L’UBRIACATURA DELLE PAROLE INSOPPORTABILI

La macchina della propaganda è in piena azione. "Eroismo, italianità, solidarietà nazionale, ne usciremo assieme" ... Una brodaglia per chiudere gli occhi a operai e lavoratori poveri sulle vere responsabilità di questa situazione.
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La macchina della propaganda è in piena azione. “Eroismo, italianità, solidarietà nazionale, ne usciremo assieme” … Una brodaglia per chiudere gli occhi a operai e lavoratori poveri sulle vere responsabilità di questa situazione.


Caro Operai Contro, dall’inizio dell’emergenza Coronavirus, “Andrà tutto bene” è lo slogan rivelatosi propiziatorio per gli affari delle agenzie delle pompe funebri. Era nato insieme ad altre frasi “rassicuranti”, che insieme al tricolore costituiscono le parole d’ordine e gli emblemi della propaganda nazionalista.
Cartelli con l’arcobaleno e la scritta “Andrà tutto bene”, sono apparsi un po’ ovunque, strade, ringhiere, balconi. Han fatto seguito altri slogan e comportamenti forse un po’ demenziali, infatti tra quelli che cantano “siam pronti alla morte”, inspiegabilmente nessuno si butta dal balcone, giusto per prendere il virus in contropiede.
Covid-19 aveva appena cominciato a mietere le prime vittime, ma la macchina di propaganda “calmieratrice” dello Stato e dei suoi mezzi d’informazione era già scattata, attraverso tutti i livelli comunicativi, dagli asili alle scuole primarie, (poi chiuse) ad internet, agli striscioni piazzati un po’ ovunque.
La campagna di propaganda si adegua all’evoluzione della pandemia, e scopre gli “eroi degli ospedali”, nel personale medico e infermieristico, morto sul lavoro per l’assenza del materiale idoneo da indossare, per un’adeguata e totale protezione da capo a piedi, che avrebbe evitato il contagio e l’ecatombe di questo personale.
La propaganda li promuove “eroi” sul campo per tentare di nascondere, che questo personale è stato prima di tutto ucciso dall’inadeguata attrezzatura di lavoro. Gli infermieri poi, a contratto con poco più di mille euro al mese, con turni di lavoro infiniti, li abbiamo visti negli ospedali dalla Lombardia alla Basilicata, con i volti segnati dalle mascherine, occhiali e cuffie. Finché muoiono sono “eroi”, dopo torneranno ad essere comuni mortali. Come i 7 operai che ogni giorno muoiono per il lavoro, tra infortuni e malattie professionali. Loro per le campagne di propaganda, non sono “eroi”, ma uomini che devono ringraziare il signor padrone che, in cambio del salario compra la loro forza lavoro e con essa la loro vita.
Anche alcuni spazi pubblicitari in tivù, sono stati modificati e resi conformi alla tecnica di propaganda di regime, un paio di esempi: quelli del sofà non fanno le consegne, ma dicono che stanno pensando, a come dopo la pandemia, fare rialzare l’Italia, ovvero i loro profitti; la campionessa di nuoto dice di non vedere l’ora di rialzare la bandiera italiana, sotto la quale è stata strapagata per le sue vittorie.
Altri frasi assicurano “ne usciremo insieme”, “ripartiremo insieme”. Sicuramente quelli che non ci lasceranno le penne usciranno dalla pandemia, ma non “insieme”, ciascuno rimarrà nella propria collocazione sociale, e per milioni di persone dei piani sociali bassi, sarà peggio.
Lo sa bene lo stesso capo del governo Conte, che nei suoi discorsi c’infila la parolina magica “non lasceremo nessuno solo”. Sa benissimo che milioni di operai che lavoravano “a giornata”, in nero o per mancato rinnovo del contratto, sono già “inchiodati” alla povertà, e da qui non li smuove i quattro soldi promessi dal governo. Per altri operai e lavoratori dipendenti, il 15 maggio scade il divieto di licenziamento individuale e collettivo, (per le cause avviate dopo il 23 febbraio 2020), per ragioni economiche varato dal decreto Cura Italia il 17 marzo. Perciò gli operai devono stare pronti ad ogni evenienza. Che faranno i padroni? E la cassa integrazione d’emergenza fino a quando durerà?
Il governo subisce la decisione degli untori di Confindustria, che ha decuplicato la strage di Coronavirus nella bergamasca, in Lombardia e nelle zone a maggior intensità industriale in tutto il paese, per il ritardo del blocco delle fabbriche, un blocco subito svuotato di contenuto, dando in pratica a tutti i padroni la possibilità di tenerle aperte. Anche i ciechi hanno potuto vedere la barbarie che questo sistema sociale considera “normalità”.
Con la propaganda di massa, il governo cerca d’imbrigliare gli operai con gli appelli alla “solidarietà” (con i borghesi), all’“italianità” (con i padroni), al “bene comune” (del profitto). Un insopportabile ubriacatura di parole, che vuole salvare i padroni ed il loro governo dalle responsabilità della malasanità, con la quale ha affrontato il Coronavirus. Nelle stesso tempo il governo vorrebbe capire, come alle nuove ristrettezze economiche, reagiscono gli operai, gli strati meno abbienti, i disoccupati, e coloro che tirano avanti di espedienti, fluttuando sul filo dell’illegalità.
Il governo e la sua propaganda, per difendere il sistema capitalistico, hanno fatto diventare Covid-19 il parafulmine di una crisi che era già in atto. Vorrebbero trovare un collante fra le componenti sociali, per scongiurare proteste che potrebbero alimentare ben altri scenari. Ma il collante tra padroni e operai non esiste e non può esistere.
Saluti Oxervator

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