SULLO SCIOPERO DEL 16 DICEMBRE 2021

Operai, l'occasione è buona, fermiamo ogni attività, dimostriamo a Draghi e soci quanto vale la nostra forza
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Per quali ragioni CGIL e UIL hanno proclamato lo sciopero generale? Avanti con le analisi ed ognuno dica la sua.
Per salvare il proprio ruolo di interlocutori dei capi sindacali? Può essere verosimile.
Per la pressione degli organizzati che vedono peggiorare le loro condizioni sul lavoro? C’è anche questo.
Per la paura di perdere iscritti e quote, visto che ovunque firmano accordi di svendita, sottostando a qualunque scelta aziendale pur di difendere dei loro privilegi? E’ assolutamente vero.
Ma quello che conta ora è che lo sciopero generale di otto ore è stato proclamato.

Ognuno ne darà il significato che più gli aggrada, tanto il ceto politico-sindacale è abituato a giudicare queste iniziative per come si presentano in superficie, per le bandiere che si agitano e i lunghi elenchi della spesa che rivendicano.
Lo sciopero è altro e lo hanno intuito per primi i padroni e i loro rappresentanti. Una giornata di produzione persa vale per gli “imprenditori” molto più di quanto possano perderci di salario gli operai. Fermare volontariamente la produzione per protestare assume un significato in se che vale molto di più dei giochi sindacali dei capi delle confederazioni. Per questa ragione tutti i portaborse degli industriali si sono scatenati ad attaccare la proclamazione dello sciopero mentre si tenta con i lacci delle norme antisciopero di renderlo meno generale possibile.
E’ anche vero che gli stessi proclamatori dello sciopero vogliono usarlo come mero strumento propagandistico, come manifestazione superficiale della loro forza contrattuale nelle sedi ministeriali, non sia mai come manifestazione della necessità di colpire il padrone nella produzione per costringerlo a fare concessioni, o per spingere gli industriali colpiti nelle loro fabbriche a fare pressione sul governo per alleggerire la pressione salariale con manovre fiscali.
La CISL, che rappresentando gli strati impiegatizi del lavoro dipendente è sensibile al danno che lo sciopero può produrre alle imprese e cioè agli azionisti e manager, fa subito ed ufficialmente dichiarazione di crumiraggio. Non parteciperà allo sciopero legittimando il crumiraggio di tanti impiegati e mettendo in difficoltà gli operai che li seguono, i quali dovranno decidere se stare con lo sciopero o entrare a lavorare.

Sotto tutte le discussioni sullo sciopero generale, spogliandolo del significato generale e generico che gli si vuol attribuire, c’è il braccio di ferro che quel giorno si svolgerà in ogni luogo di lavoro. Ed ancora una volta si vedrà se prevarrà la necessità di colpire il padrone nei suoi interessi, per difendere i nostri calpestati in ogni ambito, o se la discussione sovrastrutturale su significato di questo sciopero coprirà l’opportunismo di chi ritiene che la lotta non serva.

Con la proclamazione dello sciopero generale è data la possibilità, non voluta da quelli che l’hanno messa in moto, di scendere in campo degli operai e degli strati bassi del lavoro dipendente tutt’insieme. Si può sfruttare l’occasione per rimettere in piedi una reazione collettiva degli operai e conviene approfittarne. Certo è che un ruolo centrale l’abbiano gli operai e i lavoratori più combattivi, non la maggioranza delle RSU talmente compromesse da non riuscire più a rappresentare un’avanguardia sindacalmente credibile.
Certo è che gli attivisti dei sindacati di base potrebbero svolgere un lavoro di riuscita dello sciopero se abbandonassero la mentalità di bandiera, dimostrerebbero così che quello che a loro interessa veramente è la lotta contro i padroni e il governo Draghi dell’oligarchia finanziaria. Il problema di ogni sciopero non è chi lo proclama, ma quanta forza è capace di mettere in campo. E la forza collettiva di chi è schiacciato dallo sfruttamento può trovare il 16 dicembre la possibilità di manifestarsi.
PARTITO OPERAIO

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