184 CONTAGI SU 580 OPERAI. MA L’AZIENDA NON CHIUDE

All'AIA di Treviso su 580 operai 180 sono positivi ma si continua a lavorare. Prima la salute? Prima i guadagni dei padroni
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All’AIA di Treviso su 580 operai 180 sono positivi ma si continua a lavorare. Prima la salute? Prima i guadagni dei padroni


 

Caro Operai Contro,
l’azione tra padroni e governo sembra concertata. Nelle stesse ore che il capo del governo Conte dichiara: “No a un’altra chiusura per Covid”, facendo gioire il grande untore e capo di Confindustria Bonomi, è lo stesso Bonomi a presentare un documento in 10 punti per cambiare la cassa integrazione.
Confindustria vorrebbe ridurre drasticamente la cig e andare dritto ai licenziamenti, mantenendo in misura limitata una cig strettamente legata ad aggiornamenti dei macchinari, dei processi computerizzati, correlati ad esigenze produttive. In pratica quando serve al padrone, licenziamento subito di una parte della forza lavoro e cig per una minima parte, finché se tutto andrà bene, rimetterla nel ciclo produttivo. Per le migliaia di operai che finirebbero licenziati, Confindustria propone “l’assegno di ricollocazione” e a dimostrazione del suo buon cuore, si prodiga nel dare consigli al governo su come riformare la Naspi, il reddito di cittadinanza, quello di emergenza ecc. 
“No a un’altra chiusura per Covid”. Così Conte rassicura Confindustria, che con le sue aziende, per realizzare profitti, potrá usare gli operai come vittime sacrificali, al rischio contagio Covid, oltre che sfruttarli, fino quelli che non tornano più a casa perché morti negli “infortuni sul lavoro”.
Nei confronti degli operai, la linea guida di padroni e governo per chi avesse ancora dei dubbi, si è vista qualche giorno fa all’AIA di Vazzola (Treviso). Dove davanti a 184 operai contagiati su 580 presenti al lavoro, (un operaio contagiato su 3), l’azienda non si è fermata.
Alleati del padrone nella mancata chiusura, la prefettura in vece del governo, l’Asl e il sindaco, tutti a sostenere che il focolaio Covid è sul territorio, non in azienda. Mentre il sindacato inascoltato insiste che proprio all’AIA di Vazzola “la difficoltà è negli spogliatoi, nelle aree comuni e negli armadietti che sono vicini”.
Nessuno stop dell’azienda, nessuno stop ai profitti, nessuna quarantena per gli operai e i loro famigliari. Hanno chiuso le discoteche e in questi giorni si fa un gran parlare di riaprire le scuole in sicurezza. Ma quando tocca salvaguardare gli operai dal contagio Corvid, i padroni e i loro amici dicono che il focolaio è sul territorio.
Saluti Oxervator

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