I CONTI DELLA SERVA

Lasciare gli operai a tirare la cinghia con l’inflazione galoppante, rubare ai poveri l’elemosina del Reddito di cittadinanza, comperarsi con le briciole e con la possibilità di evadere il fisco l’appoggio di bottegai e artigiani. E la parte più consistente? Agli industriali medi e grandi.
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Lasciare gli operai a tirare la cinghia con l’inflazione galoppante, rubare ai poveri l’elemosina del Reddito di cittadinanza, comperarsi con le briciole e con la possibilità di evadere il fisco l’appoggio di bottegai e artigiani. E la parte più consistente? Agli industriali medi e grandi.


 

Caro Operai Contro, alla fine del consiglio dei ministri, Giorgetti ministro dell’economia dichiara: “La manovra di bilancio è politicamente chiusa”. Infatti l’entità, le cifre, i contenuti di alcune misure non sono pervenute. Ma ciò che interessava al governo Meloni per recuperare i 35 miliardi per la manovra è stato raggiunto.
1 Fare cassa a cominciare dai disoccupati abolendo il Reddito di cittadinanza (Rdc) dal 1-1-2024. (Giorgetti non esclude anche prima). Per 660 mila percettori (su un totale di oltre 1 milione) ritenuti “occupabili”, sono previsti corsi di “occupabilità). Per loro il Rdc scenderà dai 18 mesi rinnovabili, a 7-8 mesi, forse verrà tagliato anche l’assegno mensile, e, perderà il Rdc chi non frequenterà i corsi, o rifiuterà una sola offerta di lavoro, contro le 3 previste all’origine dalla legge. Con la Meloni che non vuole introdurre un decente salario minimo legale, l’abolizione del Rdc regala ai padroni altra forza lavoro a prezzi stracciati: “Fare il cameriere a 600 euro al mese” come dice Salvini. L’aumento degli occupati con salari da fame, abbassa ancora la media della massa salariale e crea condizioni di maggior ricattabilità per tutta la forza lavoro.
2 Nessun meccanismo tipo “scala mobile” viene introdotto per recuperare e adeguare i salari con il carovita alle stelle.
3 Solo i redditi fino 20mila euro annui, avranno un terzo punto di taglio Irpef, pochi euro al mese. Per quelli fino a 35mila euro annui, resterà, perché prorogato, il taglio di 2 punti del governo Draghi.
4 Avallato il libero arbitrio a padroni, supermercati e bottegai, nella speculazione generalizzata dell’aumento dei prezzi, per loro nessun freno o controllo, salvo poi scoprire gli “extraprofitti” nei settori energetici, e ignorare che i profitti aumentano bellamente anche negli altri settori.
A dare il buon esempio nell’aumento dei prezzi c’è anche il governo Meloni, che con la legge di bilancio, rimettendo le accise tolte da Draghi, aumenta i prezzi del carburante, minimo 150 euro l’anno.
Alle aziende andrà la fetta più grossa dei 21 miliardi stanziati per le bollette. Aziende, bar e ristoranti continueranno a beneficiare del credito d’imposta che salirà rispetto a quest’anno, dal 30% al 35%.
Per le famiglie viene potenziato, senza dire quanto, il bonus sociale sulle bollette se si ha un Isee di 15mila euro, rispetto i 12mila attuali.
Per autonomi e partite Iva la flat tax al 15% viene estesa da 65mila a 85mila euro, più altre agevolazioni su ciò che viene definito: “Reddito incrementale”. Il condono fiscale su 15 anni di cartelle non pagate, viene presentato come tregua fiscale.
Per la lubrificazione ed il funzionamento del meccanismo che produce un certo tipo di profitto, viene sdoganato l’utilizzo e il prelievo del contante di 5mila euro anziché mille.
5 Sulle pensioni la Lega si rimangia l’abolizione della legge Fornero, anzi s’incentiva con un premio del 10%, chi decide di restare al lavoro. Salvini è scivolato sulla sua stessa bava.
Nel 2023, oltre a quanti avranno i requisiti della legge Fornero, potranno andare in pensione i lavoratori che a 62 anni avranno maturato 41 anni di bollini (quota 103), rientrerebbero in questi requisiti circa 48mila lavoratori. Ancora una volta il lavoro operaio viene equiparato a quanti svolgono mansioni molto più leggere e non usuranti.
Opzione Donna e Ape Sociale vengono riconfermate, con vincoli dell’età e del numero dei figli.
Le pensioni minime che Berlusconi prometteva di portare a mille euro, arrivano a malapena a 570 euro, 8 euro in più al mese rispetto l’anno scorso.
Per quanti sono già in pensione, è annunciato un taglio non precisato, dell’adeguamento annuale delle pensioni “alte”, non è finora specificato cosa s’intende per “alte”.
6 Una serie di altri provvedimenti vengono annunciate quali: assegno unico robusto (?) per le famiglie con più di 3 figli. Dimezzamento dell’Iva dal 10 al 5% sui prodotti per l’infanzia. Per i redditi annui fino 15 mila euro è annunciata la “Carta Risparmio Spesa”, gestita dai Comuni.
Tutte misure “civetta” in cui fra l’altro, non viene indicato l’importo netto che, di caso in caso, andrà alla famiglia e/o ai destinatari. Viene in mente Charlie Chaplin che si rovescia le tasche, mentre i padroni ingrassano e aumentano i profitti. Solo che qui è il governo dei padroni che si mette nella parte del povero cristo mentre in realtà i poveri cristi li sta penalizzando.
E la tassa sui extraprofitti? I padroni non avevano pagato quella di Draghi al 25%, ora al consiglio dei ministri non riescono a mettersi d’accordo sulla percentuale.
Tiene banco l’enunciazione di Salvini: “Metteremo 50 miliardi nelle tasche degli italiani”. Di questo passo saranno molti di più di 50, ma tutti nelle tasche di padroni, ricchi e faccendieri.
Saluti Oxervator.

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