LA SICCITÀ NELLE BUSTE PAGA

L’inflazione è al 8,3%, non si ferma e colpisce maggiormente i beni che consumano gli operai. La fantastica soluzione partorita dalle menti dei padroni e accettata da tutti, è il cuneo fiscale. Confindustria ne calcola lo strepitoso aumento: ben 15-20 euro/mese!
Condividi:

L’inflazione è al 8,3%, non si ferma e colpisce maggiormente i beni che consumano gli operai. La fantastica soluzione partorita dalle menti dei padroni e accettata da tutti, è il cuneo fiscale. Confindustria ne calcola lo strepitoso aumento: ben 15-20 euro/mese!


 

Caro Operai Contro, con l’inflazione ufficiale arrivata all’8%, (8,3% per il carrello della spesa) i provvedimenti per contrastare la siccità nelle buste paga, sono fermi all’una tantum di 200 euro lordi per salari fino ai 35 mila euro lordi annui.
Sulle famiglie operaie, dato i bassi salari, l’inflazione colpisce più gravemente che su quelle agiate e ricche. Esempio, per le famiglie più disagiate i prezzi avevano fatto un balzo, passando da più 4,7% del quarto trimestre 2021 a più 8,3% del primo trimestre 2022. Nello stesso periodo per le famiglie ricche questo rapporto è passato da più 3,1% a più 4,9%. Ossia sulle famiglie ricche l’inflazione è pesata di 3,4 punti in meno di quelle disagiate e povere. (L.L. Sabbadini, Istat).
Bonomi/Confindustria per conto dei padroni avanza una provocatoria proposta, ben lungi dal fare uscire i salari dal pantano. Ecco quanto sarebbe l’aumento netto mensile in busta paga per 13 mensilità, secondo il calcolo del centro studi di Confindustria, con la sua proposta di taglio del cuneo fiscale:
Salario lordo di 35 mila euro l’anno, avrebbe un aumento mensile netto di 27 euro.
Salario lordo di 30 mila euro l’anno, avrebbe un aumento mensile netto di 23 euro.
Salario lordo di 25 mila euro l’anno, avrebbe un aumento mensile netto di 19 euro.
Salario lordo di 20 mila euro l’anno, avrebbe un aumento mensile netto di 15 euro.
Salario lordo di 15 mila euro l’anno, avrebbe un aumento mensile netto di 11 euro.
Salario lordo di 12 mila euro l’anno, avrebbe un aumento mensile netto di 9 euro.
Salario lordo di 7,5 mila euro l’anno, avrebbe un aumento mensile netto di 6 euro.
Confindustria e i padroni in Italia, con tanto di filo spinato sullo stomaco, non si vergognano di questi salari, nè di proporre miserabili aumenti da affamatori, ben sapendo che quattro soldi non bastano lontanamente a tener testa all’aggressività dell’inflazione degli ultimi mesi, per lo più in crescendo dalla fine del 2020: 18 mesi a rincorrere il carovita.
La Cgil, con il suo segretario Landini, riconosce che servirebbero almeno 200 euro al mese in più in busta paga, ma non parla di mobilitazioni operaie per sostenere la richiesta. Sceglie ancora di mediare con gli altri confederali, per andare da Draghi col cappello in mano.
Anche di ripristinare la scala mobile non se ne parla. Eppure (se ve ne fosse ancora bisogno) uno studio della Banca d’Italia (Pirrotta e Zen) conferma che: “nel periodo tra il 1972 e il 1982, l’effetto della scala mobile aumentò la quota di reddito da lavoro percepito del 60% dei lavoratori dipendenti più poveri, mentre la quota che andava nelle tasche del 20% più ricco si ridusse”.
Il governo Draghi con i suoi ministri è al lavoro per presentare una narrazione ridimensionata dei salari da fame e del numero dei suoi percettori. Secondo la relazione del “Gruppo di lavoro sugli interventi e le misure di contrasto alla povertà lavorativa in Italia”, istituito dal ministro del lavoro Orlando, gli operai e i lavoratori che “nei maggior comparti lavorativi “ in Italia lavorano sotto i 9 euro l’ora sarebbero il 29,7% di tutti i lavoratori dipendenti. Quindi su quasi 18 milioni di lavoratori dipendenti sarebbero 5.300.000. Ma l’Inps che non considera solo “i maggior comparti lavorativi” ha rilevato che a lavorare in Italia con salari sotto i 9 euro, sono ben 10.792.000 operai e lavoratori. Un po’ più del doppio: non il 29,7% bensì il 60% di tutti i lavoratori dipendenti. (Beninteso escluso il lavoro irregolare).
Mentre in Germania portano il salario minimo legale a 12 euro l’ora, in Italia padroni e governo hanno schiacciato i salari al punto che il 60% dei lavoratori dipendenti, non arriva a 9 euro l’ora.
Solo reagendo collettivamente alla nuova schiavitù, gli operai possono organizzarsi e lottare per i propri interessi, facendo i conti con i detrattori presenti nel sindacato, nei partiti in Parlamento, nel governo dei padroni.
Saluti Oxervator.

Condividi:

Facebook Comments

Comments Closed

Comments are closed. You will not be able to post a comment in this post.