RUSSIA: ECONOMIA DI GUERRA, INASPRIMENTO DELLA SCHIAVITÙ OPERAIA

Le ultime misure antioperaie del governo russo, in sostegno dello sforzo bellico per sottomettere l’Ucraina, gettano le basi per una crescita dell’opposizione operaia alla guerra.
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Le ultime misure antioperaie del governo russo, in sostegno dello sforzo bellico per sottomettere l’Ucraina, gettano le basi per una crescita dell’opposizione operaia alla guerra.


La Duma russa ha iniziato il ciclo di approvazione di due leggi che istituiscono il controllo diretto dello stato sulla produzione a fini militari. La prima lettura di entrambe le leggi è passata all’unanimità, i deputati hanno approvato:
– obbligo per le aziende del settore ad accettare ed eseguire gli ordini di fornitura del governo: occasione di ricchi profitti per gli oligarchi che non vedono l’ora di essere comandati!
– obbligo per gli operai di lavoro 7×7 e straordinario, turni di notte, sospensione di permessi, eliminazione delle ferie annuali, in altre parole annullamento dei contratti di lavoro. Il tutto in cambio di pagamento di straordinari.

Gli operai che non sono mandati al macello al fronte, perchè utili nelle fabbriche, sono ancora più schiavi, e naturalmente c’è da aspettarsi che controlli e repressione polizieschi saranno intensificati a prevenire proteste o sabotaggi. Così gli operai produrranno ancora più ricchezza per i criminali che hanno orchestrato l’aggressione all’Ucraina.
La condizione degli operai russi viene a riflettere quella degli operai ucraini che già da tempo sono soggetti a decreto governativo che sospende la validità dei contratti di lavoro e nega i diritti sindacali.
Situazione che oggettivamente faciliterà il dialogo, anche a distanza, tra gli operai delle due parti.

RSM, Movimento Socialista Russo, dà un’idea della situazione generale in Russia con il seguente comunicato del 6 luglio:
«Nuove restrizioni sugli eventi pubblici.
Prima che avessimo il tempo di riprenderci dopo le restrizioni del “coronavirus”, la Duma di Stato ha deciso di limitare ancora di più la procedura per lo svolgimento di eventi di massa. Anche se sembrerebbe che non ci sia nessun altro posto dove andare. L’articolo “Dadi” è diventato uno degli strumenti più utilizzati di repressione statale contro gli attivisti. Ricordiamo che ora stanno cercando di buttare dietro le sbarre il leader sindacale Kirill Ukraintsev (sindacalista dei riders – ndt).
Oggi la legge è stata modificata e non è più possibile tenere comizi vicino a scuole, ospedali e agenzie governative. Ovviamente, questi cambiamenti aumenteranno il numero di potenziali violazioni e permetteranno al volano della repressione di girare ancora di più. Quanto al divieto di manifestazioni nei pressi degli edifici governativi, questo non solo introduce nuove restrizioni e crea ulteriori rischi per i partecipanti, ma priva anche di significato l’evento. Difficile gridare alla “gente del governo” essendo alla periferia della città, dove non ci sono certo edifici amministrativi.
RSM si oppone costantemente alla distruzione dei diritti e delle libertà democratiche. L’attuazione di un programma socialista è fuori questione quando qualsiasi forma di attività politica è vietata o estremamente limitata».
M. B.

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