PRIMI FRUTTI DELLA FUSIONE PSA-FCA

L'annuncio che l'indotto del segmento B si lavorerà con la tecnologia PSA sta già scatenando giornalisti e sindacalisti nazionalisti contro gli operai francesi. Vogliono nascondere che il nemico degli operai in Italia, in Francia, in Polonia siede nel consiglio di amministrazione di PSA-FCA
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L’annuncio che nell’indotto del segmento B si lavorerà con la tecnologia PSA sta già scatenando giornalisti e sindacalisti nazionalisti contro gli operai francesi. Vogliono nascondere che il nemico degli operai in Italia, in Francia, in Polonia siede nel consiglio di amministrazione di PSA-FCA

La fusione PSA-FCA

Per i padroni più profitti. Per gli operai licenziamenti e peggioramento delle condizioni di lavoro

Il settore auto è uno dei settori trainanti dell’economia. Con la crisi, la concorrenza tra produttori di automobili è aumentata enormemente.

Sopravvive solo chi ha capitali adeguati per ridurre i costi di produzione e conseguentemente i prezzi di vendita delle auto.

Serve investire in mezzi più potenti di produzione, impianti, macchinari, tecnologie, per aumentare il rendimento dei mezzi di produzione umani, gli operai.

Con la stessa spesa per salari, o addirittura con una sua riduzione, bisogna produrre di più.

In questo modo aumenta la parte del prodotto che il padrone ottiene senza pagare nulla e quindi, se riesce a vendere le auto, il suo profitto.

Facciamo un esempio.

A Pomigliano, alla fine degli anni ottanta, si producevano meno di 500 alfa al giorno con più di 10.000 operai impiegati nella produzione.

Oggi si producono quasi 1000 panda al giorno con meno di 3000 operai realmente in produzione.

I salari sono nel frattempo anche diminuiti, mentre i profitti degli azionisti sono aumentati enormemente.

Una panda rende alla FCA circa 10.000 euro.

Un operaio Fca annualmente ha un salario netto di circa 16/18.000 euro. Con meno di due panda un operaio realizza quello che prende in un anno.

3000 operai prendono in un anno come salario il corrispondente di meno di 5000 panda. Gli altri 1700 dipendenti non contano perché sono a carico della collettività con cassa integrazione e contratti di solidarietà.

5000 panda gli operai di Pomigliano le producono in una settimana circa. Tutto il resto delle panda prodotte annualmente, al netto delle spese per gli ammortamenti degli impianti e per la materia prima ed i semilavorati, è profitto che si intascano manager, azionisti e banchieri.

Ma tutto questo non basta. La crisi e la concorrenza tra produttori spinge ad aumentare sempre di più lo sfruttamento degli operai.

PSA e FCA concentrano due gruppi per avere, uniti, più forza. Sperano di poter mettere in campo la forza economica adeguata per migliorare i loro livelli produttivi. Cioè ridurre i costi di produzione e aumentare la produttività degli operai. Per aumentare le possibilità di vendita ed il lavoro non pagato estorto agli operai che si mettono in tasca come profitti.

Di fronte a questa evidenza tutti i ragionamenti dei politici e dei sindacalisti che si sbracciano da anni per avere piani industriali e maggiori investimenti per la “salvaguardia” dei posti di lavoro, si dimostrano per quello che sono: illusioni.

E’ proprio l’aumento degli investimenti, la concentrazione di diversi capitali per formare un capitale più forte, che per gli operai comporta una riduzione dei posti di lavoro, una riduzione proporzionale del salario di quelli che rimangono occupati perché la parte non pagata del loro lavoro aumenta, un peggioramento delle condizioni di lavoro.

Di fronte a questa realtà gli operai si devono organizzare per contrastare il loro degradare verso la miseria, mentre gli azionisti ingrassano sempre di più.

In questa situazione gli operai di tutti i paesi sono accomunati nella stessa mala sorte.

Non si salvano i francesi se affondano gli italiani. Non si salvano gli italiani se affondano i polacchi.

Ognuno deve lottare contro il proprio padrone cercando di creare legami nella lotta con gli operai degli altri paesi.

Gli operai sono un’unica classe con uno stesso nemico: il padrone che ingrassa in ogni paese sfruttando in ogni paese gli operai.

Gli operai Fca si devono preparare a resistere tenendo presente che i loro interessi sono contrapposti a quelli degli azionisti.

L’unico modo per non sprofondare nella miseria è la lotta cominciando a ragionare sul fatto che il padrone è diventato veramente un limite per la nostra sopravvivenza

Una prima avvisaglia è l’annuncio che l’indotto del segmento B, cioè quello delle utilitarie, lavorerà con le tecnologie PSA che sono già organizzate (piattaforme). Qualcuno dovrà quindi saltare. Gli annunci sono ancora vaghi, ma tra operai italiani dell’indotto e operai polacchi di Tichy, i posti che si perderanno sono stimati in decine di migliaia.

Questo è il primo banco di prova. Gli operai devono organizzarsi per resistere non facendosi fregare dalla difesa “del lavoro italiano” che i giornali e qualche sindacalista già cominciano ad agitare per mobilitarsi contro gli operai francesi e farci dimenticare che il nostro nemico sono gli azionisti della Fca che per salvare la loro vita di privilegi sacrificano noi sull’altare del profitto.

F. R.

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