GKN hanno la potenza di chi non delega a nessuno la gestione della propria lotta. Non sono forti perché tanti tifano per loro, tanti tifano per loro perché sono loro forti e daranno filo da torcere anche ai più terribili pescecani della finanza internazionale

La lotta alla GKN di Campi Bisenzio continua. Gli operai stanno dando prova di sapersi difendere, dimostrando che organizzati gli operai possono resistere.
Invece di piangersi addosso e affidarsi a sindacalisti e politici per seguire la solita strada fallimentare della delega a quelli che operai non sono, hanno intrapreso intelligentemente un altro percorso.
Hanno deciso sostanzialmente due cose.
Primo, non abbandonare la fabbrica al padrone dandogli la possibilità di svuotarla di tutto quello che è di valore.
Secondo, gestire direttamente la lotta senza delegare a nessuno.
Gli operai sono costituiti in collettivo di lotta già da tempo e decidono loro direttamente i tempi e i modi di come portarla avanti e hanno posto come discriminante la difesa dell’integrità dello stabilimento senza prestarsi alla trappola degli ammortizzatori sociali.
Questo modo di procedere ha già sortito effetti.
I tagliatori di cedole proprietari dello stabilimento hanno richiesto che gli operai lascino lo stabilimento e che le autorità tutelino la proprietà privata.
Questo crea una contraddizione forte anche nel campo della solidarietà rugosa dei rappresentanti delle “istituzioni democratiche”, che se da una parte si dichiarano a fianco degli operai, dall’altra dovrebbero attivare un’altra istituzione democratica, le forze dell’ordine, per tutelare la proprietà degli azionisti.
I finanzieri che posseggono la GKN sanno che lo stabilimento non è un ferro vecchio, ma una fabbrica funzionante e tecnicamente ben attrezzata. Ma la vogliono chiudere e licenziare tutti, perché? Perché dai loro calcoli risulta che per aumentare i loro guadagni devono trasferire la produzione altrove, o ridurla drasticamente. Sono calcoli fondati sugli interessi privati di un gruppo di parassiti che gli operai rifiutano praticamente, rigettando ogni possibilità di contrattare sulla chiusura della fabbrica e sui licenziamenti.
Gli operai della GKN con queste due mosse hanno messo tutto in discussione.
All’interno dello stabilimento presidiato hanno costruito una ferrea e funzionante organizzazione. Con il loro atteggiamento determinato hanno stimolato la solidarietà degli altri operai.
Smobilitarli diventa sempre più complicato.
Sfiancarli in inutili passeggiate e trattative inconcludenti, tattica che ha portato alla chiusura di decine di stabilimenti, qui si è subito rivelato come un giochetto non praticabile.
Lo scontro a Campi Bisenzio avviene anche in un contesto, la Toscana, dove le contraddizioni sociali del capitalismo hanno un livello d’impatto più mediato. Le regole “democratiche del vivere civile” sono reputate dalla popolazione tutta un diritto acquisito anche se le condizioni di schiavitù degli operai del settore tessile, come la vicenda Texprint dimostra, insieme ai morti sul lavoro, ricordiamo la tremenda fine di Luana, risultato delle condizioni di lavoro sempre peggiori, hanno già incrinato parecchio il mito dell’equilibrio sociale toscano.
Con la vicenda Gkn questo mito rischia di crollare definitivamente.
Può la tranquilla Toscana riscoprire che gli operai sono sempre più sfruttati e possono continuare a lavorare solo se arricchiscono sempre di più il padrone? Che la lotta di classe non è mai finita? E riscoprirlo nel modo più traumatico?
La partita è lunga e non semplice, ma gli operai di Campi Bisenzio dimostrano che hanno tutta l’intenzione di volerla giocare fino in fondo con i tempi e i modi che loro decidono di seguire.
Veramente c’è la possibilità che i padroni si rompano le corna a Campi Bisenzio.
F. R.

Condividi:

Facebook Comments

Comments Closed

Comments are closed. You will not be able to post a comment in this post.