ASSEGNO DI SOLIDARIETA

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dal giornale.it del 23 Marzo 2008

e’ dura, davvero molto dura. Reinserirsi nella vita sociale, dopo essere stati parlamentari, dev[k]essere uno di quei traumi paragonabili soltanto alla morte del coniuge o alla separazione. Svegliarsi la mattina nello stesso letto di sempre, senza avere giu’ magari l[k]auto blu con autista che aspetta, senza corse a sirene spiegate e palette brandite nelle corsie preferenziali, e le riunioni importanti in commissione, e le sedute in aula con i commessi pronti ad accorrere per ogni piccola difficolta’. E l[k]ufficio nei prestigiosi palazzi romani con segretarie e assistenti (i cosiddetti portaborse), e i frettolosi ma congrui pranzetti al ristorante interno, e la pennichella ritagliata magari nell[k]appartamento di servizio (solo per la top class parlamentare) o nel medesimo ufficio. La sauna in fretta e furia sotto l[k]aula di Montecitorio. Per non parlare delle faticosissime e stressanti missioni di studio all[k]estero. Che vitaccia.
Tutto svanisce cosi, di botto. Per colpa di un destino cinico e baro, dell[k]irriducibile nemico politico che riesce a soffiarti la poltrona quando meno te l[k]aspetti, quando sei distratto o solo attratto dall[k]avvenente commessa che ti guarda con gli occhioni blu. Ti volti e sei fuori, non ricandidato o candidato in un posto senza speranza. Sono quasi duecento i depennati dalla lista, molti di piu’ quelli che non ce la faranno a tornare dopo il 13 aprile. Cosa fai, allora? Non sai a che santo votarti (e soprattutto chi ti voti). Dev[k]essere per questo che i previdenti uffici di Camera e Senato hanno previsto un piccolo aiutino per il [k]reinserimento nella vita sociale[k]. Cosi si chiamava l[k]indennita’, ma oggi si preferisce puntare su una piu’ fraterna [k]indennita’ di solidarieta’[k]. D[k]altronde chi ti aiuta, quando il mondo sembra crollarti addosso? La solidarieta’ del Palazzo, secondo i malevoli una solidarieta’ di [k]casta[k].
Cifretta che certo non risolve i problemi, e che dipende dal numero di legislature consecutive svolte (sei mesi piu’ un giorno conta per un anno intero). Un regalino post-pasquale, che per i nomi piu’ noti e navigati arriva a qualche centinaio di migliaia di euro, e per i peones a qualche decina di migliaia. L[k]indennita’ corrisponde alla liquidazione dei comuni mortali, ma con una sostanziale differenza: e’ esentasse, ovvero senza trattenuta alla fonte, in quanto i soldi risultano accantonati soltanto dal parlamentare (leggi dal contribuente). L[k]ottanta per cento dell[k]indennita’ lorda (grosso modo sui 12mila euro mensili), moltiplicata per il numero di anni di [k]vitaccia[k] consecutivi.
Usciti finalmente dalla gabbia del Parlamento, come se fosse quella di Regina Coeli, alcuni dei [k]pezzi da novanta[k] avranno un omaggio che li aiutera’ al [k]reinserimento nella vita sociale[k]. La [k]top ten[k] vede in testa Armando Cossutta (345.744 euro), seguito da Clemente Mastella (307.328 euro), Alfredo Biondi (279.792 euro), Luciano Violante (271.498 euro), Vincenzo Visco e Sergio Mattarella (234.050), Willer Bordon (201.684 euro). Non si tema per la sorte di alcuni nomi noti: avendo saltato qualche legislatura, li hanno gia’ presi.
In totale, considerando per ora solo i non ricandidati, le uscite per l[k][k]assegno di solidarieta’[k] dovrebbero attestarsi oltre quota 5 milioni per Palazzo Madama e oltre quota 7 milioni per Montecitorio. Tremano pero’ gia’ gli uffici di Senato e Camera, in attesa dei [k]trombati[k] del 13 aprile: la cifra e’ destinata ad arrivare alle stelle e viene stimata complessivamente vicina ai 30 milioni di euro.
Tali [k]trattamenti di fine rapporto[k] provengono da una trattenuta alla fonte sulle indennita’ lorde dei parlamentari (il 6,7%, ossia 804,4 euro al mese per i senatori e 784,14 euro per i deputati). Sempre di denaro pubblico si tratta, visto che le indennita’ sono corrisposte dalle Camere, ossia dall[k]intera cittadinanza. Una mole di denaro, anche questa per le liquidazioni, che pare non bastare mai. Tanto che ci si interroga sulla sostenibilita’ di bilancio del sistema. Alla Camera, considerato l[k]alto numero di deputati, non sembrano esserci particolari preoccupazioni. L[k]attivo del Fondo di solidarieta’ a fine 2006 superava i 200 milioni di euro dei quali 43 milioni su conto corrente e 26,5 milioni investiti in gestioni patrimoniali del Monte dei Paschi di Siena e di Intesa San Paolo. Diverso il discorso per il Senato: nel bilancio preventivo 2007 non sono stati accantonati trasferimenti al fondo di solidarieta’ visto l[k]assegno da 8,7 milioni staccato nel 2006 per coprire 14,6 milioni di trattamenti. La liquidita’ a fine 2006 era di solo 682mila euro. Palazzo Madama non separa le gestioni dell[k]assegno di solidarieta’ da quelle per l[k]assistenza sanitaria (per la quale si devolve un altro 4,5% dell[k]indennita’ lorda mensile). Di qui le difficolta’ che probabilmente indurranno il prossimo consiglio di presidenza a deliberare un nuovo utilizzo del fondo di riserva. I senatori [k]pensionati[k], infatti, non lesinano cure mediche, per le quali e’ previsto un rimborso (7,8 milioni nel 2006). Da nazione di poeti, santi e navigatori a Paese di ex parlamentari in salute. Che Dio salvi la regina, e pure l[k]alfiere.

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