OPERAI ANSALDO, ATTENTI!

VOLANTINO DISTRIBUITO ALL’ANSALDO DI GIOIA DEL COLLE I PADRONI VOGLIONO I SOLDI! A ESSI DEGLI OPERAI NON GLI IMPORTA NULLA! I padroni della vostra fabbrica, cioè il Gruppo Sofinter, fino a qualche giorno fa avevano la ferma intenzione di chiuderla e trasferire la produzione all’estero, per guadagnare più soldi. Poi, al Tavolo presso il Ministero dello Sviluppo economico, hanno “cambiato” strategia! Allettati dalla promessa della Regione Puglia di scucire un bel po’ di milioni di euro in cambio di un programma di riconversione industriale, hanno ventilato la disponibilità a ripensare la chiusura dello stabilimento e a presentare a breve […]

VOLANTINO DISTRIBUITO ALL’ANSALDO DI GIOIA DEL COLLE

I PADRONI VOGLIONO I SOLDI! A ESSI DEGLI OPERAI NON GLI IMPORTA NULLA!

I padroni della vostra fabbrica, cioè il Gruppo Sofinter, fino a qualche giorno fa avevano la ferma intenzione di chiuderla e trasferire la produzione all’estero, per guadagnare più soldi.

Poi, al Tavolo presso il Ministero dello Sviluppo economico, hanno “cambiato” strategia!

Allettati dalla promessa della Regione Puglia di scucire un bel po’ di milioni di euro in cambio di un programma di riconversione industriale, hanno ventilato la disponibilità a ripensare la chiusura dello stabilimento e a presentare a breve un programma del genere.

Ora potranno comunque andare a produrre i boiler all’estero, a Gioia del Colle intanto prendono tempo e domani incasseranno un bel pacco di soldi con la promessa di lasciare aperta la fabbrica.

Per voi operai che cosa cambia? In pratica niente, per ora solo promesse e fumo negli occhi.

Se va “bene”, per ora la cassa integrazione, fino alla piena realizzazione del piano di conversione, e poi il reintegro: ma questo, per tutti? per quanti? per chi? e a quali condizioni? con quanti diritti in meno rispetto a prima? Nulla si sa. Il governo nazionale “ha sollecitato Ansaldo Caldaie ad accelerare nella predisposizione del piano industriale e i sindacati ad affrontarne il merito senza pregiudiziali”, cioè senza fare troppe resistenze riguardo alla sorte degli operai. Quanti andranno via? E per chi rimarrà a lavorare quali sacrifici si prospettano?

Se invece va male, i padroni ruberanno il gruzzolo di milioni e licenzieranno gli operai dopo un altro anno o più di cassa integrazione!

E degli operai dell’indotto, che il 7 febbraio sono scesi in strada al vostro fianco, che ne sarà? La Regione Puglia ha previsto denaro pubblico anche per le loro aziende?

Operai, lavoratori dell’Ansaldo, tenete alta la guardia! La storia operaia degli ultimi anni è piena zeppa di promesse di riconversione poi cadute nel vuoto, di padroni che hanno preso i soldi pubblici ricevuti per riconvertire e sono scappati più ricchi di prima.

Operai, lavoratori dell’Ansaldo, fate attenzione! Dopo il 26 febbraio, pure con uno straccio di programma di riconversione aziendale, vi chiederanno di sciogliere il presidio e di tornarvene a casa. Ve lo chiederanno tutti: i padroni, i politici, i sindacalisti. Perché è questo che preme a tutti: loro decidono della vostra vita, mentre voi dovete accettare le loro decisioni e con i quattro soldi della cassa integrazione stare zitti e buoni!

E poi, quando il presidio si sarà sciolto, vi chiederanno “qualche” sacrificio per attuare il piano di riconversione, “qualche” licenziamento mascherato con la mobilità lunga, gli incentivi, i prepensionamenti, come è accaduto all’Ast di Terni e altrove.

PERCIÒ IL PRESIDIO RIMANGA ATTIVO, SENZA FAR USCIRE MERCI E MACCHINARI, FINO ALLA PIENA OCCUPAZIONE PER TUTTI GLI OPERAI, PER TUTTI I LAVORATORI!

Associazione per la Liberazione degli Operai-Sez. Bari

Ansaldo tavolo 1

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