OPERAI GRECI RIBELLIAMOCI

Redazione di Operai Contro, l’attuale governo greco è un’altro governo dei padroni. Chiedono l’aiuto dei padroni europei per proteggere i padroni greci. Le misure per affrontare la crisi umanitaria del Paese sono relegate a uno striminzito paragrafetto finale: da un lato buoni pasto e servizi energetici esanitari per i più poveri, dall’altro l’aumento del salario minimo, che però, si legge, sarà deciso “in consultazione con le istituzioni europee” e solo nella misura in cui questo “non danneggerà il bilancio”. In più, l’intenzione di evitare, in futuro, la confisca della prima casa ai cittadini in difficoltà nel ripagare mutui e prestiti. In compenso sono tantissime le concessioni all’austerity: la […]
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Redazione di Operai Contro,

l’attuale governo greco è un’altro governo dei padroni.

Chiedono l’aiuto dei padroni europei per proteggere i padroni greci.

Le misure per affrontare la crisi umanitaria del Paese sono relegate a uno striminzito paragrafetto finale: da un lato buoni pasto e servizi energetici esanitari per i più poveri, dall’altro l’aumento del salario minimo, che però, si legge, sarà deciso “in consultazione con le istituzioni europee” e solo nella misura in cui questo “non danneggerà il bilancio”. In più, l’intenzione di evitare, in futuro, la confisca della prima casa ai cittadini in difficoltà nel ripagare mutui e prestiti.

In compenso sono tantissime le concessioni all’austerity: la Grecia per esempio “si impegna a non ritirare le privatizzazioni già completate e a rispettare, in base alla legge, quelle per cui è stato lanciato il bando”. Vedi il caso del porto del Pireo. Potranno essere “riviste” solo “quelle non ancora lanciate, puntando a massimizzare i benefici a lungo termine per lo Stato”. Non solo: il Paese mette in conto anche di “controllare” ulteriormente la spesa sanitaria, pur “garantendo l’accesso universale” al servizio. Quanto alle pensioni, altro che ripristino della tredicesima: nella lettera Varoufakis scrive che il Paese “eliminerà gli incentivi all’uscita anticipata dal lavoro” e stabilità una “connessione più stretta tra contributi e assegni”. Nessuna buona notizia, poi, per gli statali: non c’è traccia delle promesse riassunzioni di quelli licenziati ingiustamente e anzi si prospetta la “razionalizzazionedei compensi non monetari per ridurre le uscite complessive”. Quanto al ripristino dei contratti collettivi, la lettera fa riferimento alla “introduzione graduale” di un nuovo approccio intelligente” sulla contrattazione collettiva per bilanciare la flessibilità con l’equità.

A noi operai greci non resta che la ribellione armata

Un operaio greco

 

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