RIDER

Morto ieri, 21 febbraio, a Genova dopo due giorni d'ospedale un rider di 19 anni, si è schiantato contro un muro lavorando. La morte per il profitto non risparmia nessuno, operai, rider e studenti.  In questa situazione la protesta a Torino della gioventù di Sabato 19 contro la Confindustria è stato solo un piccolissimo anticipo
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Morto ieri, 21 febbraio, a Genova dopo due giorni d’ospedale un rider di 19 anni, si è schiantato contro un muro lavorando. La morte per il profitto non risparmia nessuno, operai, rider e studenti.  In questa situazione la protesta a Torino della gioventù di Sabato 19 contro la Confindustria è stato solo un piccolissimo anticipo.


Caro Operai Contro, in una città come Milano con i Rider (ciclofattorini) passati dai 3 mila del 2019 ai circa 7 mila di oggi, sono aumentati molto anche il numero degli infortuni sul lavoro. Nel 2021 in città alle piattaforme digitale per la consegna già esistenti, Glovo, Deliveroo, UberEats e Just Eat, se ne sono aggiunte altre 2: Getir e Gorillas.
7 Rider ogni giorno vengono investiti a Milano, sulla bicicletta o sul monopattino, la maggior parte di loro ha tra i 26 e i 40 anni. I feriti gravi registrati dal 118 come codice rosso sono cresciuti del 133%, molto di più del 43% dei meno gravi nei codici gialli e del 26% di quelli verdi.
Dopo scioperi, mobilitazioni e alcune sentenze legali che hanno riconosciuto la natura subordinata delle prestazione lavorativa dei Rider, i negrieri di alcune piattaforme si ostinano a considerare i Rider come lavoratori autonomi, ma pur continuando a pagarli a cottimo, in base alle consegne fatte nel minor tempo possibile, hanno dovuto riconoscere loro, una integrazione al salario miserabile, la dotazione di dispositivi di protezione individuale, casco antipioggia, guanti, mascherine, ecc. Una assicurazione contro gli infortuni e per danni a terzi.
Il patatrac è sempre in agguato dovendo consegnare in fretta a domicilio, muovendosi nel traffico tra marciapiedi, auto in sosta e doppie file, rotaie, piste ciclabili e ciclopedonabili, precedenze, sensi vietati, pavè, semafori e strisce pedonali.
A dicembre 2021 l’Unione europea ha emanato una direttiva che concede a tutti i paesi membri, 2 anni di tempo per dotarsi di un apposita normativa, perché i Rider siano riconosciuti e assunti come lavoratori dipendenti, (non necessariamente a tempo indeterminato) acquisendo il salario e gli aspetti normativi del Ccnl entro il quale verranno collocati.
I parlamentari europei se la prendono comoda, 2 anni di tempo per mettere in regola i Rider, tanto loro sono al caldo sugli scranni strapagati, mentre i Rider con qualsiasi clima, tutti i giorni rischiano la vita sulla strada, per un salario da fame.
Visto che ci sono 2 anni di tempo, se la prende comoda il governo Draghi nel recepire la direttiva europea, che non l’ha neanche inserita nella sua agenda, piena di impegni nel distribuire la torta del Pnrr a padroni e banchieri, e per smorzare lo scandalo delle truffe sui bonus, in modo che costruttori e truffatori non vengano infastiditi dalle indagini.
Le 2 piattaforme Getir e Gorillas arrivate a Milano nel 2021, ancora a seguito di pressioni e scioperi dei Rider, sono state costrette ad assumerli come lavoratori dipendenti, nel contratto nazionale del terziario. Ma è rimasto il trucco del salario a cottimo, con una paga di 10 euro per ora lavorata. Se in un’ora arriva solo una consegna il cui tempo stimato è di 30 minuti, la retribuzione oraria diventa di 5 euro. Un cottimo maldestramente camuffato, senza una reale paga oraria fissa.
Diversamente la piattaforma Just Eat nel marzo 2021, 9 mesi prima della direttiva europea, ha stipulato con i sindacati confederali e associazioni della rete “Rider x i diritti”, un accordo per l’assunzione poi avvenuta, dei suoi 4 mila Rider (in Italia), inquadrandoli a tempo indeterminato e con diversi regimi di orari part time, nel contratto nazionale Logistica, Trasporti, Merci e Spedizioni.
Un accordo che non recide totalmente il cottimo, rimane nel pantano dei salari da fame, stabilendo una paga base fissa, a prescindere dal numero delle consegne effettuate. Una paga base iniziale di 8,50 euro l’ora, più 25 centesimi per ogni consegna, in media 2 consegne in 60 minuti. Un “premio” che raddoppierebbe per chi superasse 250 consegne mensili. Più un rimborso spese per i Rider che useranno un proprio mezzo: 6 centesimi di euro per ogni km, 15 nel caso invece di bici o monopattino usassero scooter o moto propria.
Questo contratto dei dipendenti Just Eat riconosce loro, le coperture Inps e Inail, e gli istituti del Ccnl Logistica Trasporti, Merci e Spedizioni: TFR, malattia e infortunio, maternità, ferie, orario di lavoro minimo garantito, maggiorazioni per lavoro straordinario. Ma è ancora poca cosa, in generale le condizioni di lavoro dei Rider rimangono pesanti, pericolose e con salari miserabili.
Se questa è la situazione a Milano, non è tanto diversa altrove. Numericamente come a Milano anche in tutta Italia i Rider sono più che raddoppiati, passando dai 695 mila del 2018, a 1,5 milioni di oggi. Nella Ue arrivano a 5,5 milioni di operai, fattorini in bicicletta in lotta per superare i “lavoretti occasionali”, nella grande giungla del lavoro precario, che da troppo tempo sta svuotando i contratti collettivi nazionali.
Saluti Oxervator.

https://www.primocanale.it/cronaca/4688-incidente-rivarolo-vittima-giovane-rider.html

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