5 NOVEMBRE SCIOPERO DEI METALMECCANICI

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La possibilità di una ripresa delle lotte operaie c’è ora, sfruttiamola in pieno.

Le trattative sul contratto dei metalmeccanici sono rotte. La FEDERMECCANICA ha fatto una proposta sul salario che è miserabile. Dopo 20 anni di blocco salariale, con le perdite della cigs da covid e i licenziamenti, parlare di un aumento di 40 euro al mese è uno schiaffo in faccia ai metalmeccanici e si permettono di darlo solo perché giudicano gli operai incapaci di qualunque reazione. Non è così, ma dobbiamo dimostrarlo.

I capi sindacali sanno di aver fatto ancora oggi una politica salariale fondata su quattro briciole. La richiesta contrattuale era già bassa, ma trovarsi oggi davanti alla misera proposta di FEDERMECCANICA li ha messi con le spalle al muro: o suicidarsi definitivamente o rispolverare l’arma dello sciopero. I segretari di FIM, FIOM e UILM si augurano che basti poco, qualche sciopero solo minacciato per costringere FEDERMECCANICA ad aumentare di qualche euro la proposta e chiudere il contratto cantando vittoria su un aumento contrattuale comunque insufficiente, variabile e sommato ai buoni spesa gestiti dai padroni.

Ora tocca a noi prenderli tutti in contropiede.

Facciamo dello sciopero di 4 ore uno sciopero che fermi veramente le fabbriche metalmeccaniche. Rimettiamo in piedi i picchetti contro i crumiri, i delegati che non li organizzano e stanno a dormire si tolgano dai piedi. Più gli operai ritrovano la forza degli scioperi, più reagiscono compatti, più diventeranno un problema per i capi venduti del sindacato, più faranno abbassare la boria di FEDERMECCANICA e del loro ispiratore, il signor Bonomi, capo di Confindustria.

Ora è il momento che l’iniziativa la prendiamo noi, gli operai più combattivi. Anche quelli che schifati dal sindacalismo collaborazionista dei confederali si sono messi da parte o militano nei sindacati di base.

Ora bisogna dimostrare che quello che conta è la riuscita dello sciopero per il salario contro la miseria imposta dai padroni.

Ora bisogna dimostrare che per il sindacalismo operaio è molto più importante unire le forze per combattere contro il padrone piuttosto che dividersi fra diverse sigle sul campo. Questo sciopero ha una ragione centrale: il salario. Tutte le fandonie collaborazioniste dei Confederali, che lo comprimono, possono essere superate solo con il successo dello sciopero Sarà la FEDERMECCANICA ad avere soddisfazione se il 6 novembre potrà dimostrare che lo sciopero è stato fiacco, poco partecipato, soltanto un rito formale.

Ma noi sappiamo che più saranno duri gli scioperi più sarà complicato svendere gli operai e più sarà in difficoltà il sindacalismo collaborazionista.

La paura che la coesione sociale si possa rompere nelle fabbriche fa tremare tutti, dai padroni che spingono sulla produzione, ai palazzi del governo. Questa è la realtà, di quanto pesa di fatto, la risposta operaia.

Ma erano veramente convinti che la pace con un milione e mezzo di metalmeccanici potesse costare solo 40 euro di aumento al mese?

 

PARTITO OPERAIO

Sesto S. Giovanni, 17 ottobre 2020 – PER CONTATTI: partito.operaio@gmail.com


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