Giornale, Numero 6 del 6 dicembre 2018

Dal trattore alla ruspa Sceneggiate di regime

Il duce del fascismo con la falce in mano recitava da contadino. Salvini sulla ruspa recita da mafiosetto del movimento terra.  Caro Operai Contro, con in testa l’elmetto bianco Salvini […]

Il duce del fascismo con la falce in mano recitava da contadino. Salvini sulla ruspa recita da mafiosetto del movimento terra.

 Caro Operai Contro, con in testa l’elmetto bianco Salvini sopra una grande ruspa, dà il via alla demolizione di alcune ville abusive, confiscate dalla regione Lazio alla mafia locale. In Italia la maggior parte delle costruzioni abusive, sono state condonate dai vari governi, come pure nel 1994 e nel 2003, proprio dalla Lega, quando era al governo con Berlusconi. Ora Salvini sembra aver perso tutta la propensione a “condonare” e, come il Cuculo che depone l’uovo nel nido di un altro volatile, si è messo in prima fila nella soluzione radicale della demolizione, decisa dalla regione Lazio, quando proprio la Lega al governo ha condonato in tutta Italia, centinaia di migliaia di costruzione abusive.

 Salvini ha cambiato idea? Niente affatto! Coglie la palla al balzo per farsi un po’ di pubblicità, spacciandosi come paladino della salvaguardia del territorio, oppositore della mafia locale e della speculazione edilizia.

 Una propagandistica azione di facciata quella di Salvini. Dietro la sua presunta lotta alla speculazione edilizia, è assediato dalle grandi aziende del movimento terra e delle grandi costruzioni in crisi. Alcune di queste aziende in grave difficoltà finanziaria, non riescono a portare avanti le commesse già avviate e chiedono aiuto. Altre premono perché il governo sblocchi le grandi opere pubbliche ferme, e ne vari altre, per ottenere l’assegnazione delle commesse: Ponti, strade, edifici, aeroporti, gallerie, gasdotti, ferrovie oleodotti, ecc.

 I telegiornali mostrano il bauscia di Milano sulla ruspa per i mafiosi del movimento terra; come ieri Mussolini per i contadini, mietitore a petto nudo, nella “battaglia del grano”, appariva nei Cinegiornali dell’Istituto Luce.

 Oltre ai padroni del movimento terra e delle costruzioni, si muovono parti di altri settori. Nel bresciano titolari di aziende, si sono riuniti incazzati per l’annunciato taglio del governo Conte ai finanziamenti per l’industria 4.0. Parti importanti di borghesia industriale in fermento s’incrociano con interessi di altri settori, fibrillazioni che potrebbero arrivare ai piani alti del Palazzo.

 Salvini con l’elmetto bianco può vendere fumo sulla ruspa, spacciarsi per antimafioso e per la salvaguardia del territorio contro la speculazione edilizia. Ma deve fare i conti con i padroni del movimento terra, con i padroni di tutti i settori, che vogliono la strada spianata per fare profitti. Ha fatto la guerra agli immigrati come se fossero responsabili della condizione in cui si trova l’odierna società? Ha urlato col suo razzismo nazionalista: “prima gli italiani”? Ora i padroni in Italia gli chiedono il conto.

 Saluti Oxervator

Lascia una risposta