MORIRE PER PERMETTERE AL PADRONE DI GIRARE “IN FERRARI”

Le testimonianze di un collega dell’operaio morto a Ottaviano nell’“incidente” del 5 maggio e di un operaio di una fabbrica del circondario.
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Le testimonianze di un collega dell’operaio morto a Ottaviano nell’“incidente” del 5 maggio e di un operaio di una fabbrica del circondario.


 

La Adler Plastic, a cui apparteneva la fabbrica esplosa a Ottaviano che ha ucciso un operaio e ne ha feriti gravemente altri due, non è una dittarella qualsiasi. E’ un gruppo che conta 58 stabilimenti in 19 paesi. E’ il primo produttore italiano di sistemi per il comfort acustico e termico di autoveicoli e di rivestimenti per le portiere interne. Fa un fatturato annuo di un miliardo di euro. Ma le condizioni di lavoro negli stabilimenti del gruppo sono pessime e i rapporti di lavoro ultra precari.

Ecco il commento di un altro operaio:

“Ci lavorava anche mio figlio e quando incominciò a chiedere perché il sabato non veniva pagato ma veniva corrisposto orario compensativo , il contratto, anche a lui settimanale, non gli venne più rinnovato.

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