E COSA SARA’ MAI SUCCESSO?

E cosa sarà mai successo? Qualche centinaio di manifestanti invadono Capitol Hill, mettono a soqquadro un po’ di uffici ...
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E cosa sarà mai successo? Qualche centinaio di manifestanti invadono Capitol Hill (sede di Camera e Senato USA), mettono a soqquadro un po’ di uffici, fanno scappare sotto gli scranni qualche senatore impaurito, portano via qualche suppellettile e tanti selfie per far vedere a parenti ed amici che si sono seduti sulle sedie del potere. Quando la polizia consenziente viene sostituita da quella ligia all’ordine ed alla disciplina i manifestanti si ritirano, dopo qualche scaramuccia, e si sa nelle scaramucce qualcuno ci rimette la pelle e negli Stati Uniti succede di frequente, specialmente agli uomini di pelle nera. Cinque morti e una settantina di arresti è il bilancio della giornata.
Ora la domanda è: il fatto è condannabile, come fatto in se, invasione forzata di un tempio della democrazia e con esso un attacco alla stessa democrazia americana? Oppure il fatto è condannabile per le classi e i movimenti che lo hanno messo in campo? Se la risposta è la prima allora bisogna difendere la democrazia americana che ha permesso a Trump di governare per quattro anni, bisogna difendere la democrazia quando la sua polizia spara addosso ai manifestanti, bisogna sostenere Biden esponente del capitalismo illuminato, che ora va al potere dello Stato, bisogna condannare qualunque movimento politico che in risposta alle elezioni truccate manifesta nelle piazze e nelle strade fino nelle stanze dei palazzi del potere. Ma per noi che conosciamo bene il contenuto democratico del potere dei padroni sui loro schiavi non se ne parla nemmeno.
Se invece lo analizziamo per le classi che lo hanno reso possibile e per gli uomini che lo hanno messo in atto c’è da trarre una sola conclusione: la piccola borghesia in procinto di perdere i propri privilegi risponde alla crisi con violenza, se la prende con il ceto politico preesistente che non è riuscita a difenderla, abbraccia la causa di chiunque si dimostri capace di rompere col passato e trovare soluzioni alla loro condizioni di frustrati. Questa massa di scontenti vuole trovare i responsabili dei propri problemi, dei nemici con cui prendersela, e siccome anche nel grande capitale la crisi si fa sentire, e produce la necessità di mettere in discussione i vecchi rapporti di potere, le due tendenze si incontrano e si fondono in nuovi movimenti. Trump è stato capace di costituire questo blocco sociale che è ancora operante, il numero di voti che ha preso pur essendo sconfitto alle elezioni è impressionate. Per continuare ad avere il sostegno di queste classi ha dovuto coinvolgerle sulla questione del potere centrale, sostenere che le elezioni erano truccate, si era preparato parlando chiaro che quello che conta è la forza e non le chiacchiere politiche. Per far pesare il suo movimento gli ha dovuto fornire una spina dorsale a struttura quasi militare ed ha stretto alleanze con i gruppi del neofascismo americano. Il giorno in cui la macchina statale, per non mettere in discussione il valore stesso delle elezioni, decretava la vittoria di Biden, Trump non poteva tirarsi indietro, ci voleva un’azione spettacolare. Se la macchina statale e i suoi funzionari davano, come lui sosteneva, truccando i dati, la vittoria a Biden, i suoi sostenitori venuti dalle periferie americane dovevano dimostrare che il potere reale era nelle loro mani e cosa di meglio che insediarsi, anche per poche ore, negli uffici presidenziali del Senato degli Stati Uniti? Un’azione che produrrà fra le classi che sostengono Trump un moto di gloria, di rivalsa contro il potere costituito, in ogni paese ripeteranno a loro stessi: siamo arrivati simbolicamente al potere, la prossima volta ci resteremo. E chiederanno a Trump di non fermarsi.
Ma le classi superiori si sono spaventate, vogliono il rispetto delle regole, nessun grande borghese americano vuole l’uomo con le corna nel suo ufficio ma solo come comparsa nelle feste paesane. Gli stessi rappresentanti del partito repubblicano chiedono la messa sotto accusa di Trump, ha sollevato forze che corre il rischio di non controllare.
Perché sarà difficile cancellare dalla memoria il 6 gennaio del 2021. Perché è successo l’irreparabile, nella più matura repubblica democratica del mondo: è stato preso d’assalto il palazzo del potere, una sceneggiata di valore storico, le classi che non si sentono rappresentate dal potere costituito lo possono mettere in discussione con la forza e lo insegnano le stesse classi medie americane cresciute a legge ed ordine. Figuriamoci dove potrà arrivare la rivolta dei veri diseredati, degli operai neri e bianchi, della piccola borghesia rovinata dalla crisi che sarà disposta a seguirli … al nuovo assalto al palazzo d’inverno del capitalismo mondiale.
E.A.

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