RENZI AFFIDA LA RIFORMA DEL SISTEMA BANCARIO A UNO CHE SE NE INTENDE

Redazione di operai Contro, dopo aver fatto il culo, rubando i risparmi, ai piccoli risparmiatori, Renzi scende in campo con una nuova riforma: ” la riforma del sistema del credito. Renzi forse chiama come consulente della nuova riforma uno che se ne intende: il padre del ministro Boschi. E’ tutto da verificare, ma non incominciate a dire che ha sbagliato, Il padre di Boschi era direttore del Banco dell’Etruria. Il padre del ministro Boschi se ne intende Il padre del ministro Boschi intascava stipendi favolosi prendendo i soldi dei piccoli risparmiatori. Boschi padre è un onesto, lo dice la […]
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Redazione di operai Contro,

dopo aver fatto il culo, rubando i risparmi, ai piccoli risparmiatori, Renzi scende in campo con una nuova riforma: ” la riforma del sistema del credito.

Renzi forse chiama come consulente della nuova riforma uno che se ne intende: il padre del ministro Boschi.

E’ tutto da verificare, ma non incominciate a dire che ha sbagliato, Il padre di Boschi era direttore del Banco dell’Etruria.

Il padre del ministro Boschi se ne intende

Il padre del ministro Boschi intascava stipendi favolosi prendendo i soldi dei piccoli risparmiatori.

Boschi padre è un onesto, lo dice la figlia.

Un toscano di Pisa

Dalla Repubblica

“La riforma del sistema del credito è quanto mai urgente, come abbiamo visto non solo nelle ultime ore ma nell’ultimo anno con la riforma delle popolari”. Così il premier Matteo Renzi, intervenuto all’Accademia dei Lincei, torna sul salva banche che sta agitando gli ultimi giorni di governo, Bankitalia e Consob, e mettendo in difficoltà alcuni investitori, che si sono visti azzerare azioni e obbligazioni subordinate. Titoli rischiosi nei quali avevano messo i loro risparmi considerandoli erroneamente porti sicuri. Scelte che, come ha avuto modo di rimarcare la Ue, derivano dal suggerimento ricevuto in alcune filiali. Linea suggerita anche dalle numerose e disperate testimonianze raccolte, storie culminate con il tragico suicidio del pensionato di Civitavecchia.

Il governo è al lavoro per cercare di alleviare parte di queste perdite, con il famoso fondo da un centinaio di milioni che si attende a corollario della Stabilità. Ne parlerà il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, atteso in serata in audizione alla commissione Bilancio di Montecitorio. Dal titolare delle Finanze, presente al Rome Investment Forum, per il momento arriva la constatazione che “serve un sistema finanziario sano ed efficiente”

Intanto la polemica divampa e Bankitalia, presso la quale c’è la convinzione di aver operato nel migliore dei modi possibili, torna a suggerire lo stop al collocamento di titoli troppo rischiosi presso il pubblico indistinto. “Gli enti preposti al controllo, Bankitalia e Consob, non sono stati solo a guardare. Però bisogna verificare se, in alcuni casi, vi siano delle responsabilità tali per cui avrebbero dovuto fare molto di più”, rimarca il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti, ai microfoni di Agorà su RaiTre, sottolineando che non c’è stata una sottovalutazione degli impatti. “Con l’intervento del governo abbiamo salvato correntisti e dipendenti; se non ci fosse stato, le persone coinvolte sarebbero state 10 volte di più”, aggiunge infatti.

Il mondo del credito si affida alle parole di Luigi Abete, presidente Bnl che dal Rome Investment Forum esprime “grande tristezza per le situazioni umane prodotte, grande attenzione da parte del governo per gli investitori inconsapevoli ma anche grande condivisione per una norma corretta”. La condivisione delle perdite, che in questi casi si devono a

gestioni manageriali quantomeno discutibili (o almeno lo sono per alcuni magistrati che indagano), non dovrebbe dunque estendersi a tutti: “Chi ha assunto rischi inconsapevoli è giusto che sia tutelato, serve un modello per distinguere le diverse fattispecie”.

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