LE DOMANDE DI UN OPERAIO

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Che fine ha fatto la classe operaia? Esiste ancora? E’ ancora
disposta a lottare per i propri diritti? Queste domande me le sono
poste piu’ volte negli ultimi tempi, purtroppo le risposte che mi sono
dato non sono molto esaltanti.
Lavoro in un’acciaieria dal ’99, sono attivo dal punto di vista
sindacale, pur non essendo delegato, e vi posso assicurare che si fa
una fatica enorme per compattare gli operai per una lotta comune.
Dovrebbe essere semplice, invece c’e’ chi ha paura di esporsi; chi
teme ritorsioni; chi non si sente tutelato e rappresentato dai
sindacati attuali; chi per ignoranza mostra piu’ interesse alla bella
macchina o alla griffe che a problemi riguardanti alla sua salute e
alla sua sicurezza; chi pensa alla carriera mettendo spesso a
repentaglio la propria incolumita’ e quella di chi gli lavora accanto,
pur di aumentare la produzione e fare bella figura con i piani alti;
chi e’ precario e quindi non ha voce in capitolo perche’ rischierebbe
di diventare disoccupato.
Neanche i 7 morti nell’acciaieria della ThyssenKrupp a Torino hanno
smobilitato le coscienze. Dopo un primo momento di sgomento, tutto e’
scivolato via silenziosamente, come se non potesse mai succedere
nulla di simile nella nostra fabbrica.
L’azienda per cui lavoro invece si e’ mobilitata immediatamente.
Il caporeparto ha iniziato il giro delle squadre e durante l’attivita’
lavorativa ha fatto una specie di corso antincendio di 5 minuti, pur
non avendo titoli per farlo, pretendendo da parte del singolo
lavoratore la firma che attestava l’avvenuto addestramento sull’uso,
utilizzo, responsabilita’ e ubicazione degli estintori presenti in
Azienda, senza informare tra l’altro i delegati Rls.
Loro si sanno tutelare, loro sanno fare i propri interessi. E la
classe operaia che fa? Assiste inerme, permette al “padrone”
qualsiasi sopruso[k] e piange i propri morti.
Stiamo scomparendo in nome di un finto benessere; abbiamo perso di
vista i valori, i principi, le idee; stiamo perdendo tutti i diritti
che con fatica i nostri padri, i nostri nonni, hanno ottenuto
attraverso anni di lotte. Stiamo polverizzando tutto e non ce ne
stiamo accorgendo.
E i sindacati confederali cosa fanno?
Organizzano manifestazioni contro le morti bianche, rilasciano
dichiarazioni ad effetto e poi firmano il rinnovo del contratto
nazionale dei metalmeccanici, nel quale si aumenta di altre 8 ore lo
straordinario obbligatorio; si festeggia come una conquista 44 mesi
di contratto precario; si prolunga a 30 mesi la prossima scadenza per
il rinnovo, per non parlare poi dell’aspetto economico, recuperare il
potere d’acquisto per l’operaio ormai e’ diventata un’utopia.
La sicurezza? L’ambiente?
Le solite poche righe scritte in politichese, che dicono tutto e non
dicono niente. Scandaloso! Scandaloso! Scandaloso!
Sono fortemente indignato, irritato, ma non demotivato.
Questo scempio mi da la forza per cercare di far cambiare qualcosa,
non smettero’ di lottare, di urlare, di rivendicare i nostri diritti,
sperando che questa goccia diventi presto un oceano.

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