MARINI “IL LUPO MARSICANO”

Franco Marini, ex segretario generale della CISL è morto in questi giorni, con la solita ipocrisia viene ricordato come “difensore dei lavoratori” noi lo ricordiamo per aver concordato l’abolizione della scala mobile, uno fra gli attacchi più duri ai salari operai e  ne paghiamo ancora oggi le conseguenze.
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Franco Marini, ex segretario generale della CISL è morto in questi giorni, con la solita ipocrisia viene ricordato come “difensore dei lavoratori” noi lo ricordiamo per aver concordato l’abolizione della scala mobile, uno fra gli attacchi più duri ai salari operai e ne paghiamo ancora oggi le conseguenze.


 

Caro Operai Contro, nel commentarne la morte i giornali ricordano che “amici e avversari” di Franco Marini, lo chiamavano “il lupo marsicano”. La domanda sorge quindi spontanea: dove affondava i suoi denti il sindacalista “lupo marsicano?”
Nel 1985 Franco Marini diventa segretario generale della Cisl. L’anno prima quando era vicesegretario, con la Cisl firma l’accordo di “San Valentino”, (che Cgil si rifiutò di firmare) aprendo una breccia all’abolizione di un pezzo di salario legato ad una voce importante della busta paga: “la scala mobile”.
Era ciò che volevano padroni e governo che si opponevano all’automatismo di aumenti salariali, anche se solo parzialmente recuperavano l’aumento dei prezzi (“i punti di contingenza”). Marini e la Cisl fecero propria la tesi di padroni e governo, per la quale i recuperi salariali seppur parziali, innescavano ogni volta una spirale inflazionistica. Sostenevano in pratica, che non era il continuo aumento dei prezzi ad alimentare l’inflazione, ma al contrario, il parziale adeguamento dei salari che li rincorreva!
Da questa lettura capovolta della realtà, si capisce dove affondasse i suoi denti il“lupo marsicano” ed il sindacalismo della sua stirpe. Stranamente con la sua morte nessuno ne parla!
Mentre governi e associazioni dei commercianti non volevano calmierare i prezzi, ci pensò il governo Craxi spalleggiato dai sindacalisti come Franco Marini, a bloccare l’automatismo di parziale recupero del carovita. Con l’accordo di “San Valentino” nel 1984, venne sterilizzata una parte della “contingenza” spianando la strada alla fine della “scala mobile”, il meccanismo che dal 2° dopoguerra in base ad un apposito paniere Istat, recuperava parzialmente il carovita.
Nel 1985 un referendum di iniziativa popolare, cercò di fermare l’abolizione della “scala mobile”. Ma nelle urne il voto operaio fu travolto dai bottegai di ogni risma, che non volevano vincoli sui prezzi; e da tutti i padroni con dipendenti che non volevano aumentare i salari ogni volta che aumentava il carovita. L’orientamento di padroni e bottegai trascinò dalla loro parte anche il voto degli altri strati borghesi.
Non ci furono più nuovi “scatti di contingenza” in busta paga, Franco Marini ne fu tra gli antesignani principali artefici. Agli operai e lavoratori dipendenti già occupati, la “contingenza” maturata venne congelata in busta paga, e costituiva una parte significativa del salario. Ai nuovi assunti invece a parità di categoria toccò un salario più basso, (al netto delle altre voci: scatti di anzianità, superminimi, premio produzione ecc.)
Ma con la morte di Marini nessuno degli “amici e avversari” ricorda questa canagliata, che ha pesato e pesa di più sui salari operai e le retribuzioni basse, i giornali parlano di Marini con commenti benevoli. E’ di moda l’ipocrisia, la morte santifica anche i sindacalisti compromessi con gli industriali, gente finita a piazzarsi nelle istituzioni politiche e lo presentano, con gran calore, come un difensore dei lavoratori.
Dopo l’abolizione della “scala mobile” ogni recupero del carovita rientra con gli aumenti salariali dei rinnovi contrattuali, che vanno mediamente di 4 anni in 4 anni. (Un po’ meno per chi ha anche il contratto aziendale). Anche se non dichiarato, una parte di scioperi nelle rivendicazioni, servono a recuperare quella parte del carovita che prima scattava automaticamente.
L’abolizione della “scala mobile” non è un fatto isolato. Viene qui ricordata con insistenza non solo per il fatto in sé, ma come la cartina di tornasole di un modo di fare sindacato da parte di Franco Marini e della sua confederazione, la Cisl. Non è un caso che nessun striscione operaio accompagnasse il suo funerale.
Prima di rivestire la massima carica nella Cisl, Marini è stato per 20 anni vicesegretario Cisl nel pubblico impiego, il bacino impiegatizio dei tesserati Cisl. Ancora prima imparava il “mestiere” nell’ufficio studi del ministero della “cassa del mezzogiorno”. Il maestro di Marini è stato nientemeno che Giulio Pastore, colui che fece il più grande regalo ai padroni, rompendo il movimento sindacale per fondare nel 1950 la Cisl.
A 17 anni Franco Marini era già iscritto alla Democrazia Cristiana, (D.C.). Quando i capi di questo partito furono travolti dall’inchiesta su “mani pulite”, Marini fu chiamato per mettere a disposizione del suo partito, l’esperienza accumulata in anni di trattative e accordi a perdere per gli operai. Sulla piazza non c’era di meglio per rimpiazzare Andreotti in odore di mafia e i dirigenti democristiani agli arresti.
Così smontato nel 1989 da segretario generale della Cisl, Marini ricopre l’incarico di cerimoniere funebre all’estinzione della D.C. Ne esortò la rinascita alla guida del P.P I. (Partito Popolare Italiano). Fu responsabile organizzativo prima della Margherita, poi del P.D.
Nel 1991 diventa ministro del lavoro, nel 1999 viene eletto al parlamento europeo, nel 2006 eletto presidente del Senato. Con i denti un po’ spuntati dall’usura, nel 2013 il “lupo marsicano” trova nel Palazzo altri lupi che, con i denti più affilati gli impediscono di raggiungere i voti per essere eletto presidente della repubblica.
Al suo funerale ha tenuto un orazione anche Annamaria Furlan. L’attuale segretaria generale della Cisl che, solo qualche settimana fa, in una puntata di Report sulla Cisl, scantonava alle domande dei giornalisti. La puntata somigliava di più ad una inchiesta sulla mafia, che ad un inchiesta su un sindacato, appunto sulla Cisl.
Saluti Oxervator

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