I RISULTATI DEL REFERENDUM SUL CCNL

Roma, 28 feb (Velino) – [k]Dai dati non definitivi della consultazione sul contratto dei metalmeccanici emerge una chiara approvazione dell[k]accordo, di cui prendiamo atto, e un altrettanto chiaro dissenso[k]. e’ quanto dichiara in una nota il segretario nazionale della Fiom-Cgil Giorgio Cremaschi, commentando l[k]esito del referendum dei lavoratori sull[k]ipotesi di accordo del rinnovo contrattuale dei metalmeccanici sottoscritto il 20 gennaio da imprese e sindacati. [k]e’ evidente che non era in discussione l[k]approvazione dell[k]intesa [k] spiega Cremaschi [k] visto che negli organismi e nelle assemblee dei delegati la percentuale dei si era stata complessivamente superiore al 95 per cento. Tuttavia, sarebbe sbagliato considerare puramente fisiologico il no del 25 per cento della categoria, che significa oltre 100 mila metalmeccanici in carne e ossa. Il dissenso sull[k]accordo, infatti, non e’ affatto frutto di un dato omogeneo, ma corrisponde a un no concentrato e a volte maggioritario in precise realta’ del mondo del lavoro[k]. In particolare, prosegue il segretario nazionale della Fiom, [k]il no prevale o diventa particolarmente consistente tra tutti gli operai delle medie e grandi fabbriche, in particolare nel gruppo Fiat, alla Ferrari, alla Piaggio, nella cantieristica, nelle lavorazioni di massa. In tutte queste realta’ il no prevale per il voto contrario degli operai addetti alle lavorazioni piu’ difficili e faticose[k].

[k]e’ bene inoltre sottolineare [k] continua Cremaschi [k] che in molte assemblee l[k]approvazione dell[k]accordo e’ stata motivata come stato di necessita’ e non certo come giudizio positivo sui contenuti dell[k]intesa[k]. Ecco perche’, sottolinea il segretario nazionale della Fiom-Cgil, [k]credo che a conclusione della consultazione, si debba dire che l[k]equilibrio raggiunto nel contratto non puo’ essere considerato quello su cui attestare la contrattazione dei metalmeccanici. Sul salario, sull[k]orario, sulle condizioni di lavoro, nella lotta alla precarieta’, la contrattazione deve puntare a risultati ben piu’ avanzati e diversi rispetto a quelli realizzati nel contratto nazionale. e’ questo, a mio parere, il segnale che viene dalla consultazione e, in ogni caso per quello che ci riguarda, questo e’ cio’ che proporremo nelle valutazioni dei metalmeccanici rispetto al futuro[k]. Insomma, conclude Cremaschi, [k]quando un quarto della categoria, ovvero piu’ del 35 per cento degli operai e il 50 per cento di quelli delle grandi fabbriche, vota no al contratto, tutti devono riflettere su questo dato[k]. Ricordiamo che stasera saranno diffusi dalle segreterie sindacali i dati piu’ dettagliati sull[k]esito della consultazione. Dati che, ieri sera, si erano attestati su oltre il 75 per cento dei si.

(com/sis) 28 feb 2008 14:41

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