LE GRANDI OPERE DI DRAGHI E I PICCOLI SALARI DEGLI OPERAI

Nel 2020 persi 40 miliardi di salari mentre si decide di versare una montagna di miliardi nelle tasche degli “imprenditori”,  la “scommessa è sulla crescita” ma quello che crescerà saranno i loro profitti schiacciando ancora i salari.
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Nel 2020 persi 40 miliardi di salari mentre si decide di versare una montagna di miliardi nelle tasche degli “imprenditori”, la “scommessa è sulla crescita” ma quello che crescerà saranno i loro profitti schiacciando ancora i salari.


 

Caro Operai Contro, “Una scommessa sulla crescita” è uno dei punti che Draghi ha presentato il 16 aprile con il nuovo Dpcm. Si basa su commesse statali con tanto di commissari straordinari nominati, per gestire 83 miliardi di euro, investiti per sbloccare e realizzare 57 opere, con 36,3 miliardi al Sud, 21,6 miliardi al Nord, 24,8 miliardi al Centro.
Un pugno nello stomaco per gli operai, che nello stesso giorno apprendono di aver perso ben 40 miliardi di salari nel 2020. Una conferma che ognuno con la sua busta paga, forse non immaginava di questa portata complessiva.
83 miliardi di investimento pubblico per costruire infrastrutture idriche, stradali, ferroviarie, portuali, metrò, caserme, gallerie, ponti, ecc. ecc. Nelle intenzioni un po’ keynesiane di Draghi, dovrebbero portare ad una crescita economica tale da innescare un generalizzato aumento della domanda. Questa a sua volta, indurrebbe i padroni privati a investire nella produzione, rimettendo in moto l’economia. Ma deve essere chiaro che la crescita economica, se si produrrà, si svolgerà sulla base della profittabilità del capitale, del maggior rendimento del lavoro salariato, del contenimento dei salari e di conseguenza di una compressione della domanda dei beni di consumo operai nella scia di quella che ha sottratto al loro bilancio 40 miliardi nel 2020.
I lavoratori a stragrande maggioranza operai, per realizzare questo mega piano, saranno – ha detto Draghi – 8.668 nel 2021, arriveranno a 118.538 nel 2025, per scendere a 21.114 nel 2030. Le aziende che faranno i lavori potranno utilizzare forza lavoro a buon mercato, dopo anni di contratti di lavoro al ribasso per gli operai, e leggi dello Stato ancora più peggiorative emanate da più governi.
Inoltre, è proprio di questi giorni la notizia di Eurostat, l’agenzia statistica europea, che nel 2020 i salari in Italia hanno perso 40 miliardi di euro, un calo del 7,47%, rispetto il 2019: la perdita più alta nella Ue. In Olanda i salari hanno perso il 6,44% (con 600mila posti di lavoro persi, rispetto i 464mila in Italia). I salari francesi hanno perso il 3,42%; quelli tedeschi lo 0,87%. Nella Ue il calo medio della massa dei salari a prezzi correnti, nel 2020 è stato del 1,92%.
Eppure il covid ha colpito in tutti i paesi, lockdown e cig ci sono stati ovunque. Ma Draghi non parla di “ristori” per gli operai che si sono indebitati, perdendo con la cig, circa il 40% del salario.
Invece nel nuovo scostamento di bilancio di 40 miliardi di euro, Draghi ne indirizza metà come ristori per le imprese, e l’altra metà alla liquidità, ossia a banche e manovre finanziarie.
1) La forza lavoro più impiegata nelle grandi opere, saranno gli operai dell’edilizia. L’ultimo contratto di questa categoria (qui commentato), oltre ai bassi salari, sancisce il lavoro su 3 turni senza la maggiorazione del lavoro straordinario.
2) Con i contratti a termine le aziende, direttamente o tramite agenzie, potranno impiegare forza lavoro usa e getta, tenendola sotto ricatto di non essere riconfermata.
3) I padroni hanno finora ottenuto dal governo Draghi e da quello precedente, deroghe alle norme che obbligavano le aziende all’assunzione fissa, dopo un periodo di contratto a termine.
Questo fa già capire quali siano per gli operai, i benefici della “scommessa” di Draghi. Figuriamoci viste le premesse, se l’economia dovesse “ripartire”!
A guadagnarci traendo profitti, saranno da una parte oltre i padroni, i faccendieri intrallazzati con i partiti, gli operatori finanziari e le banche.
Dall’altra, gli operai con i salari più bassi nella Ue, contratti usa e getta, con morti sui luoghi di lavoro che da gennaio al 17 aprile 2021 sono 191, diventano 390 con i morti sulle strade e in itinere, esclusi i morti per covid. (fonte: Osservatorio di Bologna).
La “scommessa sulla crescita” di Draghi e di tutti i partiti del suo governo, è una scommessa sul grado di sfruttamento degli operai, e del prezzo che dovranno pagare.
Saluti Oxervator

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