Giornale, Numero 11 del 11 marzo 2018

STORIE DI PUPE E DI PUPARI, CONSIDERAZIONI SULLE ULTIME ELEZIONI.

Dopo estenuanti dibattiti si è conclusa la campagna elettorale che ha decretato i nuovi vincitori. Il teatrino della propaganda ha chiuso i battenti per cedere posto a quello della politica. […]

Dopo estenuanti dibattiti si è conclusa la campagna elettorale che ha decretato i nuovi vincitori. Il teatrino della propaganda ha chiuso i battenti per cedere posto a quello della politica. Il popolo ha svolto la sua funzione, adesso può solo partecipare da spettatore, fino al prossimo spettacolo, dove s’illuderà di decidere qualcosa. Anche se con qualche giorno di ritardo, voglio fare delle considerazioni su questa tornata elettorale e su i suoi risultati.

CHI COMANDA VERAMENTE.

Si sta molto discutendo in questi giorni sul ruolo dei politici, sulle loro presunte soluzioni dei problemi e via discorrendo, ma questi non sono altro che dei burattini, chi sono i burattinai e chi muovi i fili? Facciamo allora delle considerazioni: le otto persone più ricche del mondo hanno la stessa ricchezza della metà della popolazione mondiale; il fatturato delle principali multinazionali supera la ricchezza prodotta dalla maggior parte degli stati mondiali; sempre queste multinazionali controllano i processi produttivi dei principali beni di consumo e di prima trasformazione; le multinazionali energetiche ed estrattive controllano il traffico delle materie prime mondiali. Possibile che questi soggetti siano solo spettatori? Difficile crederlo. In verità la concentrazione monopolistica ha raggiunto dei livelli inimmaginabili, tanto da rendere quasi superfluo l’esistenza degli stati nazionali, i processi produttivi si realizzano su scala globale, mentre la maggior parte delle persone riesce a percepire solo una piccola porzione di essi. Allora sono questi i principali burattinai, o pupari, mentre tutti gli altri soggetti sono dei burattini,  o pupi,più o meno consapevoli. Il sistema chiaramente si regge sul plus valore prodotto dal lavoro salariato mondiale. La politica, e la cosiddetta democrazia, non sono altro che un diversivo per illudere le persone che possono cambiare le cose. I politici, in particolare, recitano una parte e sono funzionali al sistema, servono per controllare che il malcontento non individui il sistema economico e sociale causa dei loro mali. Le parti che sono recitate sono sempre le stesse:

  • GLI INNOVATORI: chi rifiuta la vecchia politica e individua dei capi espiatori, negli ultimi tempi sono molti che hanno assunto questo ruolo, compreso l’odiato Renzi, il “rottamatore”, per finire al movimento cinque stelle. Il loro ruolo è di stordire il popolo con delle nuove parole d’ordine ma non mettere in discussione il sistema.
  • I CONSEVATORI E MODERATI: sono coloro che apparentemente si oppongono ai primi e vogliono un cambiamento graduale.
  • I RADICALI E I RIVOLUZIONARI (a parole): quelli che non contano nulla e possono permettersi di promettere anche la Luna.

Questi ruoli sono assolutamente intercambiabili e si susseguono nel tempo con assoluta irregolarità, gli innovatori diventeranno i conservatori di domani e il sistema continuerà a perpetuarsi. I pupi sono assolutamente interscambiabili.

GLI ALTRI PUPI.

Al di fuori della politica ci sono altri che rivestono questo ruolo:

  • GLI INTELLETTUALI: servono a mantenere alto il livello di rincoglionimento generale, stordendo le persone con stucchevoli dibattiti dove non si parla mai di aspetti concreti della vita quotidiana. Gli intellettuali più pericolosi sono quelli che denunciano le magagne e sostengono che sono solo una deviazione del sistema, ma non individuano le cause reali.
  • GLI INTRATTENITORI: anche loro servono a rincoglionire ma si rivolgono ai ceti più deboli.
  • LE SOVRASTRUTTURE ISTITUZIONALI: i fornitori di cultura servono a formare le categorie precedenti assolutamente inseriti nel sistema.

A tutti i pupi, i pupari fanno un discorso chiaro: “ Bene, vi consentiamo di fare la bella vita e non vivere di lavoro salariato, allora guadagnatevi il pane contribuendo a mantenere il teatrino altrimenti prendiamo altri burattini che sanno fare meglio il loro lavoro. Potete anche discutere di comunismo, di marxismo, di rivoluzione, l’importante non mettere in discussione, nei fatti il sistema”.

La borghesia mondiale spende immani risorse per  sostenere i burattini, ma il gioco vale la candela: nonostante infinite vicissitudini il capitalismo è ancora in piedi, non si intravedono serie possibilità di cambiamento e i disagi, le proteste  e i malcontenti vengono facilmente ricondotti nei canoni istituzionali. Allo stesso modo nessuno analizza i processi produttivi , non ci sono proposte serie e sono in pochi ad individuare nel lavoro salariato e nel la ricerca del profitto la causa di tutti i mali. La maggior parte delle persone ritiene che questo sistema sia il solo possibile, e anche la diffusione di certe malattie sia il prezzo da pagare per il progresso.

IL RISULTATO DELLE ELEZIONI.

Inutile arrampicarsi sugli specchi , non c’è stata nessuna astensione strategica  di massa tutto il malcontento è stato ricondotto nei margini istituzionali, il gioco dei pupari ha funzionato alla perfezione. La caduta della vecchia politica è solo un’illusione, gli innovatori  di oggi saranno i conservatori di domani. Intanto nulla cambierà per i braccianti,  per gli operai e per tutti i lavoratori. Gli interessi dei burattinai non saranno intaccati e il teatrino rimarrà pronto per un altro spettacolo. Non basta tagliare i fili bisogna buttare giù i pupari.

PIETRO DEMARCO.

 

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