Giornale, Numero 22 del 22 gennaio 2019

DI MAIO IMPOSTORE

L’imperialismo francese rapina l’Africa, l’ENI in Africa fa opere di bene  Riprende in grande la mattanza nel Mediterraneo dei migranti. Il governo dei padroni italiani se la prende con le […]

L’imperialismo francese rapina l’Africa, l’ENI in Africa fa opere di bene

 Riprende in grande la mattanza nel Mediterraneo dei migranti. Il governo dei padroni italiani se la prende con le ong o con gli imperialisti Francesi.

 Centosettanta vittime in due naufragi negli ultimi giorni nel Mediterraneo.

 Ogni padrone usa il muro che vuole: Orban quello di filo spinato, gli altri governi europei, il mare Mediterraneo. Più di 100 migranti riportati nei lager libici.

 Gli imperialisti europei e i loro governi sono i responsabili della mattanza dei migranti

 La così detta guardia costiera al servizio del governo libico di Tripoli, ha lasciato annegare i primi 150 naufraghi.

 I due vicepremier portavoce dell’imperialismo italiano, Luigi Di Maio e Matteo Salvini hanno commentato il naufragio.

 Il leader leghista ha colto l’occasione per tornare ad attaccare le ong impegnate a recuperare i migranti. Il titolare del Viminale ha poi ribadito: “Lo ribadisco, in Italia i porti erano e rimarranno chiusi. La difesa dei confini è costituzionalmente garantita e il ministro dell’Interno ci tiene che in Italia si entri chiedendo per favore e dicendo grazie”, mentre i padroni italiani, senza chiedere per favore e senza dire grazie, sono liberi di depredare e saccheggiare i popoli dell’Africa.

 Di Maio ha detto che è ipocrita parlare degli “effetti e non delle cause”. “Questi viaggi della disperazione nel Mediterraneo che provocano morti sono legati ad una fase coloniale ancora in atto in Africa ad opera di alcuni Paesi d’Europa”: “Ci sono Paesi europei, in particolare la Francia”, ha aggiunto, “che continuano a tenere sotto scacco l’economia africana impoverendola”. L’impostore Luigi Di Maio, finge di ignorare che la Libia era una colonia dei padroni italiani e che ancora oggi l’ENI fa il bello e cattivo tempo in tutta l’Africa.

 Un giovane

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