Giornale, Numero 25 del 25 luglio 2018

TRENTA L’ AMBASCIATORE DELL’ENI

Redazione di operai Contro Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta è volata a Tripoli, dove ha incontrato il capo di una piccola fazione di mercenari autonominatosi capo del governo di […]

Redazione di operai Contro

Il ministro della Difesa Elisabetta Trenta è volata a Tripoli, dove ha incontrato il capo di una piccola fazione di mercenari autonominatosi capo del governo di unità nazionale Fayez Al Sarraj. La visita di Trenta serviva ad assicurare il capo della piccola fazione che oltre i soldi dell’ENI sarebbero continuati ad arrivare i soldi e le armi del governo italiano. Il ministro Trenta ha ribadito la solita cantilena sulla efficienza della guardia costiera di Tripoli. La realtà è che la guardia costiera non esiste, ma sono solo pochi mercenari al servizio di Al Sarraj e dotati di motovedette fornite dal governo italiano. Trenta ha affermato che in un secondo tempo cercherà di incontrare anche il generale Haftar“, capo delle milizie fedeli al governo di Tobruk, città dell’est del Paese, che non ha mai riconosciuto quello creato a Tripoli da Al Sarraj.

L’azione di Trenta è una risposta dell’imperialismo italiano a quello francese che organizza vertici a parigi con Al Sarraj e Haftar.

Un concetto rimarcato anche durante la conferenza stampa tenuta al ritorno dal viaggio all’aeroporto di Ciampino. “L’Italia è vicina alla Libia, non davanti e la aiuteremo a non rimanere vittima delle ingerenze che arrivano dall’esterno”, ha detto il ministro rispondendo ad una domanda sulle pressioni del governo francese a far tenere le elezioni in Libia nel prossimo dicembre

Commentando il rinvio di una missione italiana a Ghat, nel sud della Libia, che avrebbe dovuto svolgersi una ventina di giorni fa, Trenta ha spiegato che “la collaborazione ai confini Sud della Libia ci è stata richiesta ed è nostro interesse farla. Cercheremo di organizzare una missione di ricognizione, ma siamo stati vittime di fake news, di notizie date da gruppi contrari alla stabilizzazione”.

Una stabilizzazione necessaria in primis per l’Italia: “L’immigrazione incontrollata ed il terrorismo sono facce della stessa medaglia – ha detto ancora il ministro – c’è il rischio che attraverso l’immigrazione incontrollata arrivino jihadisti e per questo daremo ai libici ogni appoggio richiesto che possa aumentare la loro capacità operativa”.

Il ministro pentastellato Trenta vede l’immigrazione ed il terrorismo come due facce della stessa medaglia. E’ perfettamente allineata a Di Maio e Salvini.

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