INTERVISTA SUL COVID DI FABBRICA

Operai della FCA di Melfi e Pomigliano rispondono a otto domande sulla situazione nei reparti di produzione di fronte al contagio e su come vengono trattati gli operai positivi al covid
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Operai della FCA di Melfi e Pomigliano rispondono a otto domande sulla situazione nei reparti di produzione di fronte al contagio e su come vengono trattati gli operai positivi al covid


 

DOMANDA N. 1:
Gli operai che vengono trovati positivi al Covid, vengono messi in malattia o in infortunio e, se vengono messi in malattia, avviene ancora col codice V20 (come se fosse un ricovero ospedaliero non conteggiato nel comporto) oppure si è malattia normale?

RISPOSTE:
Operaio FCA Melfi:
Ho chiesto al mio medico qualche giorno fa e lui mi ha detto: Sicuramente malattia. Il codice V20 può essere applicato solo con certificazione preventiva del medico dell’istituto di igiene, se no normale malattia.
Infine per i contatti stretti si parla sempre di malattia ma con la dicitura “isolamento fiduciario in soggetto entrato a contatto con positivo accertato”.
Primo Operaio FCA Pomigliano (reparto Affidabilità): Nel momento in cui un operaio risulta positivo, viene messo in quarantena. Coloro che rimangono a casa in quarantena vengono pagati in malattia.
Per gli operai che devono assentarsi in attesa del risultato del tampone, il periodo di assenza viene considerato malattia.
Secondo operaio FCA Pomigliano (reparto Montaggio): infortunio col covid non esiste confindustria non vuole e poi i padroni sono tutti belli e buoni e ci tengono ai loro schiavi, la parola infortunio non deve mai apparire.

DOMANDA N. 2:
Come si spiega il fatto che ogni volta che c’è un contagiato vengono tenuti a casa, in attesa dei controlli sanitari, solo un numero bassissimo di operai?

RISPOSTE:
Primo operaio FCA Pomigliano (Affidabilità):
L’azienda si attiene solo alle dichiarazioni dell’operaio risultato positivo, scaricando la responsabilità sulla dichiarazione di quest’ultimo.
Secondo operaio FCA Pomigliano (Montaggio): Pensiamo che i positivi siano sottostimati e buona parte di noi pensa che ci tengano nascosta la verità nonostante si entri nel penale…..il profitto al primo posto. Anche per i contatti del positivo accertato la pratica non è limpida anche se formalmente si basa sulle dichiarazioni dell’operaio risultato positivo.
Operaio FCA Melfi: In generale all’azienda fa comodo far apparire che i contagiati sono pochi e pochi quelli da mettere in quarantena. D’altra parte chi li controlla? Capita spesso che i casi siano sottostimati.
Terzo Operaio FCA Pomigliano (Preparazione del materiale sulle linee): Sembrano sottostimati, ma nessuno ne parla.

DOMANDA N. 3:
I protocolli firmati tra azienda e sindacato presentano all’esterno una situazione sotto controllo, ma è veramente così?

RISPOSTE:
Operaio FCA Melfi:
No, i protocolli servono solo per fare provvedimenti disciplinari a quelli che non li rispettano.
Primo operaio FCA Pomigliano (Affidabilità): No, la situazione non è sotto controllo.
Secondo operaio FCA Pomigliano (Montaggio): Sicuramente non è tutto oro quel che luccica.

DOMANDA N. 4:
Premesso che la distanza di un metro non salva dal contagio, ma questa distanza esiste veramente sulle postazioni tra gli operai?

RISPOSTE:
Primo operaio FCA Pomigliano (Affidabilità):
Nel mio reparto in particolare sì, sulle linee di montaggio credo sia quasi impossibile rispettare un metro di distanza.
Secondo operaio FCA Pomigliano (Montaggio): Con ritmi di lavoro come i nostri 460/465 vettura al giorno per turno, di che distanza potremmo mai parlare?
Operaio FCA Melfi: La distanza è stabilita dalla postazione che occupi e sulle linee è impossibile rispettarla. Nelle poche pause che abbiamo siamo come al solito tutti ammassati davanti ai bagni, come al solito sporchi, o davanti alla macchinetta del caffè.
Terzo Operaio FCA Pomigliano (Preparazione del materiale sulle linee): No, non c’è.

DOMANDA N. 5:
La mascherina dopo qualche ora risulta insopportabile. Sulle linee si riesce a tenerla per tutto il turno? E i casi di quelli che hanno patologie respiratorie sono stati presi in considerazione dall’azienda?

RISPOSTE:
Primo operaio FCA Pomigliano (Affidabilità):
Non credo che si riesca a tenera la mascherina fino alla fine del turno. Non so se coloro che hanno patologie respiratorie siano stati presi in considerazione dall’azienda.
Secondo operaio FCA Pomigliano (Montaggio): La mascherina dà fastidio e i ritmi di cui sopra non aiutano ma il profitto come già detto è la prima cosa. Non so se coloro che hanno patologie respiratorie abbiano trattamenti diversi, ma da quello che vedo non credo più di tanto, alla fine chi ha problemi respiratori mica sono loro!
Operaio FCA Melfi: la mascherina dopo un po’ non si sopporta. Quelli che hanno problemi particolari? Se non sono così gravi da farli rimanere a casa, non credo che abbiano trattamenti diversi dagli altri.
Terzo Operaio FCA Pomigliano (Preparazione del materiale sulle linee): la mascherina va cambiata ogni 4 ore infatti l’azienda tutti i giorni ci dà 2 mascherine. I problemi ci sono, come la paura, ma l’alternativa qual è, chiudere lo stabilimento?

DOMANDA N. 6:
Le pause già non bastavano prima del Covid. Ora come fate? Riuscite a resistere?

RISPOSTE:
Primo operaio FCA Pomigliano (Affidabilità)
: Le pause sono rimaste invariate. Ovviamente c’è più sofferenza causata dalla mascherina e c’è bisogno di qualche sosta in più.
Secondo operaio FCA Pomigliano (Montaggio): Ci vorrebbe almeno una pausa in più forse anche due ma figuriamoci, dobbiamo produrre.
Operaio FCA Melfi: Le pause sono completamente insufficienti. Lo erano già prima, ma ora è peggio. Ci hanno anche tolto i cinque minuti di inizio turno per la sanificazione.

DOMANDA N. 7:
L’azienda a Pomigliano denuncia un tasso di assenteismo del 30%. Se è vero è una forma di difesa che gli operai attuano. Voi cosa ne pensate?
Primo operaio FCA Pomigliano (non del Montaggio):
Non lo so.
Secondo operaio FCA Pomigliano (Montaggio): Ci sono effettivamente più persone a malattia ma credo che non sia solo ed esclusivamente paura del Covid ma anche dei ritmi infernali che siamo costretti a subire.
Terzo Operaio FCA Pomigliano (Preparazione del materiale sulle linee): Se il tasso di assenteismo sta al 30% , secondo me è per il carico di lavoro.

DOMANDA N. 8:
A quanto ammonta la produzione per turno?

RISPOSTE:
Operai di Pomigliano:
465 auto per turno.
Operai di Melfi: l’impostato è 230 auto sulla linea della Compass e 356 sull’altra linea.


 

Dalle interviste che sono state fatte ad operai FCA di Pomigliano e Melfi risulta che i contagiati e quelli in quarantena risultano in malattia. Quindi i giorni di assenza vengono conteggiati come malattia e vengono conteggiati nel comporto, cioè nel limite massimo di giorni di malattia, superato il quale scatta il licenziamento. Sarebbe più corretto farle rientrare nell’ambito degli infortuni perché se un operaio è costretto per lavorare ad intrupparsi in un pullman pieno zeppo per ore, o a stare a stretto contatto con gli altri nello stabilimento per il tipo di mansione che ha, oppure in mensa, oppure all’entrata dello stabilimento, è chiaro che ha più occasioni di contagiarsi che restando a casa. Si tratta infatti di un contagio avvenuto sul luogo di lavoro e la normativa prevede che sia considerato infortunio sul lavoro, ma i padroni giocano sul fatto che è quasi sempre impossibile dimostrare dove è avvenuto il contagio.
Altra cosa che risulta è che tutti gli intervistati non credono ai numeri dati dall’azienda sui contagi, e neanche sui contatti che i contagiati dichiarano. Sospettano, ma dalle risposte sembra più di un sospetto, che l’azienda tenga sottostimati i numeri a riguardo.
I vari protocolli firmati tra sindacati e azienda stabiliscono la distanza tra gli operai al lavoro. Gli intervistati, in particolare quelli sulle linee, dicono che la distanza di un metro spesso non è possibile mantenerla.
Altro punto dolente sono le mascherine, e collegate ad esse la limitatezza delle pause sul lavoro e gli alti ritmi. La FCA è vero che dà ai dipendenti una mascherina ogni quattro ore, ma la mascherina diventa insopportabile dopo un certo tempo specialmente se si è costretti “a far andare le mani” come succede in FCA con ritmi altissimi, se non impossibili, sul lavoro. Servirebbero più pause che in Fca sono già normalmente insufficienti. Come servirebbe un rallentamento dei ritmi di lavoro, già insopportabili prima del Covid. Gli intervistati legano l’assenteismo dichiarato dall’azienda, infatti, non tanto alla paura del contagio, ma ai ritmi di lavoro esagerati.

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