Giornale, Numero 16 del 16 gennaio 2017

BRASILE: GIORNATA LAVORATIVA DI 12 ORE, AUMENTO DELL’ETA’ PENSIONABILE

Redazione di Operai Contro, La crisi del capitalismo avanza. Il Brasile il paese dei mondiali di calcio si è rivelato una abbuffata di tangenti in ogni campo. Politici corrotti, padroni […]

Redazione di Operai Contro,

La crisi del capitalismo avanza. Il Brasile il paese dei mondiali di calcio si è rivelato una abbuffata di tangenti in ogni campo. Politici corrotti, padroni assassini.

Renzi non è il solo a proporre le riforme costituzionali. A metà dicembre il Senato del Brasile ha infatti dato il via libera a una modifica della Costituzione che si tradurrà in un congelamento della spesa pubblica per i prossimi 20 anni. Come dire che gli investimenti in sanità e istruzione resteranno al palo per 20 anni. 

Il presidente brasiliano Michel Temer ha definito  “un grande regalo di Natale” fatto ai padroni, la proposta di riforma del mercato del lavoro, il Jobs act Brasiliano.

12 ore di lavoro al giorno e innalzamento di nove anni dell’età per la pensione – Incremento delle ore lavorate da 8 a 12 al giorno.

Diminuizione dei salari (che saranno legati alla produttività), pause e vacanze.

La riforma proposta da Temer fissa a 65 anni l’ingresso nell’età pensionabile,  sollevando non poche criticità: in alcune regioni del Brasile l’aspettativa di vita va mediamente poco oltre i 65 anni, mentre chi è alle prese con lavori usuranti, spesso intrapresi in giovane età, sarà costretto a lavorare molti anni in più prima di poter usufruire della pensione. In pratica i padroni del Brasile come i padroni italiani aboliscono le pensioni. per quei pochi lavoratori in regola.

I lavoratori  brasiliani sono scesi in piazza per contestare le misure di austerity annunciate dal presidente.  Le proteste sono deflagrate in maniera violenta nella capitale Brasilia e almeno in una dozzina di Stati, con assalti alla tv locale Globo ritenuta filogovernativa.

Un giovane lettore

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