A ROBERTO GALLO OPERAIO MARXISTA

Il 19 luglio del 2005 moriva improvvisamente Roberto Gallo, operaio, fondatore di Operai e Teoria e di Operai Contro. Lo ricordiamo oggi, a 15 anni dalla sua morte avvenuta a soli 49 anni, ripubblicando qui, dal giornale Operai Contro (n. 117 di ottobre 2005), un articolo in sua memoria.
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Il 19 luglio del 2005 moriva improvvisamente Roberto Gallo, operaio, fondatore di Operai e Teoria e di Operai Contro. Lo ricordiamo oggi, a 15 anni dalla sua morte avvenuta a soli 49 anni, ripubblicando qui, dal giornale Operai Contro (n. 117 di ottobre 2005), un articolo in sua memoria.


 

Primogenito di tre fratelli, col padre operaio alla Pirelli, cresce nella realtà della famiglia operaia. A 19 anni entra in Falck come operaio, inizia così a sperimentare in fabbrica ed in famiglia, la condizione di una classe sociale, cosa vuol dire per gli operai, lavorare e vivere. Scopre, confrontandola con la nuova esperienza, l’inadeguata pretesa della piccola borghesia di rappresentare gli operai; scopre la “politica” dei circoli studenteschi, partecipando in modo molto critico nei confronti degli studenti che interpretavano e facevano propri valori di cui non conoscevano ancora la dura realtà. Si pone come tanti giovani operai ribelli di quegli anni, tanti, tanti interrogativi, le risposte bisognava cercarle, non potevano “cadere nel vento”, come suggeriva la ballata. Interrogativi tutti riconducibili ad un’unica matrice: come spezzare la subalternità degli operai al capitale. Inizia una ricerca d’identità e del che fare, e qui approda al rapporto con la teoria, con il marxismo come scienza per la liberazione degli operai. Diventa membro della redazione di “Operai e Teoria” e poi di “Operai Contro”. Ha infranto, insieme ad altri operai, la divisione per cui agli operai tocca il lavoro politico sindacale, agli intellettuali invece il lavoro di elaborazione teorica. Sono i tempi del lavoro collettivo a Sesto sugli scritti di Marx, le riunioni su lavoro produttivo e improduttivo, sulla crisi del capitalismo. Roberto diventa un militante cosciente dell’emancipazione degli operai come classe e non finirà mai di dare il suo contributo a questo obbiettivo. Una ricerca storico-teorica che insieme alla lotta non lascia più, rapportandosi sempre con operai e delegati anche di altre fabbriche, a partire dalla sua quotidianità in Falck, dove è in prima fila contro il sindacalismo e la politica accomodante, contro iniziative e mobilitazioni finalizzate a questa logica. Una prassi che insieme al lavoro teorico sarà fondamentale per la sua formazione. Non transigeva sulle questioni organizzative, i compiti da rispettare, s’incazzava e inveiva contro tutti e tutto, ma sempre in prima fila a lavorare, al conseguimento dei risultati, sia che fossero di carattere organizzativo, sia che fossero nodi teorici da sciogliere. Lo studio del movimento internazionale degli operai, ne aveva fatto un conoscitore anche della storia dei comunisti; dando anche sotto questo profilo, il contributo della sua conoscenza. Alle riunioni arrivava a volte sorridente e soddisfatto, con libri storici sulla lotta e la storia dei comunisti, libri ormai introvabili, trofei preziosi, “valori d’uso addizionali” nel senso che passando di mano in mano, arricchiscono il percorso teorico per la ricostituzione degli operai in classe. Nel ’91 insieme a delegazioni operaie di altre fabbriche, da vita all’Associazione per la Liberazione degli Operai, un progetto supportato dalla rivista “Operai e Teoria”, e dal giornale “Operai Contro”, che lo vedono tra i fondatori e protagonisti. Nel 2000 fonda e coordina, il Comitato Operaio ex Falck contro l’amianto. Insieme ad un altro operaio Falck, per approfondire la materia seguono conferenze in tutta Italia e più volte si recano alla Fondazione Ramazzini per consulti ed accertamenti. Si sobbarca una gigantesca mole di lavoro, più di 500 operai minati dall’amianto, si rivolgono a lui, insieme ad uno ad uno ne codifica la posizione in fabbrica, oltre che raccordare e quindi fissare gli appuntamenti con avvocati, medici legali, medicina del lavoro, inail, inps. Ogni qual volta la procedura segna il passo, organizza manifestazioni sotto le sedi dove le pratiche ristagnano, manifestazioni che centrano sempre l’obbiettivo. Siamo stati compagni di lotta per più di 25 anni, assieme abbiamo costruito un’associazione, ancora insieme abbiamo prodotto un giornale, e discusso ed organizzato… La costituzione del Comitato Operaio ex Falck contro l’amianto è stato il suo ultimo sforzo. All’emancipazione degli operai ha impegnato una vita, senza tentennamenti né dubbi. Roberto era una roccia. Ha impegnato la vita per un grande obbiettivo di portata storica. Non lo ricorderemo solo noi che lo abbiamo conosciuto, ma anche gli operai delle generazioni future per i quali ha sempre lottato. Noi rendiamo onore a Roberto per tutto questo, e grande è il dolore che ha provocato la sua scomparsa.
I compagni dell’ASLO (Ottobre 2005)

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