LA MAGISTRATURA SI SVEGLIA?

Condividi:

CRONACA LAREPUBBLICA.IT

L’operazione ‘Rompibale’ travolge il Commissariato per l’emergenza
Ecoballe in discariche anziche’ bruciate. Ai domiciliari l’ex vice di Bertolaso
Rifiuti, arrestati 25 funzionari
Indagato il prefetto di Napoli
Le accuse: traffico illecito di rifiuti, falso, truffa e associazione a delinquere
Il sottosegretario: “Ho un obiettivo preciso: sputtanare i tecnici dell’Ambiente”

Rifiuti, arrestati 25 funzionari
Indagato il prefetto di Napoli

Alessandro Pansa, prefetto di Napoli, gia’ commissario straordinario per l’emergenza rifiuti
NAPOLI – Terremoto al vertice del Commissariato per l’emergenza rifiuti in Campania. Venticinque persone, tra cui funzionari e dipendenti del commissariato, agli arresti domiciliari. Una ordinanza notificata a una dei vice di Bertolaso. Un avviso di garanzia inviato al prefetto di Napoli. Accuse che vanno dal traffico illecito di rifiuti, falso ideologico e truffa ai danni dello Stato, fino all’associazione a delinquere. Poi intercettazioni telefoniche, con frasi a dir poco imbarazzanti dello stesso Bertolaso (non coinvolto nell’inchiesta). Sono i risultati clamorosi di una operazione dei carabinieri del Noe denominata “Rompiballe”, un termine mutuato dall’espressione utilizzata in una intercettazione telefonica.

“Senti me, allora passiamo con l’operazione rompiballe”, diceva il 21 aprile dello scorso anno il responsabile dell’impianto cdr di Santa Maria Capua Vetere Pasquale Moschella a Ernesto Picarone, responsabile ambiente e ingegneria di Fibe e Fisia Italimpianti. I due parlavano della discarica in localita’ Lo Uttaro, in provincia di Caserta. Tra le accuse, infatti, c’e’ quella di aver consentito in alcune occasioni che le balle di spazzatura, teoricamente rifiuti trattati e resi cosi idonei allo smaltimento in un termovalorizzatore, venissero aperte, e il contenuto inviato in discarica.

Sono circa 650 le pagine dell’ordinanza di custodia emessa dal gip Rosanna Saraceno, su richiesta del procuratore aggiunto Aldo De Chiara e dai pm Giuseppe Noviello e Paolo Sirleo. Si tratta degli stessi magistrati che hanno indagato sui presunti illeciti contestati nei mesi scorsi al governatore della Campania Antonio Bassolino e ai vertici dell’Impregilo, tutti gia’ a giudizio. Proprio il “monitoraggio” sulle attivita’ del Commissariato dopo la gestione Bassolino ha portato ai nuovi provvedimenti. Un colpo inferto anche alla “squadra” dell’ex commissario e attuale sottosegretario Guido Bertolaso. I titolari dell’inchiesta hanno escluso le voci su una presunta iscrizione nel registro degli indagati dello stesso sottosegretario, anche se le intercettazioni che lo riguardano, qualche imbarazzo lo suscitano.

“Tu fai tutto quello che puo’ essere utile, che puo’ servire…io ho un obiettivo preciso: sputtanare i tecnici del ministero dell’Ambiente”, dice Bertolaso al suo vice Marta Di Gennaro, in una telefonata del 17 maggio del 2007, quando era Commissario per l’emergenza riifiuti. L’intercettazione e’ nel capitolo dedicato allo scontro sulla discarica di Serre Macchia Soprana e denuncia in pieno i dissapori con il ministero
dell’Ambiente, retto allora da Alfonso Pecoraro Scanio, sul sito da destinare a discarica nel salernitano. Ma in particolare e’ significativa la data: si tratta del giorno prima di quello in cui parti la lettera in cui Bertolaso annunciava a Prodi le sue dimissioni da commissario. Dimissioni poi rientrate per un mese e mezzo ma confermate nell’ordinanza con cui il 6 luglio del 2007 il governo nomino’ il prefetto di Napoli Alessandro Pansa commissario.

In una seconda telefonata con la Di Gennaro, due ore dopo, Bertolaso torna nuovamente sulla vicenda di Macchia Soprana, ribadendo quale fosse il suo pensiero sulla discarica che poi alla fine e’ stata realizzata. “A me di Macchia Soprana non me ne frega un c…e non la faremo mai probabilmente…mentre invece a me mi serve Valle della Masseria sabato prossimo quando chiudiamo Villaricca”.

Dai capi d’accusa emerge “un sistema imperniato su una attivita’ di lavorazione dei rifiuti assolutamente fittizia”. I rifiuti che uscivano imballati dai cdr presentavano, secondo i magistrati, “identiche caratteristiche fisico-chimiche” rispetto alla spazzatura d’origine. Dall’inchiesta viene fuori inoltre che la frazione umida dei rifiuti non sarebbe stata sottoposta ad alcun trattamento di “stabilizzazione”, procedura necessaria a eliminare i cattivi odori e a “igienizzare” la spazzatura. In pratica si sarebbero persi tempo e denaro per produrre “finte” ecoballe, che in realta’ sarebbero state solo spazzatura impacchettata.

Una indagine basata in particolare su intercettazioni telefoniche, dalle quali si evince che in talune circostanze sono state illecitamente smaltite in discarica proprio le cosiddette ecoballe: l’involucro plastico veniva lacerato, e camion e trattori passavano piu’ volte sul contenuto, al fine di far apparire il tutto come “un mero scarto composto da inerti” e dunque formalmente autorizzato per finire in una discarica. Il tutto avveniva alla luce del sole, sul piazzale degli impianti per la produzione del cdr.

Poi ci sono le analisi false, fatte per “accompagnare” questi rifiuti nei siti di smaltimento. Per gli inquirenti si era instaurata una “consolidata e articolata rete di complicita’ all’interno della struttura commissariale” da parte di pubblici funzionari e dipendenti che violavano “i precisi compiti di vigilanza sulle attivita’ di lavorazione dei rifiuti affidata alle societa’ Fibe e Fisia”, dando direttive che di fatto violavano le ordinanze commissariali. Il tutto “con l’assoluta complicita’ di dipendenti e collaboratori” di Fibe e Fisia, che determinava una realta’ “di mancata lavorazione dei rifiuti, falsa qualificazione degli stessi e illecito smaltimento nelle discariche, con grave pregiudizio per l’ambiente e la salute pubblica”.

Al centro dell’inchiesta anche le irregolarita’ riscontrate nel trasferimento sui treni diretti in Germania dei rifiuti campani. L’elenco degli indagati agli arresti domiciliari comprende, tra gli altri, Marta De Gennaro, responsabile del settore sanitario del Dipartimento della Protezione civile e gia’ vice di Guido Bertolaso quando l’attuale sottosegretario era commissario ai rifiuti i responsabili dei sette impianti di Cdr in Campania, l’ad Roberto Cetera e il direttore tecnico Lorenzo Miracle dell’Ecolog, l’azienda incaricata dei trasporti in Germania e il maresciallo dei carabinieri, Rocco De Frenza, distaccato presso la protezione civile.

L’avviso di garanzia al prefetto Alessandro Pansa si riferisce a una ordinanza del 18 dicembre dello scorso anno, con la quale si stabiliva l’opportunita’ di regolare le prestazioni che doveva effettuare la Fibe e in cui si sarebbe omesso di indicare che la Fibe era interdetta dal trattare con la pubblica amministrazione.

L’accusa di associazione a delinquere e’ contestata a 24 dei 25 indagati nell’inchiesta della Procura di Napoli sulle irregolarita’ nello smaltimento rifiuti. L’unica a cui non e’ contestato e’ Giuseppina Mazza, dipendente della Regione Campania addetta l’ufficio ambientale di Caserta.

(27 maggio 2008)

Condividi:

Comments Closed

Comments are closed. You will not be able to post a comment in this post.