Uccisi per il profitto: 101 operai morti in più nel 2015

Caro Operai Contro, i dati Inail del 30 novembre 2015, confermano che la quotidiana strage operaia per il profitto si allarga sempre di più. Con il Jobs act e tutte le altre schiavistiche tipologie contrattuali, gli operai ogni giorno subiscono una sorta di decimazione, che lascia sul campo, morti, feriti, invalidi. Anche i voucher, come ha rimarcato la trasmissione televisiva, Report, vengono usati all’occorrenza, per “legalizzare” gli infortuni e le morti del lavoro nero. Le nuove tecnologie stupiscono per tanta modernità, una modernità che però usata capitalisticamente, anziché azzerare o limitare il numero degli operai morti sul lavoro, ne […]
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Caro Operai Contro,

i dati Inail del 30 novembre 2015, confermano che la quotidiana strage operaia per il profitto si allarga sempre di più.

Con il Jobs act e tutte le altre schiavistiche tipologie contrattuali, gli operai ogni giorno subiscono una sorta di decimazione, che lascia sul campo, morti, feriti, invalidi. Anche i voucher, come ha rimarcato la trasmissione televisiva, Report, vengono usati all’occorrenza, per “legalizzare” gli infortuni e le morti del lavoro nero.

Le nuove tecnologie stupiscono per tanta modernità, una modernità che però usata capitalisticamente, anziché azzerare o limitare il numero degli operai morti sul lavoro, ne fa impennare il numero. Dato ancora più terribile considerando che ciò avviene con l’occupazione che ristagna. Allego l’articolo del Corriere della sera. Saluti da un lettore.

 

l’Inail, istituto nazionale contro gli infortuni sul lavoro, segnala un aumento delle morti bianche e si dice preoccupato. Nei primi dieci mesi del 2015, a fronte di un calo complessivo degli incidenti del 4,5%, ci sono stati 101 morti in più rispetto allo stesso periodo del 2014: 729 contro 628. Il bilancio sale a 988 morti (+18,6%), se si aggiungono i 259 decessi «in itinere» cioè nel tragitto per andare o tornare dal lavoro. Erano stati anche questi meno nei primi dieci mesi dello scorso anno: 205, per un bilancio totale di 833 morti bianche, 155 in meno.

Con i quasi mille morti del periodo gennaio-ottobre, siamo tornati agli oltre 3 morti al giorno sul lavoro che hanno reso tristemente famosa l’Italia.

E anche urgente capire se c’è una relazione tra l’aumento dei morti sul lavoro e l’impennata dell’uso dei voucher, i buoni lavoro che dovrebbero servire per pagare il lavoro occasionale. Essi sono di grande utilità, se usati correttamente. Ma non sempre è così e le aree di abuso sono gravi guarda caso nei settori più esposti agli incidenti sul lavoro: l’agricoltura e l’edilizia. La recente inchiesta televisiva di Report ha documentato casi di lavoratori in nero per gran parte della giornata che sono risultati in regola, una volta infortunati, perché pagati con qualche voucher che, miracolosamente, avrebbe coperto proprio l’ora in cui è avvenuto l’incidente. Non si capisce perché, in tempo di smartphone, il datore di lavoro non debba essere tenuto a comunicare on line, in tempo reale, il momento in cui comincia la prestazione pagata col buono e quello in cui termina. La seconda questione sulla quale indagare è l’età e il lavoro delle vittime. Per vedere se vi sia anche un effetto dovuto all’aumento dell’età pensionabile.

 

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