IL ROBIN HOOD DI ACERRA, DA CAPOPOPOLO A SUPER ESATTORE DELL’AGENZIA DELLE ENTRATE

E’ arrivata rapida la "risposta" all’articolo Robin Hood di Acerra, Basso, sbandando di qua e di là della tastiera, si è incaponito a trovare cattivi aggettivi per definirci e nella foga si è dimenticato di rispondere alle critiche che abbiamo sollevato sulla sua proposta del 10x10.
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E’ arrivata rapida la “risposta” all’articolo Robin Hood di Acerra. Basso, sbandando di qua e di là della tastiera, si è incaponito a trovare cattivi aggettivi per definirci e nella foga si è dimenticato di rispondere alle critiche che abbiamo sollevato sulla sua proposta del 10×10.

Noi nullità, operai senza teoria , sindacalisti minimalisti, abbiamo avuto la forza di scatenare una reazione inconsulta del vecchio professore che, di fronte ai nostri appunti, non ha trovato di meglio che:

1) Sprecare più di dieci righe per rivendicare le lotte che ha fatto in gioventù. Non ci impressiona, nella storia italiana sono tanti i capipopolo che “maturando” sono diventati giornalisti prezzolati, capi di partiti borghesi, professori, sovversivi da cattedra universitaria, ma ciò non lo salva dal fatto che la sua posizione è riformista, illude gli operai che in questo stato di cose si possa togliere ai ricchi e dare ai poveri tramite una diversa politica fiscale. Fra Robin di Sherwood e Robin di Acerra la differenza è sostanziale. Il primo toglieva con l’azione diretta la ricchezza ai ricchi per darla ai poveri, il secondo chiede all’agenzia delle entrate di fare la stessa operazione.

2) Il vecchio professore è infuriato perché qualcuno lo ha definito leggiucchiatore di Marx. Nel risentimento si ingarbuglia e non capisce il rapporto fra dominio degli operai ed esproprio della ricchezza dei borghesi. Ma la sua teoria è più sottile. Se abbiamo ben capito, per lui quello di non pagare le tasse allo Stato è il sistema più in voga oggi dei capitalisti per fronteggiare la caduta tendenziale del saggio di profitto. Per noi è molto più centrale la forzatura che stanno facendo sull’uso e il consumo della forza lavoro sul mercato mondiale, ma anche se fosse come scrive lui dove vuole arrivare con la proposta 10X10? Forse far crollare il capitalismo per tramite l’agenzia delle entrate? Probabilmente l’anziano professore ha talmente assorbito da giovane le balle socialiste sulla politica dei redditi che non riesce a farne a meno.

3) Noi operai senza teoria e senza operai, sindacalisti minimalisti, che scriviamo “Operai Contro”, non abbiamo bisogno di presentare nessuna credenziale, chi ci conosce sa da quali fabbriche veniamo e che scontri coi padroni, con lo Stato, nei tribunali abbiamo condotto. Noi sosteniamo solo che è tempo che gli operai tutti, ed in particolare gli operai in lotta della logistica dietro cui il nuovo Robin cerca visibilità, si liberino di questi personaggi che vogliono mettere il solito “cappello politico” al loro movimento. Chiediamo solo di esaminare con attenzione le nostre critiche e confrontarle con la isterica reazione che ne è seguita per capire quali obiettivi reali si può dare il movimento, e liberarsi di questi professori boriosi che pensano di poter darci da bere minestroni che hanno imparato a cucinare al caldo delle aule universitarie.

E.A.

La “risposta” all’articolo Robin Hood di Acerra di Basso è consultabile al seguente link:
https://pungolorosso.wordpress.com/2021/01/06/senza-operai-e-senza-teoria/

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