Giornale, Numero 9 del 9 ottobre 2018

ORO ALLA PATRIA !!

I teatranti del governo italiano sono in imbarazzo davanti alla situazione di borsa che sta colpendo i loro elettori, i piccoli risparmiatori detentori di bot e btp, che si trovano […]

I teatranti del governo italiano sono in imbarazzo davanti alla situazione di borsa che sta colpendo i loro elettori, i piccoli risparmiatori detentori di bot e btp, che si trovano con i risparmi mangiati dalla svalutazione del debito pubblico (bot e btp che perdono valore).

A parte dare la colpa di tale situazione a congiure internazionali, i teatranti stanno ora facendo girare la voce che chiederanno agli italiani (leggi piccolo borghesi con ancora dei soldi) di sostenere il debito acquistando bot, btp ecc. Come ai tempi di Mussolini, Oro alla Patria !!

E questa sarà la patria dei profittatori sporcaccioni: in realtà il grande capitale italiano e internazionale, non fidandosi dei teatranti, ha già venduto e sta ancora vendendo titoli, per poi mettersi alla finestra e attendere il momento propizio per riacquistare a prezzi più bassi e quindi guadagnare interessi più alti. Quegli interessi, miliardi, saranno pagati da operai e lavoratori con maggiori tasse sui consumi e meno servizi sociali di quanto siano oggi.

I burocrati, bottegai e padroncini che sostengono questo governo, e che sono colpiti dalla crisi di borsa, saranno rabboniti e tenuti al guinzaglio da facilitazioni fiscali, prima fra tutte la rottamazione delle tasse che hanno già evaso, con la Lega che spinge per portare lo sconto sulle tasse evase da 100mila a 500mila euro e probabilmente per arrivare poi a 1 milione: Salvini si vuol tenere buona la sua base elettorale.

I borghesi hanno da guadagnare da questa situazione. Anche i piccolo borghesi, nel breve periodo, hanno interesse a sostenere questo governo.

Gli unici a perdere sono gli operai e i lavoratori: le promesse elettorali sono sempre più acqua passata e quella che si va delineando è una maggiore pressione fiscale che intaccherà maggiormente salari già insufficienti mentre nelle fabbriche e negli altri posti di lavoro lo sfruttamento è intensificato, il ricatto del licenziamento è sempre presente.

Il tutto avvolto da una cappa di maggior repressione delle lotte sociali, il decreto sicurezza ne è il manifesto. Salvini ha dimostrato di essere il mazziere che mette a disposizione dei padroni un apparato poliziesco più aggressivo (10mila assunzioni nelle forze dell’ordine e uso del Taser) e la massa di manovra piccolo borghese di cui gli elementi criminali fascisti sono la punta.

Un blocco borghese che pesa sulla già dura capacità di resistenza nelle fabbriche e nei quartieri; una situazione che rende più difficile la lotta sindacale. Un peso su lotte sociali più aspre nel caso di ulteriore impoverimento causato dalla peggiore situazione finanziaria dello Stato.

Per tenere testa a questo blocco non è sufficiente la lotta sindacale o la difesa di singole situazioni sociali. Gli operai, oggi unica classe senza rappresentanza politica organizzata, devono avere la volontà di mettere la costruzione del loro partito all’ordine del giorno per sviluppare le tattiche nelle lotte di difesa e le strategie per ribaltare questo sistema.

E allora si vedrà di che oro e di che patria si parla.

MB

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