GUERRA FREDDA O SCENEGGIATA?

Stellantis Pomigliano, una settimana di fuoco fra comandate e marce indietro, sindacalisti bidelli e dure dichiarazioni di facciata.
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Stellantis Pomigliano, una settimana di fuoco fra comandate e marce indietro, sindacalisti bidelli e dure dichiarazioni di facciata.


Ormai come succede da diversi mesi, il calendario lavorativo alla Stellantis di Pomigliano d’Arco è quotidiano e così sabato 12 febbraio veniamo avvisati che “lunedì 14 non si lavorerà per mancanza di componenti elettronici”. Veniamo avvisati il 14, che l’attività lavorativa riprende regolarmente il giorno dopo ovvero martedì 15.
A quanto pare, nell’incontro di San Valentino tra le due parti innamorate azienda e sindacati firmatari, questi ultimi ricevono la notizia che l’azienda intende recuperare la giornata di fermo il sabato successivo. Da qui scenari di guerra fredda tra le parti che costringe i bidelli (sindacati firmatari) a fare un comunicato dove annunciano di non aver firmato l’esame congiunto per i recuperi produttivi per l’incertezza lavorativa. Un fatto direi anche giusto se non fosse che ormai di credibilità non ne hanno più e quindi, noi tutti, non abbiamo mai creduto a questa “guerra” tra i due piccioncini. Il giorno dopo però, di sera, l’azienda per la prima volta nella storia invece di scrivere un comunicato per i suoi bidelli, lo scrive per sé stessa e comunica attraverso l’affissione nelle bacheche sindacali, che sabato 19 si sarebbe effettuata una giornata di recupero (del 14) su entrambi i turni. La cosa inizia a farsi interessante. Mentre da un lato la Fiom annunciava per il venerdì un’assemblea retribuita di un ora, i bidelli convocavano d’urgenza il consiglio delle RSA “pronti a mettere in campo tutte le iniziative di legge e di contratto”. Da contratto, dove può praticamente fare quello che vuole ed è lo stesso che loro hanno sottoscritto, l’azienda deve comunicare 4 giorni prima che ha intenzione di recuperare la giornata di fermo. Per tanto non ci sembra che abbia fatto nulla di sbagliato applicando il suo contratto. La risposta dei bidelli non si fa attendere e attraverso un comunicato lanciano un ultimatum all’azienda, ovvero di convocarli per la mattina successiva (il 17) e soprattutto la minacciano di intraprendere azioni di conflitto (ahahahah) se non ritira la decisione del sabato di recupero. Su “azione di conflitto” casca il castello di sabbia soffiato via dal finto vento della guerra fredda facendo definitivamente spazio alla sceneggiata napoletana di bassissimo livello che, proprio nella festa degli innamorati, le due parti hanno montato ad hoc. Il giorno dopo in fabbrica, considerando la mancanza di materiale in tutte le altre fabbriche del gruppo, ancora prima di questo tavolo d’incontro, forse per il caffè più che altro, girava voce che non si sarebbe lavorato sabato 19. Detto fatto, ci viene comunicato dai bidelli, che non ci sarà nessun sabato di recupero.
Il giorno dopo assemblea della Fiom e forse, o perché di una sola ora e in un luogo lontano dai posti di lavoro; o forse perché anche in questo caso parliamo di una credibilità che viene sempre meno; o forse per entrambi i motivi, sta di fatto che non è stata molto partecipata. I soliti bla bla bla bla, fanno spazio all’unica nota di rilievo: “non consentiremo i sabati di recupero se l’incertezza lavorativa sarà sempre la stessa”. Questa dichiarazione è stata semplicemente la ciliegina sulla torta dei sospetti che la maggior parte di noi lavoratori, durante questa settimana di sceneggiata di basso livello, abbiamo avuto, ovvero che l’azienda sta pensando in realtà, ad aumentare i turni, passando ai 12 turni settimanali, altro che sabato di recupero.
La sceneggiata del recupero è servita solo per far belli i sindacati firmatari e non; ma forse i bidelli, dalla finta rivoluzionaria, proprio non hanno capito che ormai i lavoratori li hanno smascherati da tempo e che di credibilità non ne hanno più.
Verrà molto presto il giorno in cui le coscienze saranno sveglie, accelerate proprio dal vostro disinteresse per i lavoratori, ed i primi calci nel sedere, saranno proprio per voi.
PILONE, operaio Stellantis Pomigliano D’Arco

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