EGITTO: LA LIBERTA’ DI STAMPA NON ESISTE

Redazione, Il presidente del consiglio Matteo Renzi lo scorso 14 marzo ha fatto visita al presidente egiziano Al-Sisi in occasione della conferenza sullo sviluppo economico dell’Egitto a Sharm el Sheikh dove si sono riunite 1800 delegazioni di oltre 70 nazioni per siglare importanti accordi economici. Renzi e Al Sisi sono già al terzo incontro e sempre come priorità fra gli argomenti che trattano è come ha affermato Renzi ai giornalisti “ i nostri due paesi sono accomunati dalla lotta al terrorismo islamico con la necessità di un intervento rilevante in Libia prima che l’Isis la occupi”. Come al solito […]
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Redazione,

Il presidente del consiglio Matteo Renzi lo scorso 14 marzo ha fatto visita al presidente egiziano Al-Sisi in occasione della conferenza sullo sviluppo economico dell’Egitto a Sharm el Sheikh dove si sono riunite 1800 delegazioni di oltre 70 nazioni per siglare importanti accordi economici. Renzi e Al Sisi sono già al terzo incontro e sempre come priorità fra gli argomenti che trattano è come ha affermato Renzi ai giornalisti “ i nostri due paesi sono accomunati dalla lotta al terrorismo islamico con la necessità di un intervento rilevante in Libia prima che l’Isis la occupi”. Come al solito Renzi fa il furbo, parla di lotta al terrorismo quando invece il suo caro amico Al Sisi è l’artefice di gravi atti di repressione nei confronti dei suoi oppositori interni che hanno osato manifestare le loro ragioni contro il governo. Difatti Renzi evita di entrare nel merito delle gravi problematiche che assillano l’Egitto, uno stato del Medio Oriente sempre più tristemente noto per questo genere di repressione, dalla libertà d’informazione e lo dimostra un recente rapporto annuale dell’organizzazione “Reporter senza frontiere”, ai soprusi sul popolo solidale e simpatizzante del precedente presidente egiziano Mohammed Morsi. Renzi che tanto apprezza la leadership del nuovo presidente egiziano Al Sisi nulla dice del palese ostracismo alla libertà di stampa che vige proprio per ordine del ex generale Al Sisi. Da lui stesso e dal suo governo sono state imposte delle leggi che impediscono di parlare del presidente in carica, è vietato parlare dei militari ed è vietato qualsiasi forma di insulto alla religione,limitati al massimo i raduni pubblici e le manifestazioni. Con le motivazioni antiterroristiche numerosi giornalisti e vignettisti sono stati arrestati e picchiati per non lasciar trapelare notizie di denuncia di certe barbarie o soprusi del potere governativo contro il popolo sempre più povero e quindi contestatore della politica di Al Sisi. L’ultimo rapporto del Committee to Protect Journalists ha denunciato ingiustizie e gravi soprusi contro la libertà di espressione per oltre 40 mila persone arrestate e detenute dal luglio del 2014 e 20 mila civili giudicati da tribunali militari. Anche il Nadeem center for rehabilitation of victims of violence ha pubblicato un elenco di 100 persone morte nel 2014 nelle prigioni egiziane per vari motivi tra cui la tortura. I vignettisti satirici egiziani sono fortemente controllati e sono la dimostrazione di una libertà di stampa repressa duramente dal nuovo governo che li minaccia e censura il lavoro quotidiano dei disegnatori vignettisti che non fanno più le caricature su Al Sisi in persona ma ora per paura di ritorsioni disegnano vignette sulle sue politiche : corruzione, inflazione, crisi economica ed energetica o problemi ambientali. Dalla deposizione del presidente Morsi, nel luglio del 2013, il governo dell’ex generale Al Sisi, ha portato avanti una repressione senza precedenti contro i giornalisti egiziani e stranieri arrestando ben 68 reporter di cui ancora 11 sono tuttora in carcere, 195 giornalisti sono stati aggrediti e 6 sono stati uccisi. Inoltre sono ancora in carcere 230 militanti oppositori nelle manifestazioni di piazza Tahrir del 2011 perché condannati all’ergastolo.

Eppure c’è chi come il nostro premier Renzi abbraccia e appoggia Al Sisi il “Restauratore” del nuovo Egitto post Mubarak, che reprime la libertà di stampa, arresta chi osa denunciare le violenze dell’esercito egiziano, militarizza le piazze con i carri armati per evitare proteste e ribellioni nei suoi confronti, fa arrestare e torturare dalla polizia chiunque scende in strada a protestare compreso donne e minori, ma per il premier Renzi tutto ciò non basta : i terroristi sono altri.

Giuseppe affezionato lettore di operai contro

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