Giornale, Numero 8 del 8 0ttobre 2018

“Questa Europa tra 6 mesi sarà finita”

Caro Operai Contro, Di Maio ha annunciato che “questa Europa tra 6 mesi sarà finita”. Se i nuovi che arrivano, faranno come i nuovi che sono arrivati al governo in […]

Caro Operai Contro,

Di Maio ha annunciato che “questa Europa tra 6 mesi sarà finita”. Se i nuovi che arrivano, faranno come i nuovi che sono arrivati al governo in Italia, e insieme ai vecchi come Salvini, Tria, Moavero, Savona, combinano quello che stanno combinando, agli operai conviene non perdere tempo, organizzarsi, serrare le fila e poi ancora organizzarsi.

* Di Maio dichiarando solennemente la fine della povertà, ha insultato i poveri declassandoli a zombie.

* Salvini e Di Maio ripetono che tireranno dritto con il reddito di cittadinanza. La stesura che ne stanno facendo, è un continuo tagliare ciò che avevano promesso nell’acchiappavoti della campagna elettorale.

*L’ultimo aggiornamento del Def in preparazione, (documento di economia e finanza), dice che il reddito di cittadinanza e di pensione, fino ad un massimo di 780 euro mensili a scalare, non sarebbe più per 3 anni, ma al massimo sarebbe di 2 anni, e potrebbe anche scendere a 18 mesi, in pratica la metà di quanto promesso in campagna elettorale.

* I destinatari del suddetto reddito, non sarebbero più 6,5 milioni di poveri, ma 5 milioni, ovvero 1,5 milioni in meno della promessa elettorale.

Per ridurre gli aventi diritto Di Maio e i soci della banda Conte, si sono inventati un’altra restrizione post elettorale: per avere diritto al reddito di cittadinanza, non basterà rientrare nel tetto Isee richiesto, ma bisognerà essere residente almeno da 10 anni in Italia.

* Dichiarando che serve ad “assicurare la sopravvivenza minima per l’individuo”, Di Maio ha confermato che il reddito di cittadinanza è un sussidio per una cittadinanza di miseria.

* Di Maio aveva nel programma elettorale, l’abolizione del Jobs act e il ripristino dell’articolo 18.

Ma col decreto dignità, non ha fatto niente di tutto questo.

* Salvini non trova finanziamenti per l’abolizione della Fornero, la nuova pensione è ancora in alto mare, blindata da paletti e penalizzazioni.

* Di Maio e Salvini si sono anche rimangiati la chiusura dell’Ilva, che rientrava nel loro programma elettorale.

* Salvini aveva promesso che nel primo consiglio dei ministri, avrebbe abolito l’accise sulla benzina. Non solo non l’ha fatto, ma dal primo gennaio 2019 può scattare un aumento dei carburanti già programmato.

* Il decreto sicurezza e immigrazione di Salvini, continua la guerra agli immigrati e quindi agli operai. Insieme la caccia alle minoranze sociali più disagiate, colpevoli di essere poveri. Case e centri sociali sfrattati, attacco ai gay e alle coppie di fatto, sgomberi dei campi rom, migranti sequestrati sulle navi, caccia ai vu cumprà sulle spiagge, mentre è tornata nella “normalità” la situazione tra i braccianti, dopo lo squarcio aperto dalle tragedie che in 2 giorni avevano causato la morte di 16 braccianti: qui Di Maio non ha trovato tempo e argomenti per fare la rana dalla bocca larga.

* Per i padroni stanno mettendo a punto il taglio delle tasse, ed un mastodontico condono fiscale, in perfetto stile e modalità, da prima Repubblica.

* Questa in sintesi la politica che stanno facendo Salvini e Di Maio, con il governo Conte.

* Se come annuncia Di Maio, “questa Europa tra 6 mesi sarà finita”, agli operai conviene non perdere tempo, organizzarsi, serrare le fila e poi ancora organizzarsi. Solo gli operai organizzati possono costituire un punto di riferimento per i poveri, gli impoveriti, i disagiati, e quanti si erano fatti abbagliare dai nuovi saltimbanchi che, arrivati al governo si sono messi con i vecchi marpioni, per rappresentare e difendere gli interessi dei padroni.

Saluti Oxervator

Lascia una risposta