RENAULT – FLINS: “IL TROPPO È TROPPO”, OPERAI IN SCIOPERO

Mentre alla FCA in Italia il sindacato vuol scambiare con quattro soldi la possibilità di far saltare gli operai  da una postazione all’altra  per coprire i buchi, alla Renault di Flins, di fronte alla riduzione degli operai sulle linee, si blocca la produzione.
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Mentre alla FCA in Italia il sindacato vuol scambiare con quattro soldi la possibilità di far saltare gli operai da una postazione all’altra per coprire i buchi, alla Renault di Flins, di fronte alla riduzione degli operai sulle linee, si blocca la produzione.


Dal giornale “Lutte Ouvrière” del 11 novembre, traduzione nostra


Mercoledì 4, giovedì 5 e venerdì 6 novembre, i lavoratori di diversi reparti della lastratura e del montaggio della fabbrica Renault di Flins, nel dipartimento di Yvelines, sono usciti a diverse dozzine, sia quelli a tempo indeterminato che temporanei.

Nel settore delle aperture, in lastratura, dove vengono assemblati i cofani e le porte, la direzione aveva l’intenzione di eliminare due posti per ogni squadra. Eppure, il carico di lavoro è già insopportabile a seguito dei tagli di posti di lavoro. Lo stesso lavoratore deve quindi correre da un posto a un altro. Un solo operaio deve percorrere incessantemente il kitting, un tratto di una ventina di metri, per alimentare con pezzi pesanti la catena, la cui velocità è in costante aumento.

Troppo, è troppo, e gli scioperanti di giovedì 5 mattina, decisi a non accettare questo ulteriore aggravamento, sono stati raggiunti dai compagni del pomeriggio. La catena è stata fermata. La direzione perdeva dozzine di auto ogni ora. I tentativi della direzione di fare appello a dei salariati di altri reparti per sostituire gli scioperanti si sono scontrati con un rifiuto scandalizzato. Per quanto riguarda i capi inviati nella squadra per far uscire la produzione, anche i loro tentativi si sono rivelati infruttuosi, e anche peggio. Mettere le cerniere delle porte della Micra alla Zoe, andava altrettanto bene! Stavano facendo andare in panne le strutture e gli addetti alla manutenzione e i ritoccatori avevano molto lavoro. Non puoi improvvisarti come operatore su un posto difficile, anche con quattro capi per sostituire un solo operaio.

La direzione ha fatto marcia indietro col proposito di annullare la soppressione delle due posizioni. Ma non è stato sufficiente: gli operai rivendicavano due posti supplementari. Il giorno successivo, la direzione arretrava completamente: non solo le due posizioni sarebbero state mantenute su entrambe le squadre, ma sarebbero state aggiunti due posti supplementari su ciascuna, oltre a una posizione di sostituzione per compensare le assenze. In totale, la direzione voleva tagliare l’occupazione di quattro lavoratori, ha dovuto mantenerli e aggiungerne altri quattro!

Allo stesso tempo, al montaggio, le stesse cause hanno creato gli stessi effetti. L’annuncio mercoledì 4 novembre dell’eliminazione di due posti nel reparto SE8, tra i più duri, provocava lo sciopero degli operai interessati. Una volta fermata la linea, la direzione ha dovuto fare macchina indietro e il capo del dipartimento ha dovuto annunciare il ritiro del progetto.

Nel complesso, gli scioperi ricordano alla direzione che la sua politica, finalizzata a fare produrre ai 4.000 lavoratori presenti nel sito il maggior numero possibile di veicoli elettrici Zoe, risparmiando il più possibile sui salari e i materiali, non passa come vorrebbe.

Questi scioperi potrebbero costituire l’inizio della risposta dei lavoratori alle minacce fatte dalla Renault di tagliare 4.600 posti di lavoro in Francia.

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