Giornale, Numero 2 del 2 novembre 2018

IL DRAGO SI MANGERA’ IL CAVALIERE GIALLO

Draghi è il presidente della Banca Centrale Europea, ha avuto questo incarico dalle diverse borghesie europee per sostenere, comprando titoli di stato, quelle fra loro in difficoltà con i conti […]

Draghi è il presidente della Banca Centrale Europea, ha avuto questo incarico dalle diverse borghesie europee per sostenere, comprando titoli di stato, quelle fra loro in difficoltà con i conti pubblici, difficoltà prodotte dalla gestione allegra dei debiti e dei riflessi della crisi mondiale. Un cassiere. La Banca Centrale Europea è intervenuta più volte, dal marzo 2014, bruciando sui titoli di Stato italiani 360 miliardi di Euro. Sia il grande capitale industriale che quello bancario sono stati protetti dagli effetti della grande crisi, i loro investimenti con i profitti adeguati, sono stati assicurati. Draghi espressione della alta borghesia italiana, per anni ha gestito la Banca d’Italia, ha avuto naturalmente un occhio di riguardo per i suoi soci di Roma, sempre dichiarando che si muoveva nell’ambito dell’indipendenza, al di sopra di ogni interesse nazionale. Altrettanto naturalmente, come interprete degli interessi della borghesia in generale, si è permesso di intervenire, in questi giorni, negli affari della sua italietta ricordando, nell’ambito della presentazione del documento di politica economica del governo, che i soldi della BCE stanno finendo e che è bene non indebitarsi troppo. Il cavaliere giallo, Di Maio, non ha sopportato questa benevola intromissione e si è lanciato all’assalto del drago: “Draghi come italiano tifa poco per l’Italia, ed in più con le sua parole invelenisce l’ambiente”. Il piccolo borghese non sa come funziona il grande capitale, non conosce la funzione delle banche centrali, né di quella europea e nemmeno di quella che ha sede a Roma, da più di cento anni. Va all’assalto del drago con una lancia di plastica. La funzione delle banche centrali è quella di garantire, con l’intervento finanziario, gli interessi collettivi dei grandi capitalisti, siano essi banchieri, industriali o manager di Stato, di salvaguardare il funzionamento della macchina statale che di questi interessi è l’incarnazione. L’indipendenza della banca centrale da ogni interesse particolare di ogni particolare padrone è la base che gli permette di poter rappresentare collettivamente tutti i padroni ed essere così il baluardo del sistema che si regge sullo sfruttamento degli operai e la loro sottomissione. La banca centrale europea, allo stesso modo, non può che presentarsi ed agire come strumento al di sopra delle parti, autonomo ed indipendente. Di Maio attacca Draghi perché è poco patriota quando li mette in guardia sulle scelte economiche del governo? Un colpo a vuoto, Draghi non può parteggiare per nessuno, sarebbe il suicidio della BCE. Draghi invelenisce l’ambiente? Ancora un colpo a vuoto, se c’è uno che sottobanco ha favorito i banchieri e i grandi padroni italiani è proprio lui. Tutta l’alta borghesia nostrana, i suoi giornali insorgono “Draghi non si tocca… Di Maio ha superato il limite…Non è così che si governa il paese”. L’alleato Salvini sta zitto, la Lega è il tramite fra piccola e media industria del Nord e le banche, ha dietro di sé i clienti risparmiatori e investitori della provincia e non può inimicarsi l’uomo della grande finanza europea che può sempre essere utile per intervenire in una possibile crisi del sistema bancario in Italia. Salvini si ritaglia sempre più il ruolo di gendarme, di guardiano truce della proprietà privata grande e piccola contro i poveri nullatenenti. Quando interviene in economia sta sempre col padrone, con le banche, purché siano italiani. Si poteva attaccare Draghi per quello che effettivamente è: il cassiere di una montagna di soldi che rappresentano altrettanta ricchezza che, in ogni paese, i padroni rubano ai propri operai e finisce nelle casseforti della BCE. Una ricchezza che viene gestita centralmente per sostenere gli affari di tutti i grandi borghesi. Si poteva attaccare Draghi come uno dei “garanti” di quella macchina che spreme gli operai e chi lavora a salario in ogni parte dell’Europa, una critica del genere avrebbe ricevuto il sostegno di una buona parte della popolazione attiva che vive in miseria proprio perché lavora per un padrone. Invece, il cavaliere giallo ha creduto meglio sparlare sul mancato patriottismo del presidente della BCE e sul suo ruolo di avvelenatore. D’altronde, Di Maio non poteva far altro, ha sempre negato la responsabilità dei padroni della miseria degli operai, della miseria in generale, l’ha presentata come se fosse il prodotto di un destino sociale. Ha sempre negato pubblicamente che fra operai e padroni esista un contrasto oggettivo fra chi sfrutta e chi è sfruttato. Quando sembra che spari a zero sui grandi investitori che mettono in forse la manovra economica del governo, non lo fa in quanto capitalisti ma solo come agenti che operano contro l’Italia. Il drago, di fronte ai suoi attacchi, non si è nemmeno mosso, ma il cavaliere giallo si è esposto, il grande capitale si convince sempre più che questa piccola borghesia incapace di gestire gli affari dello Stato vada messa sotto controllo. Deve essere disciplinata, la vicenda del TAP dimostra che è possibile, ma se questo lavorio diventa troppo oneroso e richiede molto tempo è meglio escluderla prima possibile dal governo. Le manovra politiche del centro destra, i raccordi locali fra Salvini e Berlusconi sono già in atto. Draghi si organizza con la Banca d’Italia e gli uomini di Stato più influenti. Il drago finirà per mangiarsi il cavaliere giallo.

E.A.

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