SI PUÒ TENTARE UN NUOVO SINDACALISMO OPERAIO

L'intervento di una delegata operaia, a nome della RSU, all'assemblea della Electrolux di Forlì, traccia una linea di difesa degli interessi comuni contro la prepotenza della direzione e le misure del governo
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L’intervento di una delegata operaia, a nome della RSU, all’assemblea della Electrolux di Forlì, traccia una linea di difesa degli interessi comuni contro la prepotenza della direzione e le misure del governo


Intervento introduttivo alle assemblee del 4 novembre 2021 tenuto da Cinzia C.

Buongiorno a tutte e tutti
Finalmente le assemblee! Non è stato facile farle, ma ci siamo riusciti.
L’intento è quello di convocare TUTTE LE ORE DI ASSEMBLEA, da qui a dicembre. Dopo questa ne sono rimaste 5 ore e un quarto.
Avremo occasione di vederci subito dopo il 16 novembre, visto che quel giorno è convocato a Mestre un Coordinamento unitario con la direzione nazionale ed è nostra intenzione fare la prossima assemblea subito dopo il coordinamento. E sarebbe gradita la presenza di coordinatori nazionali, visto, tra l’altro, che sono cambiati.
In questo nuovo mandato Rsu stiamo riuscendo a fare sintesi su alcune cose che ci accomunano.
Per questo, visto l’onore e l’onere di tenere le assemblee, parlerò per tutta la Rsu e specificherò quando, invece, è solo un mio pensiero.
Gli altri delegati ovviamente integreranno e specificheranno se necessario ciò che nella esposizione risultasse poco chiaro o opportuno precisare, ovviamente anche criticare quanto esposto se in contrasto con quanto la maggioranza della Rsu ha deciso.
Con non poca reciproca fatica, vogliamo dare un corso diverso e più trasparente a questa Rsu.
Questa è la democrazia. Ricominciamo da qui.
Questa nuova Rsu ha deciso di provare a collaborare, nel rispetto delle regole che esistono.
Lo avete potuto notare dai verbali delle riunioni, da comunicati unitari, e quant’altro abbiamo fatto e reso pubblico a tutti in questi primi, pochi mesi di mandato.
Prima di entrare sugli argomenti all’ordine del giorno, lasciatemi precisare una cosa, dopo aver letto comunicati strumentali il giorno seguente aver dovuto cancellare la prima assemblea convocata perché mancava il numero legale per prendere una decisione in Rsu.
Se le segreterie sindacali avessero voluto convocare loro le assemblee, lo potevano fare, come hanno sempre fatto tra l’altro.
Ricordiamo a tutti di averle chieste a gran voce molte volte, anche raccogliendo firme, e soprattutto dopo il referendum che ha bocciato l’ipotesi d’accordo del contratto integrativo i mesi scorsi.
Assemblee che non sono MAI state convocate né da quella precedente Rsu (che aveva al suo interno un diverso equilibrio) né dai segretari!
Per cui, senza polemiche, chiediamo ai Segretari di fare il loro lavoro seriamente e nel rispetto dell’autonomia e delle decisioni prese dalla Rsu, visto che il sindacato siamo tutti noi, ma con ruoli, responsabilità e compiti diversi e definiti.
Le strutture sindacali ai vari livelli servono anche ad aiutare e coadiuvare le Rsu.
Alcuni comunicati volutamente strumentali, contribuiscono a fare confusione e a tentare di dividere la Rsu e i lavoratori: maggior precisione e verità aiuterebbero ad alzare il rispetto del sindacato tra i lavoratori!
La composizione di questa rinnovata RSU è cambiata perché così hanno voluto i lavoratori con il loro voto (anche quello sudatissimo) e va rispettata! Ma su questo tornerò dopo…
Il primo punto all’ odg, diciamo che è un po’ superato.. perché parla del Green pass e delle procedure riguardo al Green pass qui in Electrolux.
L’abbiamo voluto mantenere perché si è aggiornato e anche perché ci sono alcune cose nella procedura Electrolux che sembrano non legittime rispetto al decreto legge.
malattia: la legge dice che tu sei assente ingiustificato e quando sei ingiustificato non hai diritto ad alcuna parte della retribuzione, ma se io ti mando un certificato di malattia, sono giustificato perché sono in malattia; se sono in 104, sono giustificato, perché sono in L.104!
Va sottolineato che l’azienda dà una interpretazione peggiorativa della legge su indicazione di Confindustria che sono i soggetti che da sempre soffrono un insano fastidio per i lavoratori, che vorrebbero più come automi che come persone portatrici di diritti e doveri e l’Electrolux in questo non è diversa.
L’azienda ha interpretato così, sarà facile che applichi questa cosa, ma sarà nostra cura tutelare ed aiutare il singolo lavoratore che vorrà impugnarla perché a nostro parere l’interpretazione dell’azienda potrebbe essere illegittima.
Sui 2gg di preavviso: la legge parla di avvisare l’azienda con congruo anticipo per motivi SPECIFICI e non GENERICI. Hai l’obbligo di informare per motivi organizzativi specifici, vuol dire che devi dire se ritieni di venire a lavorare nei giorni successivi al tampone, solo se c’è un motivo specifico e non sempre e in qualunque caso, perché quelli sono i motivi generici (il normale turno produttivo). Anche qui l’azienda ha interpretato a suo piacimento la legge, peggiorandola a danno dei lavoratori
L’azienda sbaglia a non organizzare i tamponi all’interno dello stabilimento, e lo fa perché non vuole, non perché non può. Noi abbiamo chiesto, detto e scritto più volte, come RSU e come RLS che quella è la soluzione da adottare. Come per ogni DPI (Dispositivo di Protezione Individuale) il tampone deve essere a carico delle aziende. Anche Cgil Cisl Uil hanno detto che in assenza dell’obbligo vaccinale e in presenza di tamponi questi devono essere a carico delle imprese. Ma a fronte del NO che gli è stato risposto, c’è stato il silenzio e questo dire ma non agire produce un serio problema di credibilità nel sindacato tutto, che ricade anche sulle RSU.
Veniamo ora al secondo punto all’ordine del giorno: i problemi interni allo stabilimento.
Innanzitutto dovete sapere che questa azienda sta facendo di tutto per impedire il dialogo e il confronto tra la Rsu e l’azienda stessa.
Ad oggi abbiamo fatto tante richieste di riunioni a cui non è stata data risposta!
Richieste per parlare del Green Pass, richieste per un confronto sulla App Azzurra – calata improvvisamente dall’alto – richieste per avere informazione sui volumi produttivi e sulla scadenza delle assunzioni, e tante altre…
Questa azienda non informa e non si confronta con i lavoratori.
Questa nuova Rsu, eletta democraticamente dai lavoratori, è apparentemente “non gradita” alla direzione aziendale tanto che la stessa azienda ha deciso di violare il suo stesso accordo sulle relazioni e sul codice etico.
Anche attraverso le commissioni tecniche l’azienda fa ostruzionismo. Noi ci siamo presentati alla prima riunione di Cotepa con uno spirito collaborativo e funzionale, dove i tecnici in particolare sono d’accordo, ma poi viene tutto cassato da un “cappello politico” che secondo il testo unico Electrolux, nulla dovrebbe centrare!
Abbiamo fatto più volte presente questa grave situazione di comportamento anti-sindacale dell’azienda ai segretari anche nazionali, ma sembra che abbiano altro da fare, perché non rispondono.
Porteremo questa situazione all’attenzione anche del tavolo nazionale, il 16 novembre, vediamo se ci rispondono lì, sia azienda che sindacato: torneremo in assemblea anche per informarvi su se e cosa hanno risposto ed eventualmente decidere tutti insieme le azioni da mettere in campo per contrastare questa pratica che sembra aver assunto la direzione nei confronti di questa nuova Rsu che, evidentemente, non è di suo gradimento!
Invece di far votare i lavoratori l’azienda evidentemente vorrebbe scegliersi lei direttamente chi poi deve rappresentare nelle riunioni i nostri interessi. Furbi non c’è che dire.
Ma questa è la RSU che hanno voluto i lavoratori e Callierotti se la deve fare piacere, in un modo o nell’altro!
Concludo e vi lascio la parola per aprire il dibattito, mi tengo solo due o tre minuti per informarvi di una cosa e spiegarvi il mio pensiero su questioni importanti e generali, pensiero che è mio, perché ancora non c’è stato modo di confrontarci in Rsu su queste cose:
La prima è che come RLS i giorni scorsi abbiamo ricevuto una comunicazione dell’Asl, la notifica di un verbale di contravvenzione e prescrizione, che spiega che è in atto una procedura penale nei confronti dell’azienda, ovviamente è citato il datore di lavoro dr. Cesare Scaioli, in qualità di responsabile legale dell’impresa. Prescrizioni, cioè degli interventi che l’azienda DEVE compiere entro una certa data per eliminare il rischio, pena il proseguimento del procedimento penale.
Il verbale richiama al rischio su agenti chimici pericolosi per lavorazioni svolte nelle linee di puntatura e saldatura della lamiera stampata (Sares e Sputnik).
Se l’azienda eliminerà il rischio – dice il verbale – potrà estinguere il reato, pagando una ammenda e ponendo termine al procedimento penale. L’Asl verificherà alla scadenza se l’azienda ha osservato le prescrizioni.
Se l’azienda compirà nuovamente un simile reato entro 5 anni da queste violazioni in materia di salute e sicurezza, l’Asl potrà adottare nei confronti della ditta provvedimenti di sospensione di attività.
Io credo che bisogna cominciare come delegati a dire che il Paese sta attraversando un momento delicatissimo, dove tutto è scaricato sui ceti più deboli, sulla classe lavoratrice. Il problema del caro vita sta emergendo, nei prossimi mesi avremo bollette che andranno alle stelle, per il rincaro del gasolio e dell’energia elettrica. Non è più possibile andare avanti così, ci vogliono delle azioni concrete e Governo e sindacati DEVONO DARE RISPOSTE. Negli anni ’90 si affrontò il problema del caro vita inserendo soldi in busta paga come compensazione. I nostri stipendi sono tra i più bassi in tutta Europa! Vanno trovate soluzioni subito, prima che la crisi sia irrecuperabile.
Così come va ricacciata indietro al governo questa proposta di quota 102 e quota 104, che di fatto impedisce a chi non raggiunge l’età anagrafica di 64 anni, di lasciare prima del raggiungimento della quota limite contributiva, oggi fissata a 42 anni e 10 mesi ma che è destinata a crescere anch’essa. Vorremmo andare in pensioni da vivi!
Ma questo governo ha anche deciso di tagliare le tasse sui redditi per i redditi da 30 mila euro/anno in su. Chi guadagna 80.000 euro vedrà una riduzione della tassazione di 1000 euro chi ha un reddito inferiore a 30.000 euro non avrà nessun taglio di tasse. E questo mentre il costo della vita sta schizzando verso l’alto, ad esempio il metano da riscaldamento è raddoppiato, certo, in modo uguale per tutti, ma chiaramente ha un peso maggiore sulle buste paga più basse ed in particolare le buste paga dei tanti precari che anche qui da noi sono trattati peggio anche economicamente degli altri, lavorano come tutti gli altri se non di più e sono inquadrati a livelli più bassi, che vuol dire pagati meno.
Cosa siamo noi disposti a fare per impedire e per contrastare queste misure?
Bene il pacchetto di 8 ore di sciopero che ha messo in campo la Fiom… ma siamo nettamente in ritardo con i tempi, stanno avvenendo troppe cose pesanti ed ingiuste sulle nostre teste, Cgil Cisl e Uil cosa fanno?? Non perdiamo più tempo: bisogna dichiarare lo SCIOPERO GENERALE. Ma non basta una lotta un giorno ed estemporanea! Pare ormai chiaro che serve un cambio radicale di rotta a partire dal sindacato che rappresenta i lavoratori o dovrebbe rappresentarli, perchè quando dicono che l’Italia è unico paese in Europa dove sui salari, il potere d’acquisto, è diminuiti (-2%), mentre in tutti gli altri paesi è cresciuto, una domanda tutto il sindacato se la deve fare. Se siamo il paese con il più alto tasso di precarietà in Europa una domanda il sindacato se la deve fare e se siamo il paese con la legge pensionistica più sfavorevole ai lavoratori (67 anni d’età in ulteriore peggioramento fino a 70 anni, vedi legge Fornero) senza che su questi temi vi sia stato o vi siano un adeguato livello di lotte e contrasto, un problema serio c’è!
Questo Governo è la mano destra degli estremisti del profitto: la Confindustria. Questo Governo è contro le lavoratrici e i lavoratori, contro i ceti deboli! Non c’è nessuno al governo che pensi agli interessi degli operai!! Serve quindi un sindacato coraggioso e che organizzi i lavoratori a contrastare la riforma delle pensioni, il caro vita, le discriminazioni. Non ci serve un sindacato subalterno al Governo, ci serve un sindacato che riprenda le lotte dal basso, per recuperare i diritti e la dignità.

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