Grandi Molini Italiani di Livorno licenzia 30 operai

Redazione operai contro, Noi operai della GMI di Livorno dopo il 17 aprile verremo licenziati in 30 su un totale di 45 dipendenti non per mancanza di lavoro ma perché la direzione della Grandi Molini vuole dismettere l’attività dello stabilimento qui a Livorno. Le istituzioni locali e regionali vogliono farci credere che sono dalla nostra parte. L’Autorità Portuale di Livorno ci garantisce che i lavori necessari per la ristrutturazione e il rifacimento della banchina per far si che attracchino anche le navi di grande stazza per approvvigionare i silos della fabbrica saranno ultimati in tempo utile. Ma quale tempo […]
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Redazione operai contro,

Noi operai della GMI di Livorno dopo il 17 aprile verremo licenziati in 30 su un totale di 45 dipendenti non per mancanza di lavoro ma perché la direzione della Grandi Molini vuole dismettere l’attività dello stabilimento qui a Livorno.

Le istituzioni locali e regionali vogliono farci credere che sono dalla nostra parte.

L’Autorità Portuale di Livorno ci garantisce che i lavori necessari per la ristrutturazione e il rifacimento della banchina per far si che attracchino anche le navi di grande stazza per approvvigionare i silos della fabbrica saranno ultimati in tempo utile.

Ma quale tempo utile, e’ molto chiaro, la società ha accumulato debiti per 190 milioni di euro ed è anche in attesa del consenso per il concordato preventivo, non vogliono aspettare il termine dei lavori di ristrutturazione previsti e poi proseguire con l’attività.

GMI e Promolog hanno già attivato la procedura di mobilità e non hanno nessuna intenzione di ricorrere agli ammortizzatori sociali.

Allora la regione Toscana vuole assicurarci che se non verranno ritirati i licenziamenti, interverrà per garantire l’utilizzo degli ammortizzatori sociali anche per un periodo massimo di 21 mesi.

Così finisce che noi verremo licenziati dai nostri padroni tanto ci sono i politici che ci proteggono con gli ammortizzatori sociali mentre i silos verranno abbattuti per sempre.

Anche i nostri funzionari sindacali ci hanno assicurato che se partiranno le lettere di licenziamento sono pronti per attivare le cause individuali.

Cosa ci serviranno le cause se prima non occupiamo lo stabilimento e non impediamo l’abbattimento dei silos?

Noi operai della GMI siamo stanchi di farci prendere per il culo dalle istituzioni e dai sindacati che non ci organizzano una resistenza vera contro i padroni che ci licenziano.

Noi operai della GMI non dobbiamo pagare le colpe della cattiva gestione dei padroni speculatori e nemmeno possiamo accettare di rimanere passivi davanti ai nostri licenziamenti.

Noi operai della GMI ci stiamo organizzando per occupare la fabbrica, manifestazioni, tavoli e cause non ci servono a niente.

Un operaio della GMI

Da “QuiLivorno.it”

Grandi Molini ritiri i licenziamenti”

Il presidente Enrico Rossi: “Il mio auspicio è che Grandi Molini Italiani e Promolog accolgano la richiesta di ritirare le procedere di mobilità ed utilizzare gli ammortizzatori sociali”.

“Il mio auspicio è che nell’incontro del 6 aprile Grandi Molini Italiani (foto tratta dal sito della Regione Toscana) e Promolog accolgano la richiesta, formulata a mio nome da Gianfranco Simoncini, di ritirare le procedere di mobilità ed utilizzare gli ammortizzatori sociali ancora disponibili, che per quelle aziende, grazie anche al lavoro della Regione Toscana, possono essere prolungate di un ulteriore anno per la collocazione in un area di crisi complessa. Se ciò non accadrà, visto anche che il Ministero dello sviluppo economico, ad oggi, non sembra intenzionato ad accogliere la richiesta dei sindacati di convocare un tavolo nazionale con le aziende, promuoverò un incontro a Firenze, al quale parteciperò personalmente”. Il presidente Enrico Rossi, dopo un colloquio con il presidente della seconda commissione consiliare Gianni Anselmi, che a Livorno ha incontrato i lavoratori della GMI, interviene sulla complessa vicenda, confermando il forte impegno dell’Amministrazione regionale. “Al tavolo – prosegue – ribadirò che riteniamo la posizione dell’azienda incomprensibile e inaccettabile e chiederò di salvaguardare i 30 posti di lavoro in discussione. La Regione si è adoperata seriamente in questi mesi per favorire il futuro di Grandi Molini, ottenendo la garanzia da parte dell’Autorità portuale di Livorno non solo dei finanziamenti, ma anche dell’avvio della progettazione e della gara per la riqualificazione della banchina utilizzata da GMI. Anche per questo non possiamo accettare un taglio di posti di lavoro a fronte di strumenti di protezione sociale pienamente utilizzabili”.
L’incontro del 6 aprile si terrà presso gli uffici decentrati di Livorno del Servizio lavoro della Regione. In quell’occasione si svolgerà la nuova riunione in sede amministrativa della procedura di mobilità promossa dalle due società, dopo che nei 45 giorni previsti dalla legge il confronto tra le parti non ha prodotto alcun risultato positivo. Se entro il 17 aprile non sarà raggiunto alcun accordo, i licenziamenti diventeranno effettivi. Un’eventualità che le istituzioni stanno, in ogni modo, lavorando per scongiurare, ma di fronte alla quale i sindacati hanno già preannunciato che sosterranno i lavoratori in cause individuali contro GMI e Promolog.

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