LA GUERRA AI POVERI

Per ridurre il reddito di cittadinanza fanno diventare un caso una piccolissima percentuale di percettori illegali. I ricchi non hanno ritegno, dall'alto dei loro redditi milionari vogliono togliere ai poveri un'elemosina di Stato.
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Per ridurre il reddito di cittadinanza fanno diventare un caso una piccolissima percentuale di percettori illegali. I ricchi non hanno ritegno, dall’alto dei loro redditi milionari vogliono togliere ai poveri un’elemosina di Stato.


 

Il reddito di cittadinanza è diventato il nemico numero uno di Confindustria e dei suoi servi diretti nel governo. Con una operazione cronometrata delle forze dell’ordine in cinque regioni del sud, vengono scoperte 4839 famiglie che si prendono il reddito di cittadinanza senza averne i requisiti.
Ognuna di queste famiglie “frega” allo Stato in media 570 euro circa al mese. 33 milioni di euro complessivi all’anno che si dividono tra gli 87.198 componenti dei suddetti nuclei familiari, per la cifra stratosferica di 380 euro ciascuno.
Di questi capifamiglia che percepiscono illegalmente il reddito, molti sono lavoratori a nero. A Giugliano, in provincia di Napoli, per esempio, 25 operai che lavoravano a nero con bassi salari percepivano il reddito di cittadinanza.
Il reddito di cittadinanza lo percepiscono 1.525.760 famiglie in Italia, anche senza tenere presente che delle 4.839 famiglie irregolari, solo pochi sono come li amano definire “delinquenti e truffatori”, la gran parte sono operai a nero e sottopagati, dove sta il dato eclatante? Dov’è il grande numero che fa gridare alla truffa, allo scandalo Confindustria, politici e gran parte della stampa? Siamo a percentuali vicine allo 0,3%, praticamente niente.
L’intento strumentale è dichiarato. D’altra parte gli “onesti” che denunciano i “furbetti del reddito” dovrebbero vivere loro, con le loro famiglie, con 570 euro al mese. Il reddito di cittadinanza è così basso che cercare di trovare altre entrate è praticamente obbligatorio. E bisogna ricordare che non tutti quelli che dovrebbero averlo in realtà lo hanno, per i mille ostacoli burocratici che la normativa prevede.
Le forze dell’ordine hanno scoperto l’acqua calda. Lo hanno fatto però in un momento preciso, quando Draghi restringeva le possibilità di accesso al reddito di cittadinanza con la manovra del governo e Confindustria, Salvini, Meloni, Renzi e altri noti onesti lavoratori, gli davano l’assist chiedendo l’eliminazione completa della misura.
Non a caso i controlli sui “furbetti” sono arrivati da 18.000 circa nel 2020 a quasi 157.000 nel 2021.
Detto per inciso, tanta determinazione nelle indagini e tanta foga nel denunciare da parte di agenti, giornalisti e politici, non la verifichiamo quando si tratta di individuare le illegalità dei ricchi. E sono illegalità miliardarie come ci dicono, per esempio, i dati sull’evasione fiscale (oltre 100 miliardi dagli ultimi dati), o sul non pagamento di contributi e assicurazioni Inail (più di un miliardo all’anno).
Contro i “furbetti” del reddito di cittadinanza invece, c’è un gioco di squadra ben organizzato dove la canea dei perbenisti dei ceti medi farà da sponda. L’intento è quello di costringere quelli che percepiscono il reddito di cittadinanza a lavorare, a qualsiasi condizione dettata dai padroni. E allora il reddito deve essere ridotto, quelli che lo percepiscono messi sotto pressione.
Con la legge di bilancio del governo già si va in questa direzione. Per quelli che percepiscono il reddito di cittadinanza:
1) Se c’è una proposta di lavoro entro 80 chilometri dalla residenza dovrà essere accettata, mentre dalla seconda, a patto che sia a tempo indeterminato, non ci sarà più alcun limite di distanza.
2) Riduzione del sussidio di 5 euro al mese dal sesto mese di percezione per redditi oltre i 300 euro, a meno che tra i componenti non ci sia un bambino con meno di 3 anni oppure un disabile grave o non autosufficiente.
3)Il 20% dell’incentivo che spetta al datore di lavoro che assume il beneficiario sarà dato all’agenzia che trova il lavoro. Ovvero il 20% dell’importo mensile del reddito per un periodo pari alla differenza tra 18 mensilità e quelle già godute, fino ad un massimo di 780 euro al mese. Se l’assunto riceveva il reddito da 10 mesi, per esempio, l’incentivo per l’azienda sarà di 6.240 euro di cui 1.248 andranno all’agenzia.
4) “I Comuni sono tenuti ad impiegare almeno un terzo dei percettori di RdC residenti”. Per semplificare la gestione, si specifica che lo svolgimento di queste attività – dalla cura del verde pubblico alla gestione dei rifiuti, all’ingresso delle scuole o sugli scuolabus – “è a titolo gratuito”.
5)Chi si vedrà proporre un part-time al 60% pagato poco più di 500 euro dovrà dire sì.

Marx nel primo libro del Capitale ci riporta la cronistoria della legislazione “sanguinaria” contro i poveri attuata ai primordi del capitalismo per costringerli a lavorare a qualsiasi condizione sotto padrone.
La moderna società capitalistica torna ai suoi albori.
Quelli senza lavoro e senza reddito, in un modo o nell’altro devono sopravvivere, e allora alcuni di loro cominciano a delinquere. Arrestati, costano ciascuno allo Stato attualmente 137 euro al giorno per sorvegliarli e rinchiuderli. Il reddito di cittadinanza doveva limitare anche questo fenomeno e questa spesa. Ora si cambia registro: bisogna costringere i poveri a lavorare a qualsiasi condizione.
F. R.

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