SGRAVI IRPEF: AGLI OPERAI NEMMENO LE BRICIOLE

Nella manovra sul fisco, per milioni di operai, lavoratori e pensionati poveri non c’è un centesimo. Dopo i 40 mila euro iniziano gli sconti più consistenti. Tentano di comprarsi il sostegno di una piccola borghesia impiegatizia e di dipendenti medio alti della pubblica amministrazione, gli operai devono accontentarsi dei bassi salari e sgobbare in silenzio.
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Nella manovra sul fisco, per milioni di operai, lavoratori e pensionati poveri non c’è un centesimo. Dopo i 40 mila euro iniziano gli sconti più consistenti. Tentano di comprarsi il sostegno di una piccola borghesia impiegatizia e di dipendenti medio alti della pubblica amministrazione, gli operai devono accontentarsi dei bassi salari e sgobbare in silenzio.


Caro Operai Contro, la parola definitiva la dirà il governo, ma l’impronta del tanto sbandierato taglio del cuneo fiscale è segnata. A trarne vantaggio sono le fasce di reddito alto: 40 mila, 50 mila e 60 mila euro annui, (ben oltre il salario operaio) con sgravi fiscali che porteranno nelle loro buste paga al netto annuo, rispettivamente, 620 euro, 920 euro, 570 euro.
Rimane l’incognita delle detrazioni ancora indefinite, potrebbero portare cambiamenti, ma a parte l’entità, vista la strada imboccata dal governo Draghi, non è detto che siano a favore dei salari, delle pensioni, della fascia delle basse retribuzioni.
Tutti i partiti di governo sono soddisfatti per l’accordo raggiunto con il Mef (Ministero economia e finanze). Le aliquote Irpef vengono così modificate: invariata quella del 23% fino a 15 mila euro; tra i 15 mila e 28 mila euro scende dal 27% al 25%; tra 28 mila e 50 mila euro scende dal 38% al 35%; oltre i 50 mila viene eliminata quella del 41% e si passa direttamente al 43%.
Così cambiate e ridotte da 5 a 4, le nuove aliquote produrranno dal primo gennaio 2022, sgravi fiscali nelle buste paga corrispondenti ad aumenti tanto più sfacciati perché vanno a retribuzioni già alte.
Invece per 30 milioni di persone della fasce più povere, fra operai, lavoratori, pensionati fino 15 mila euro lordi annui (1.250 lordi mensili) non cambia niente. Pd e Fi soddisfatti dichiarano: “Accolte le nostre proposte sul fisco. Saranno aiutate le famiglie in difficoltà”. Che coraggio!
La propaganda del governo sostenuta dai telegiornali, per la quale il taglio delle tasse nella busta paga avrebbe alzato i bassi salari, si è rivelata una solenne presa in giro. Anche i 5 stelle al governo sono pienamente colpevoli di questo. Per dirla con il loro fondatore Grillo, quando calcava le scene teatrali: “ce l’avete messo nel cuneo fiscale”!
Fino a 19 mila euro annui (1.580 lordi mensili) ci sarà un elemosina in busta paga di 6 (sei) euro al mese.
Il responsabile economico del Pd Misani, gongolante non si trattiene dalla gioia, perché i redditi di 40 mila euro annui, pari a 3.300 lordi mensili, ben al di sopra dei salari operai, incasseranno in più 620 euro l’anno.
Le “fasce particolarmente bisognose”, con redditi dai 40 mila euro, ai 60 mila euro all’anno, dovranno accontentarsi, come detto sopra, di aumenti annui rispettivamente di: 620 euro, 920 euro, 570 euro in più all’anno.
La fascia dei 50 mila euro con 920 euro in più all’anno è la più “gratificata”, perché tra le fasce alte è molto affollata, e i partiti di governo si aspettano un ritorno nutrito di voti.
La caccia al consenso degli elettori non si ferma ai 7 miliardi di euro di sgravio fiscale, che dal primo gennaio 2022 andranno alle fasce alte dei lavoratori dipendenti. C’è anche un miliardo di euro per il taglio dell’Irap (l’Imposta regionale sulle attività produttive). L’Irap quindi, sempre con il primo gennaio del prossimo anno, verrà cancellata per un milione (circa la metà del totale) di ditte individuali, partite Iva, start – up, ed enti non commerciali.
Così può gongolare anche Salvini: “Via l’Irap per le persone fisiche. La Lega è al governo per difendere famiglie (pasciute ndr) e imprese”.
Confindustria è critica vorrebbe più tasse tagliate alle aziende e con la solita furbata Bonomi dichiara anche che bisognava dare di più agli operai, sa che la pressione salariale è forte e la riduzione delle tasse sulla busta paga potrebbe alleggerirla a spese della finanza pubblica salvaguardando i profitti industriali.
Il sindacato Confederale è rimasto fuori dalla porta, aspetta di essere chiamato. E’ stato convocato dal governo per lunedì 29 novembre, un tavolo lo ha conquistato.
Saluti Oxervator

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