ELECTROLUX E’ INUTILE TRUCCARE LE CARTE, HANNO VINTO I NO

L'accordo sull'integrativo firmato dai capi di FIOM FIM ed UILM è stato bocciato a larga maggioranza. I signori pensavano di poter imporre un accordo contro la volontà e le critiche dei delegati di fabbrica, gli operai li hanno clamorosamente fermati.
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L’accordo sull’integrativo firmato dai capi di FIOM FIM ed UILM è stato bocciato a larga maggioranza. I signori pensavano di poter imporre un accordo contro la volontà e le critiche dei delegati di fabbrica, gli operai li hanno clamorosamente fermati.


Nei giorni scorsi, precisamente il 14 maggio, si sono concluse le votazioni sull’ipotesi di accordo integrativo del gruppo Electrolux Spa (oltre 5.000 dipendenti in 5 stabilimenti). Il 23 aprile 2021 l’ipotesi di accordo integrativo era stato firmato dai soli sindacalisti di Fiom, Fim e Uilm esterni alla fabbrica. Nessuno dei delegati operai aveva in quell’occasione sottoscritto l’accordo con il padrone criticandone pubblicamente i contenuti economici, la parte riguardante gli straordinari esigibili e il preambolo sulle delocalizzazioni a completa discrezione del padrone.
In tutti gli stabilimenti del gruppo le delegate e i delegati degli operai hanno promosso con assemblee e altri strumenti il loro punto di vista a difesa degli interessi concreti di coloro che li hanno eletti come loro rappresentanti diretti.
Nonostante che il padrone abbia promosso una mobilitazione capillare degli impiegati e della gerarchia di fabbrica affinché andassero a votare Si all’accordo. Nonostante che i segretari nazionale e provinciale della Fim accompagnati dal capo del personale girassero tra le linee di produzione durante le votazioni. Nonostante la pressione quotidiana del sindacalismo compiacente di Fiom, Fim e Uil. Gli operai della Electrolux spa hanno respinto l’ipotesi di accordo integrativo con una inequivocabile maggioranza del 55% (si 1402 NO 1761). Un risultato che sancisce e conferma la frattura netta tra il sindacalismo compromesso di chi sta fuori dalla fabbrica e i delegati e gli operai di produzione.
Il tentativo da parte delle burocrazie sindacali di Fiom, Fim e Uilm, palesemente al servizio del padrone, di “aggiustare” il risultato “aggiungendo” il voto di Electrolux Professional non fa che confermare l’inconciliabilità tra gli interessi degli operai e quelli dei sindacalisti “firmatutto” .
La Electrolux Professional (2.000 dipendenti), infatti è una azienda diversa, con un contratto differente che ha votato per un integrativo diverso, questo tentativo serve solo a legittimare la funzione filo padronale delle dirigenze sindacali e la loro affidabilità nel piegare gli operai al profitto del padrone.
La lotta degli operai negli stabilimenti della Electrolux Spa, come quella degli operai della Piaggio di Pontedera nell’integrativo dello scorso anno, dimostra che laddove i rappresentanti degli operai non perdono il contatto con gli interessi di coloro che li hanno eletti, costituendo una forza compatta nei singoli stabilimenti, la possibilità di resistere al padrone e al sindacalismo colluso diventa concreta dopo decenni di resistenza sotterranea.
In diverse fabbriche, dove esiste un interesse operaio costituito, con delegati e dirigenti operai capaci, emerge e si diffonde la necessità di scambiarsi solidarietà, esperienze, informazioni. Si palesa ed emergono i primi segni di una coalizione operaia a cui diamo il benvenuto.
M. C.

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