VELTRONI IL GENIO

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Notizie Ansa 1 febbraio 2008
(di Cristina Ferrulli)

Nel Pd i pasdaran del ‘no voto’ ad ogni costo, tra i quali non c’e’ il leader Walter Veltroni, perdono l’ultima carta: la discesa in campo di Giuliano Amato nel caso in cui il presidente del Senato Franco Marini non riuscisse a trovare un’intesa ampia per formare un esecutivo. “Non sono disponibile a governi ‘raccogliticci'”, fa sapere il ministro dell’Interno. E nel Partito Democratico – anche se il pressing continua con Veltroni che offre a Fi “una grande coalizione per le riforme guidata da Marini” – cresce lo scetticismo e la convinzione che ormai le elezioni si avvicinano. Il Pd si prepara senza grandi illusioni al ‘giorno della verita’ di lunedi, dopo che “oggi anche Casini – si spiega a piazza Sant’Anastasia – ha allontanato la soluzione”. Prima di incontrare Marini in tarda mattinata, Veltroni riunira’ al loft l'”unita’ di crisi” del Pd per cercare una linea comune tra le varie anime del partito, Bindi e Parisi inclusi.

Ma l’attesa e’ tutta per il faccia a faccia tra il presidente del Senato e Silvio Berlusconi, anche se i segnali che arrivano dai contatti informali non lasciano sperare in colpi di scena. “O c’e’ l’accordo con Fi o non c’e’ niente”, spiega il veltroniano Giorgio Tonini, facendo capire che alternative non ce ne sono e anche che ipotesi, come quella del referendum prima del voto, servono solo ad un pressing psicologico su Berlusconi. E cosi, mentre il ministro degli Esteri Massimo D’Alema sprona a “correggere” la legge elettorale o a fare il referendum “per responsabilita’ verso il Paese”, sul tasto della responsabilita’ verso i cittadini torna a battere anche Veltroni. “La Cdl – e’ l’offerta del sindaco di Roma – dice: ‘Andiamo al voto e poi facciamo la grande coalizione’. E perche’ non la facciamo prima con un governo guidato da Marini per riscrivere le regole del gioco e poi votare?”.

Offerta che gli azzurri respingono subito al mittente come molti al loft gia’ immaginavano visto che tra i fedelissimi di Veltroni gira gia’ la tabella di marcia: scioglimento delle Camere, elezioni politiche ad aprile e amministrative a maggio. La domanda, che ancora non trova risposta univoca e per la quale l’ultima parola spetta al presidente Giorgio Napolitano, e’ se sara’ Prodi a guidare il governo fino al voto. Amato oggi si e’ chiamato fuori e ambienti vicini a Veltroni raccontano che il leader del Pd avrebbe dato l’ok anche perche’, come spiega un dirigente vicino al segretario, “evitare il governicchio e’ una misura elementare di igiene pubblica e anche per evitare di perdere voti tra gli elettori”. L’aria che tira nel Pd, insomma, e’ di elezioni. E anche i richiami, non raccolti, a riscrivere insieme le regole sembrano argomenti che torneranno utili in campagna elettorale. Come la sfida a Forza Italia, che oggi Veltroni rinnova, a correre da sola: “La politica e’ fatta di coraggio e noi faremo una scelta coraggiosa: noi andremo come Pd e rinnovo l’appello a fare altrettanto. Altrimenti il confronto sara’ tra un programma e 18 partiti nel centrodestra”

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