Giornale, Numero 957 del 12 febbraio 2015

Ma siamo uomini o caporali ? Ribellarsi, bisogna ribellarsi

pubblichiamo il testo del volantino distribuito oggi alla FIAT di Pomigliano E’ vero, siamo controllati e ricattati col posto di lavoro che vuol semplicemente dire che se non lavoriamo per […]

pubblichiamo il testo del volantino distribuito oggi alla FIAT di Pomigliano

E’ vero, siamo controllati e ricattati col posto di lavoro che vuol semplicemente dire che se non lavoriamo per un salario, moriamo di fame.

E’ vero che votare un delegato amico del capo, ben visto dall’azienda può servire ad ottenere un qualche piccolo miserabile favore.

Ma tutto ciò può giustificare il silenzio assenso ad un’operazione orchestrata dai sindacati collaborazionisti ai danni della FIOM ? Si può accettare come normale il fatto che non possiamo votare i nostri delegati perché presentati da un sindacato che non piace al padrone?

Questa situazione è inaccettabile, ma non per un illusorio richiamo alla democrazia che non esiste. In fabbrica è il padrone il dittatore e fa le regole a suo piacimento.

Questa situazione è inaccettabile perché toglie a noi operai la possibilità di scegliere dei delegati che siano capaci di difendere i nostri interessi collettivi contro gli interessi del padrone.

Se non c’è la possibilità degli operai di scegliere e di votare per i delegati della FIOM, il voto è nullo, non conta niente, è truccato.

Fim, uilm, e amici vanno avanti come un treno, hanno il pieno appoggio di Marchionne. Non serviranno corsi e ricorsi per fermarli, tocca a noi operai. A tutti gli operai. Prima di essere iscritti a questa o quella parrocchia sindacale, siamo prima di tutto compagni di lavoro e non possiamo accettare che una parte di noi non possa eleggere i suoi rappresentanti.

Nessuno in buona fede può dire che i sindacati, che oggi fanno i forti con alle spalle la Fiat, abbiano fatto qualcosa di buono per gli operai. Sono gli stessi che hanno accettato aumento dei ritmi, salari contenuti, hanno sottoscritto qualunque accordo che ci faceva e ci fa scendere verso la miseria. Se sono i padroni i responsabili della crisi, sono loro che ci hanno fatto digerire, senza reagire, gli effetti. Quando i sacrifici che ci hanno imposto non serviranno nemmeno più a salvarci dalla fame, allora ci renderemo conto degli errori che abbiamo fatto a sostenerli, a dargli il voto.

Siccome siamo uomini e non caporali è nostro dovere ribellarci. Se non siamo liberi di votare per chi vogliamo, non votiamo. Poco importa scheda bianca o nulla, oppure l’astensione, l’importante sarà il numero di operai che non si presterà al gioco e più saremo e più Marchionne “il salvatore” non potrà stare tranquillo.

ASSOCIAZIONE PER LA LIBERAZIONE DEGLI OPERAI

SEZIONE DI NAPOLI

Alfa_2015-02-12

 

 

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