AMAZON BESSEMER. HA VINTO LA PRESSIONE DEL PADRONE SU UN SINDACATO SPUTTANATO

13% SI al sindacato e 70% NO, hanno votato la metà. Sulla sconfitta non hanno solo pesato le manovre di Bezos,  ma anche quella di un sindacalismo che non garantisce agli operai un’effettiva azione di resistenza. Risolto questo problema il sindacalismo operaio si imporrà con forza.
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13% SI al sindacato e 70% NO, hanno votato la metà. Sulla sconfitta non hanno solo pesato le manovre di Bezos, ma anche quella di un sindacalismo che non garantisce agli operai un’effettiva azione di resistenza. Risolto questo problema il sindacalismo operaio si imporrà con forza.


 

Amazon il gigante della logistica e della vendita on-line è, negli USA il secondo gruppo per numero di dipendenti. Nello stabilimento del gruppo a Bessemer in Alabama si è tenuto la scorsa settimana un referendum che poteva determinare l’ingresso del sindacato in azienda.
A Bessemer lavorano 5800 persone tra operai e impiegati, a favore dell’ingresso ad Amazon del sindacato si sono espressi 738 voti, meno del 13%. Il 70,9% con 1798 voti si è espresso contro l’ingresso del sindacato. Solo il 50% degli aventi diritto si è presentato al voto. Un risultato disastroso che non può essere giustificato semplicemente dai ricatti e dalla offensiva mediatica messa in campo da J. Bezos, padrone di Amazon e dai suoi servi nei mezzi di comunicazione.
Quale padrone del resto ha mai visto di buon occhio l’ingresso di una forza sindacale che potrebbe creare l’opportunità per gli operai di confrontarsi, di riunirsi in assemblea, di sentirsi una comunità che vive le stesse condizioni concrete di schiavitù? Quale padrone rinuncerebbe ad avere operai divisi al loro interno, ricattabili e da contrapporre costantemente gli uni contro gli altri?
NESSUNO!
Negli Stati Uniti la presenza sindacale è permessa solo su base aziendale. I lavoratori di una singola azienda, quindi, possono decidere di aderire ad un sindacato solo se almeno il 30% degli aventi diritto esprime un voto favorevole. Non esistono contratti di categoria o contratti collettivi nazionali. Solo il 10,5% dei lavoratori americani sono iscritti ad un sindacato di cui solo il 6,4% sono operai del settore privato. Un drammatico calo rispetto agli anni ’50 del secolo passato,quando i lavoratori americani sindacalizzati rappresentavano il 35% dell’intera forza lavoro. Come in Europa anche in USA è nel sindacalismo filo-padronale e corrotto che è da ricercarsi la causa principale di questa situazione e del risultato del voto di Bessemer. La perdita di milioni di posti di lavoro, l’abolizione di fatto della giornata di 8 ore, senza che si organizzasse una reale e concreta opposizione ai progetti padronali. Il patteggiamento dei vertici sindacali UAW e del vertice FCA al recente processo per corruzione è la punta dell’iceberg dei rapporti che i sindacalisti compromessi hanno con i padroni. Li corrompono affinché sottomettano gli operai!

Nello stabilimento Bessemer di Amazon si lavora, come nell’industria dell’auto (Ford/Stellantis/GM ecc), 10 ore al giorno per 4 giorni(40 ore settimanali) senza retribuzione straordinaria. Thomas Eady, ex minatore da sempre sindacalizzato e operaio Amazon a Bessemer: “Il sindacato non è in grado di difenderci dal licenziamento, è solamente un intermediario tra noi e il padrone. Sono solo capaci di darsi favolosi stipendi dopo aver raccolto le nostre quote” – dichiara per giustificare il suo no all’ingresso del sindacato nello stabilimento. (Insider 09/04/2021)
M.C.

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