LA FCA IN USA CONFESSA, PER PIEGARE GLI OPERAI PAGÒ I SINDACALISTI

Riconosciuto davanti al tribunale, il “grande manager Marchionne” per sottomettere gli operai si comprò i loro rappresentanti sindacali. Una pratica in uso in ogni stabilimento, basta avere il coraggio di guardare la realtà.
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Riconosciuto davanti al tribunale, il “grande manager Marchionne” per sottomettere gli operai si comprò i loro rappresentanti sindacali. Una pratica in uso in ogni stabilimento, basta avere il coraggio di guardare la realtà.


 

30 milioni di dollari è la somma che la FCA US, controllata di Stellantis (la nuova società sorta dalla Fusione tra Fca e Peugeot) dovrebbe sborsare negli Usa per corruzione con esponenti del sindacato United Auto Workers. Fca sembra abbia quasi raggiunto un accordo con l’ufficio del Procuratore degli Stati Uniti per il distretto orientale del Michigan. L’accordo, che prevede l’esborso di 30 milioni di dollari da parte di FCA è soggetto all’approvazione della Corte Federale degli Stati Uniti e prevede un’ammissione di colpevolezza del padrone. Le accuse ad FCA sono sostenute dal Dipartimento di Giustizia che ha affermato che la Fiat Chrysler Usa, terza casa auto negli Stati Uniti, tra il 2009 e il 2016 ha effettuato 3,5 milioni di dollari di pagamenti illegali agli allora esponenti sindacali della United Auto Workers (UAW), per favorire le trattative sindacali. L’indagine ha portato alla condanna di 15 soggetti, tra cui due presidenti del sindacato UAW, tre dirigenti della Fiat Chrysler e un ex membro del consiglio di amministrazione della General Motors che era anche leader sindacale. Fiat Chrysler Automobiles ha accettato di dichiararsi colpevole per aver effettuato pagamenti a funzionari sindacali. Un intreccio d’affari fra elementi di classi borghesi e piccolo borghesi, per tenere sotto il tallone gli operai, sfruttarli ancora di più e per poter fare loro la bella vita. L’avvocato statunitense Matthew Schneider per il distretto orientale del Michigan, ha detto che i dirigenti di Fiat Chrysler hanno cooperato con i funzionari del sindacato UAW e si sono messi d’accordo per poter spendere più di 3,5milioni di dollari in doni, fra cui un mutuo a favore di un leader sindacale di 262mila dollari, carte di credito pagate dal padrone per cene e viaggi sontuosi e altri acquisti personali.
Quando gli operai chiamano i sindacalisti venduti non fanno altro che dire la verità. La condanna ad FCA US per aver pagato i sindacalisti di UAW e la condanna di questi personaggi per essersi venduti, fatta dal Dipartimento di Giustizia americano, è l’ennesima prova certa di quanto hanno ragione gli operai, quando li chiamano venduti. Il sindacato nel sistema capitalistico ha un ruolo ed è quello di contrattare il prezzo della pelle degli operai e le condizioni del suo consumo, ora è naturale che di fronte ad esso il padrone ha due possibilità, far fuori il sindacato quando questo difende con la lotta gli interessi immediati degli operai, oppure comprarsi i capi, i funzionari per avere a buon mercato e senza limiti la possibilità di sfruttare gli operai. Questo oggi è il sistema che va per la maggiore, e se FCA lo ha usato negli Stati uniti lo ha usato anche in Italia dove i dirigenti sindacali concordano bassi salari, alta produttività, gestiscono un esercito di riserva in cassa integrazione a metà stipendio e il mercato degli operai con contratto interinale.
Un’inchiesta coraggiosa sui privilegi, i piccoli e grandi favori che la FCA ha fornito ai sindacalisti collaborazionisti anche in Italia solleverebbe un vero scandalo. La burocrazia sindacale, l’aristocrazia operaia vanno a braccetto con i padroni dappertutto e le loro porcherie sottaciute ogni tanto vengono fuori, peraltro scontrandosi con le stesse leggi perbeniste che gli stessi padroni in determinati periodi storici non possono non fare approvare dai burattini dei politici e dai comitati d’affari dei governi al loro servizio. Questo caso è la punta che viene fuori dell’iceberg di merda, ma in verità è tantissima la massa fatta della stessa sostanza non portata alla cronaca.
Crocco, operaio di Melfi

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