KENYA, 6000 OPERAI DELLA “DEL MONTE” SONO IN SCIOPERO

9 Gennaio 2022, da tre giorni gli operai della multinazionale sono fermi ad oltranza. E’ la risposta al salario che li riduce a mendicanti, al precariato, ai licenziamenti discriminatori. Dove siamo? A Taranto? A Boston? A Nairobi. Siamo una classe internazionale.
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9 Gennaio 2022, da tre giorni gli operai della multinazionale sono fermi ad oltranza. E’ la risposta al salario che li riduce a mendicanti, al precariato, ai licenziamenti discriminatori. Dove siamo? A Taranto? A Boston? A Nairobi. Siamo una classe internazionale.


Da KBC (Kenyan Broad Casting, televisione nazionale del Kenia) del 6 gennaio 2022

Kenya, 6000 operai della Del Monte incrociano le braccia per le condizioni disumane di lavoro!

Per il secondo giorno consecutivo, oltre seimila operai della Società Multinazionale di Lavorazione Frutta Del Monte hanno paralizzato le operazioni contro condizioni di lavoro disumane, licenziamento irregolare delle rappresentanze sindacali, scarsa retribuzione e politiche occupazionali illecite. Gli operai furiosi hanno accusato l’azienda di aver violato il Contratto di Contrattazione Collettiva che l’azienda ha firmato con loro sostenendo così le pratiche scorrette del lavoro. Guidati da Edwin Andala, gli operai hanno accusato il padrone Del Monte di aver facilitato il cambiamento dei sistemi occupazionali dal diretto al subappalto, una mossa che secondo loro ha provocato precarietà del lavoro, processi occupazionali distorti e ritardato passaggi di categoria. Gli operai hanno dichiarato di continuare lo sciopero fino a quando l’azienda non avrà affrontato le loro richieste, hanno affermato che l’azienda li ha pagati male al punto che la maggior parte di loro non può più adempiere ai propri bisogni primari come il pagamento dell’affitto e l’acquisto di cibo.
Gli operai, inoltre, hanno accusato la gerarchia aziendale di aver violato i diritti degli operai.
I dipendenti furiosi hanno affermato che Del Monte, rispetto ad altre società internazionali, li ha sottopagati, trasformandoli in mendicanti. Oltre ad alcuni alti dirigenti che chiedono tangenti e altri favori per far mantenere agli operai il lavoro, gli operai si sono ulteriormente rammaricati del fatto che alcuni di loro lavorano da oltre 20 anni in azienda, ma non siano mai stati passati da dipendenti occasionali a dipendenti a tempo indeterminato. Una situazione che potrebbe portarli in pensione con zero benefici.
I funzionari del sindacato Kenya Plantation and Agri cultural Workers Union (KPAWU) solo in seguito sono stati costretti ad unirsi agli operai arrabbiati, chiedendo un ambiente di lavoro migliore e la fine del licenziamento irregolare dei rappresentanti operai che si sono mobilitati per i diritti dei loro colleghi.
In una rapida replica, l’amministratore delegato dell’azienda Stergios Gkaliamoutsas ha affermato che i dipendenti erano in sciopero illegale senza preavviso, confutando ulteriormente le affermazioni secondo cui Dal Monte aveva subappaltato una determinata attività agricola senza comunicazione.
Gkaliamoutsas ha dichiarato che da allora la direzione ha tenuto un incontro con i rappresentanti sindacali eletti dai dipendenti della KPAWU e ha chiarito loro che il contratto in questione, che dovrebbe iniziare il 10 gennaio 2022, non riguarderà alcun dipendente membro del sindacato e che nessun posto di lavoro andrà perso a causa di questa esternalizzazione prevista.
“Il fabbisogno di manodopera del 2022 è aumentato rispetto al 2021 e come tale siamo stati costretti a esternalizzare temporaneamente manodopera aggiuntiva tramite contratto, a copertura del lavoro aggiuntivo. Secondo lo stato attuale delle cose, prevediamo che tutti gli attuali operai a contratto permanente e precario saranno completamente occupati durante l’anno”, ha affermato Gkaliamoutsas in una nota. Lo sciopero continua.
A cura di M. C.

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