Giornale, Numero 21 del 21 settembre 2017

LA CONCORRENZA DEI SINDACATINI

sciopero generale 27 ottobre BANDIERINE SIGLE & DATE una tempestina d’autunno nel bicchieretto del sindacalsmo di base? Dunque dunque…….. …….forse per puntare sull’”effetto sorpresa”, dalla fine di giugno, e dopo […]

sciopero generale 27 ottobre

BANDIERINE SIGLE & DATE

una tempestina d’autunno nel bicchieretto del sindacalsmo di base?

Dunque dunque……..

….forse per puntare sull’”effetto sorpresa”,

dalla fine di giugno, e dopo 2 riusciti scioperi generali nei trasporti, è stato indetto da alcune sigle sindacali di base uno sciopero generale per il 27 ottobre, cioè per circa 4 mesi dopo.

CUB, SGB, Sicobas, USI-AIT, SLAIcobas hanno indetto uno sciopero generale che, tra gli altri obiettivi, ha anche quello di cancellare l’accordo sulla rappresentanza del 10 gennaio 2014, firmato per motivi “salva-tavoli” da USB e Confederazione Cobas.

Domanda: ma se USB e Confederazione Cobas hanno firmato un accordo giudicato (giustamente!) una “truffa” dagli indittori dello sciopero, perchè ci si adopera tanto (al punto da rimandare probabilmente a novembre la data dello sciopero generale sotto indicazione USB?) per una co-indizione proprio con i firmatari dell’accordo “truffa”?

 E poi, gli altri (e sono molti, purtroppo!) sindacati di base, che fanno?

E il CAT, che fa?

Insomma, quella che doveva, e dovrebbe essere una giornata di maturità per il movimento operaio nell’indizione unitaria di una giornata di blocco nazionale della produzione e della circolazione, si sta trasformando in una guerricciole tra sigle, bandierine e date.

Ma quel che è peggio, questa trasformazione si sta compiendo all’insaputa dei lavoratori, che è certo, non conoscono tutte le sigle in questione, il loro significato, tantomeno i motivi di queste diatribe.

Io faccio il ferroviere da ormai quasi 40 anni, e posso assicurare che il dibattito sullo sciopero è quasi assente, le assemblee preparatorie quasi nulle, di organizzarlo negli impianti e nei depositi non se ne parla nemmeno!

Insomma, a fronte di una situazione di attacco finale al lavoro salariato che necessiterebbe di risposte adeguate e mature da parte del sindacalismo alternativo a quello di stato, lo spettacolo è deprimente, asolutamente non proporzionale al bombardamento antioperaio in corso.

Forse si è già fuori tempo per recuperare lo sciopero del 27 ottobre (o giu’ di li) ad una qualche efficacia, ma non per assimilare definitivamente una lezione ormai storica.

 Cari amici, colleghi e compagni del sindacalismo di base, chi in 40 anni di storia non cresce, non è rimasto piccolo, ma è un nano.

Pino ferroviere

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