AMAZON LUNEDÌ 22, LA PROVA DI FORZA

Gli operai di Amazon sono chiamati ad uno sciopero generale nazionale per il 22 marzo. Sono una nuova classe operaia giovane sottoposta a modernissimi sistemi di sfruttamento ...
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Gli operai di Amazon sono chiamati ad uno sciopero generale nazionale per il 22 marzo. Sono una nuova classe operaia giovane sottoposta a modernissimi sistemi di sfruttamento, con un padrone che non vuol trattare nemmeno le condizioni contrattuali normali che regolano l’uso e il consumo degli operai alle sue dipendenze. Il sindacato che ha proclamato lo sciopero fa parte di quel sindacalismo del compromesso col padrone ad ogni costo, della concertazione, ma non può accettare che una grande industria come Amazon si muova fuori dall’ambito delle regole contrattuali socialmente funzionanti. Questo blocco sindacale ha dalla sua parte la forza organizzativa del sindacato confederale, può far arrivare ovunque l’appello allo sciopero, gestirlo capillarmente e a livello nazionale, incidere sull’opinione pubblica per produrre un qualche sostegno all’iniziativa. Punta con lo sciopero a fermare la produzione in tutto il gruppo, a conquistare uno spazio contrattuale che la direzione aziendale non è disposta a cedere. Ma a guardare più attentamente la realtà si capisce che la necessità dello sciopero non è nata nella testa di qualche burocrate sindacale, essa è una necessità che serpeggia in Amazon da mesi, che si è espressa in tanti scioperi e scontri particolari, una necessità che si è imposta alle direzioni sindacali più rappresentative ed ha condotto alla dichiarazione dello sciopero. Che lo sciopero sia maturato sotto la spinta di questa nuova classe operaia si intuisce anche solo dal fatto che i comunicati che lo indicono sono pieni di denunce delle condizioni reali di sfruttamento, i capi sindacali hanno tralasciato tutte le trombonate sul lavoro in generale, sui piani industriali, sullo sviluppo economico concordato, per denunciare orari, turni di lavoro insostenibili, sicurezza del lavoro. Anche in questa forma di convocazione dello sciopero si riflette il peso di una gioventù operaia che vuole riscattarsi.

Amazon farà di tutto per far fallire lo sciopero, abbiamo di fronte un padrone potente economicamente e che non scherza, metterà in atto tutti i ricatti possibili perché lunedì 22 tutto funzioni normalmente e così riuscire a dimostrare l’inutilità del sindacato. Non questo o quel particolare sindacato ma del sindacato come forma generale di rappresentanza contrattuale degli operai, vuole un rapporto diretto con i dipendenti in modo da poterli giostrare come vuole, il più moderno capitalismo ripercorre il più antico dei suoi desideri: avere di fronte singoli venditori di forza lavoro da consumare secondo le sue necessità e da pagare al prezzo che stabilisce lui. Solo l’idea che gli operai vogliano comparire come forza collettiva organizzata diventa per Amazon un intralcio per come sta gestendo la produzione oggi. Spogliata di ogni falsa rappresentazione, la prova di forza di lunedì contrappone una classe operaia di nuova formazione ad un padrone della più sviluppata modernità, una prova di forza generale che ha trovato la forma concreta per manifestarsi nella convocazione dello sciopero in Amazon dei sindacati confederali, che non potevano più sottrarsi dalla loro funzione di fronte ad una richiesta che si faceva sempre pressante in tutta la categoria.

Ma questa categoria non inizia la lotta oggi, innumerevoli sono i casi di scontro che si sono manifestati oltre che con Amazon anche con le imprese che servono al suo funzionamento. In tutta la logistica si è combattuto seriamente per conquistare livelli “normali” di condizioni contrattuali, e se si tiene conto da dove si partiva, tanti passi in avanti sono stati compiuti e a prezzo di sacrifici inauditi. E lunedì con lo sciopero generale c’è la possibilità concreta di unificare tutte le forze, di immettere nella più generale coalizione operaia investita dallo sciopero, del peso di 40.000 persone, quelle centinaia se non migliaia di operai attivisti sindacali di base già addestrati e già capaci di bloccare i cancelli. L’unità dell’esercito operaio conta più di ogni altra considerazione, anche perché più è forte e decisa la presenza di operai combattivi, più diventa difficile per i sindacalisti compromessi compromettere tutti gli operai che dicono di rappresentare.

Ora “qui è la rosa e qui bisogna ballare”, lunedì mattina cosa faranno i diversi attivisti sindacali di USB, di SI Cobas e degli altri sindacati locali? Concentreranno le loro forze sfruttando l’occasione per spingere la mobilitazione operaia ad un successo, dimostrando ad Amazon che non può trattare gli operai come pedine senza spina dorsale, oppure prevarrà la divisione in diverse parrocchie sindacali in concorrenza, dove la visibilità dell’una deve prevalere sulla presenza dell’altra, dove l’unità operaia passa in secondo piano rispetto alle bandierina da far sventolare davanti alle televisioni? Agli operai combattivi della logistica non conviene proprio sprecare l’occasione di dimostrare di essere la forza centrale di questa prova di forza. Non possiamo immaginare che operai che si sono battuti sui cancelli, senza paura da anni, durante questo sciopero generale, siccome è promosso da sindacati che si sono dimostrati in alcune situazioni dei veri e propri nemici, alleati del padrone, facciano i crumiri o non svolgano un ruolo centrale nella riuscita dello sciopero. Non possiamo immaginarli lunedì che entrano al lavoro dichiarando che “non è il loro sciopero”. Di fronte alla possibilità di piegare il padrone, anche solo per un giorno e in tutta Italia, tutto il resto passa in secondo ordine, anzi è bene che si veda concretamente che senza gli operai combattivi del sindacalismo di base il movimento di sciopero sarebbe più debole. Così come stanno le cose, lunedì non si gioca solo la prova di forza col padrone Amazon ma la funzione del sindacalismo che si dice conflittuale: prevarranno gli interessi di qualche capetto settario o si imporranno gli interessi degli iscritti operai che vogliono il successo dello sciopero nazionale e saranno in prima fila per renderlo possibile?
E. A.

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