Giornale, Numero 18 del 18 giugno 2017

Lo sciopero del 16 giugno: uno scandalo!

per il dibattito Rompe le uova nel paniere a padroni, politicanti e sindacalisti di regime   I l 16 giugno, lo sciopero dei lavoratori dei trasporti (aeroportuali, portuali, ferrovie, autoferrotranvieri, […]

per il dibattito

Rompe le uova nel paniere a padroni, politicanti e sindacalisti di regime

 

I l 16 giugno, lo sciopero dei lavoratori dei trasporti (aeroportuali, portuali, ferrovie, autoferrotranvieri, logistica e autostrade) ha avuto un esito complessivamente buono, ove più ove meno (sotto, un breve resoconto). Sicuramente, il successo è stato maggiore alle aspettative dei promotori, alcuni sindacati di base (Cub Trasporti, Sgb, SiCobas, con l’adesione del SolCobas e, in parte, dell’Usb). Nel successo ha pesato il grande malcontento dei lavoratori che, solo a stento, la triade Cgil-Cisl-Uil ha potuto contenere in alcune situazioni dove pesa invece il loro ruolo clientelare. Quindi, non sono in questione le tessere sindacali, bensì è in questione l’unità di lotta dei lavoratori, un’unità trasversale che si sta generalizzando. E spaventa sindacalisti e politicanti di regime.

Lo sciopero è stato proclamato contro l’incombente privatizzazione del trasporto pubblico, in particolare il trasporto di passeggeri (urbano e ferroviario). Il trasporto è tra i pochi settori che vantano ancora una prevalente partecipazione dello Stato o delle amministrazioni locali. E fa gola alle multinazionali del trasporto privato, nonché ai lupi della finanza. Il governo Gentiloni sta facendo di tutto per regalare a costoro questa gallina dalle uova d’oro. Dando un calcio in culo ai lavoratori del settore e agli «utenti» del servizio.

Le male conseguenze della privatizzazione ricadranno infatti su TUTTI: i lavoratori del settore saranno sottoposti a peggiori condizioni di lavoro; i passeggeri, i pendolari in primis, dovranno ingoiare maggiori disagi e tariffe più alte.

La posta in gioco è alta, e spiega l’acido livore scatenato dallo sciopero tra politicanti e sindacalisti, con in testa Renzi, Del Rio, Furlan. E questo livore nonostante lo sciopero si sia svolto nel completo rispetto delle «regole» (sotto, commenti a caldo).

Lor signori, le «regole» le dettano ma le rispettano finché gli conviene. O vi sono costretti.

Sappiamo per brutta esperienza che, tra le conseguenze delle privatizzazioni, c’è la flessibilizzazione del lavoro: l’outsourcing, l’esternalizzazione, ovvero il lavoro in appalto. Un altro bell’affare, dove si sono buttate le cooperative che il lavoro lo gestiscono con criteri mafiosi e con la connivenza della triade Cgil-Cisl-Uil, come si è visto nella logistica e le lotte dei facchini.

Di fronte a questa prospettiva, fa piacere che allo sciopero abbiano partecipato molti facchini, in particolare a Modena e a Piacenza, che affrontano tutt’oggi le gioie del lavoro in appalto [vedi: Si Cobas Lavoratori Autorganizzati].

E fa piacere che a Milano siano scese in piazza (del Duomo!) anche le cameriere di alcuni grandi alberghi, anch’esse sottoposte a condizioni di lavoro schiavistiche, gestite dalle solite cooperative [vedi: SOL Cobas – Sindacato degli Operai in Lotta Cobas].
Un vento nuovo comincia a soffiare. Il vento caldo delle lotte.
d. e., Milano, 17 giugno 2017.

Resoconto

A Roma chiusa la metropolitana, la linea ferroviaria Roma-Lido e la linea urbana Roma-Viterbo. Funziona invece, ma con forti riduzioni di corse la Termini-Centocelle. Sospese le limitazioni al traffico nella ztl centrale. Particolari disagi al traffico nel quadrante sud della Capitale a causa di alcuni incidenti. La situazione all’aeroporto di Fiumicino è regolare perché in vista dello sciopero indetto da alcuni sindacati autonomi, Alitalia, “per limitare i disagi”, ha preventivamente cancellato oppure anticipato o posticipato l’orario di partenza di alcuni voli, informando peraltro per tempo i passeggeri delle modifiche attuate.

A Milano, secondo quanto riferito dall’Atm, le linee metropolitane 1, 2 e 3 dovrebbero continuare a funzionare, mentre la 5 sul sito della municipalizzata risulta interrotta. La situazione nelle stazioni è di affollamento, ma non si segnalano problemi di rilievo, probabilmente anche grazie all’utenza parzialmente diminuita per la fine delle scuole.

Caos a Venezia con Piazzale Roma invaso dalle auto di chi è costretto per ragioni di lavoro a raggiungere con questo mezzo il centro storico; presi d’assalto i taxi.

A Torino, invece, oggi il trasporto pubblico funziona regolarmente: uno sciopero è in calendario per il 6 luglio.

Disagi contenuti a Napoli. La protesta, indetta da alcune single sindacali minori, non coinvolge l’Anm, che gestisce bus, funicolari e il Metrò linea 1, né l’Eav, da cui dipendono le ferrovie Cumana, Circumvesuviana e Circumflegrea. Sciopero in corso, invece, sulla linea 2 del Metrò, gestita da Trenitalia.

Il Gruppo FS ha confermato il regolare funzionamento delle Frecce Rosse.

Lievi disagi solo per i voli in Puglia a causa dello sciopero di 24 ore del trasporto pubblico. I bus dell’Amtab a Bari circolano regolarmente.

Pochi disagi anche a Palermo: nell’azienda degli autobus del capoluogo, l’Amat, sono 230 su 1700 gli autisti che hanno incrociato le braccia. Un bilancio delle corse soppresse sarà disponibile solo dalle 14, ma al momento il traffico non sembra risentire particolarmente dell’astensione. Qualche difficoltà si è registrata nei voli.

[http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Sciopero-trasporti-disagi-in-molte-citta-4289c56c-38c8-4e91-9bbe-8c982cd91c57.html]

Commenti a caldo …

Il gangster Renzi contro lo sciopero

Dopo lo sciopero riuscito del 16 giugno, la rabbia del capo del partito dei padroni, Pd, è esplosa. Per Renzi il diritto allo sciopero va regolamentato. Cioè per il gangster Renzi il diritto di sciopero va eliminato. Per Renzi vanno bene solo le processioni organizzate il sabato e la domenica. Processioni rigorosamente fuori dall’orario di lavoro.

Durante i 1000 giorni in cui il gangster ha fatto tutto ciò che poteva a favore dei padroni, si è dimenticato del diritto di sciopero. In questi anni sono state fatte leggi e leggine contro lo sciopero.  Nessuna legge può fermare i lavoratori stanchi di subire la miseria in cui li costringono i padroni. Renzi siamo solo all’inizio.

[Un lavoratore – da Operai Contro]

Allora fatemi capire: lo sciopero una volta era uno strumento di lotta in mano ai lavoratori (in Italia, altrove lo è ancora), oggi è regolamentato da leggi fatte dal governo, oggi è diventato uno strumento dei governi e dei padroni, ho sentito la signora a capo della Cisl criticare lo sciopero di oggi dei trasporti, ho sentito un uomo del governo (commissione di garanzia: Giuseppe Santoro Passarelli – vedi http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Sciopero-trasporti-disagi-in-molte-citta-4289c56c-38c8-4e91-9bbe-8c982cd91c57.html) affermare che in Francia ad esempio non c’è una legge sullo sciopero, quando hanno provato a farla c’è stato uno sciopero a oltranza (“selvaggio”, si dice qui) e l’hanno respinta, “ma qui da noi non è possibile” ha aggiunto con convinzione. Beh, in effetti ha ragione lui, non appare proprio possibile. Perché ci siamo fatti portare via tutto, perfino l’unico prezioso strumento di lotta dei lavoratori. Pensiamoci però un momento. Ribaltare tutta questa situazione, invece, è ancora e sempre possibile. Basta volerlo. E farlo. [Silvia Ferbi]

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