WHIRPOOL: DAL MISE ANCORA UNA PRESA IN GIRO

Giorgetti, il nuovo ministro dello sviluppo economico, ha recitato la solita messinscena "vedremo.. faremo." Per gli operai non c'è altra strada che buttare all'aria questi tavoli ministeriali.
Condividi:

Giorgetti, il nuovo ministro dello sviluppo economico, ha recitato la solita messinscena “vedremo.. faremo.” Per gli operai non c’è altra strada che buttare all’aria questi tavoli ministeriali.


 

La Whirpool di Napoli è stata chiusa il 31 ottobre 2020 con questo comunicato la direzione aziendale ne dichiarava la definitiva chiusura: “La Direzione di Whirlpool Emea S.p.A. comunica la cessazione di tutte le attività produttive presso lo stabilimento di Napoli, con effetto alle ore 00:01 del 1° novembre 2020″.
Comunque fino al 31 dicembre, sempre 2020, gli operai hanno continuato a percepire lo stipendio pieno senza lavorare “dono” di un accordo tra confederali e azienda per tenere buoni e calmi gli operai..
Però dal 1 gennaio 2021 le cose sono cambiate radicalmente per i 340 operai della fabbrica di Napoli.
Lo stipendio pieno non è più stato erogato e gli operai hanno dovuto fare i conti di nuovo con la sola cassa integrazione.
Dal 1 gennaio 2021 la Cassa Integrazione Straordinaria ( CIGS) è stata trasformata in cassa integrazione ordinaria per Covid (CIGO) per tutto il gruppo Whirpool, vale a dire per 5121 dipendenti di cui 3360 operai. Dopodiché dalla fine di marzo, quando scadrà il blocco dei licenziamenti, i 340 operai della fabbrica di Napoli si troveranno definitivamente in mezzo alla strada.
Per attenuare la rabbia degli operai dopo un anno di cassa integrazione, nell’incontro avvenuto il 27 gennaio, nell’ambito dell’esame congiunto sulla CIGO Covid-19, per tutto il gruppo Whirpool, ai soli operai dello stabilimento di Napoli, l’accordo sindacale tra confederali e azienda ha fatto in modo di integrare la cassa integrazione con 250 euro lordi, ma fino a quando non si sa. La solita misera mancia ottenuta dai confederali per placare gli animi visto l’avvicinarsi della scadenza della revoca del blocco dei licenziamenti.
Arriviamo al 18 febbraio 2019. I confederali, probabilmente spinti dalla rabbia degli operai, che giorno dopo giorno vedono concretizzarsi la fine di ogni entrata salariale, hanno organizzato un incontro al MISE ( ministero sviluppo economico) con il ministro Giorgetti.
La solita miserabile pantomima a cui hanno abituato gli operai da decenni, a cui, per altro, non ha nemmeno partecipato la direzione aziendale della Whirpool.
Che si aspettavano gli operai da questa ennesima sceneggiata?
Nei fatti gli incontri al MISE tra sindacati e ministro non hanno mai concluso nulla se non le solite inutili parole di circostanza buone per qualsiasi vertenza sindacale. Frasi che suonano come vere e proprie prese per i fondelli.
Ed anche in questo caso le frasi vuote dei sindacalisti di professione non si sono fatte attendere:
“sarà una delle prime vertenze che affronterà”, “da subito istituisce un tavolo” “il cuore di questo governo sarà il lavoro ovvero sia garantire i lavoratori”, “non vogliamo vivere di ammortizzatori, vogliamo il lavoro” e via di questo passo con frasi buone ad accontentare solamente gli stupidi.
All’uscita dell’incontro, parlando al microfono sulla scala del ministero la funzionaria sindacale della FIOM, Barbara Tibaldi (segretaria nazionale della FIOM) però non assumeva la solita aria baldanzosa, anzi si vedeva che non era per nulla a proprio agio nel solito tentativo di ammansire gli operai che le si paravano davanti in attese di notizie.
Si capiva benissimo che era abbastanza tesa nel dover raccontare le solite sciocchezze propinate per anni, come quando nel Giugno 2019 aveva dichiarato al termine dell’ennesimo incontro al MISE che il ministro (Di Maio) “si era comportato bene” e che “da Di Maio atteggiamento autorevole”. Ma appena al caldo del proprio ufficio dichiarava in un comunicato della FIOM a proposito dell’ultimo incontro: “Ci aspettiamo serietà e coerenza e che si passi subito dalle parole ai fatti”. I fatti, cara signora, sono ancora quelli del giugno 2019 le cose non sono cambiate di un millimetro, la vertenza Whirpool sta arrivando al capolinea con il licenziamento di 340 operai.
Il ministro Giorgetti nell’incontro, formulando la solita dichiarazione farlocca per accontentare i confederali, buttava sul tavolo l’ipotesi di un intervento diretto di Invitalia, sapendo benissimo tra l’altro che Invitalia è solo una delle tante micidiali associazioni di rapinatori bancarottieri al servizio del capitale e del governo che serve solo ad ingrassare boiardi di stato e dirigenti statali di ogni livello. La vicenda dell’Embraco, dove Invitalia era una degli attori in campo, sappiamo bene com’è finita. I 500 operai dell’Embraco sono a casa senza nessuna fonte di reddito disoccupati tra i disoccupati malgrado le solite promesse fatte da governo, politici ed imprenditori.
Però, leggendo tra le righe delle dichiarazioni rilasciate da Giorgietti la conclusione fatta di lacrime e sangue per gli operai non era nemmeno tanto velata: “Da parte mia ho promesso serietà, impegno e responsabilità alle rappresentanze dei lavoratori Whirlpool e alle loro famiglie. Sarà necessario mettere in campo politiche economiche di rilancio insieme con il ridisegno di un piano di ammortizzatori sociali.”
Sarà necessario un piano di ammortizzatori sociali, ecco la vera proposta fatta dal ministro che renderà disoccupati tra i disoccupati anche gli operai della Whirpool di Napoli.
D.C.

Condividi:

Facebook Comments

Comments Closed

Comments are closed. You will not be able to post a comment in this post.